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Logge del Papa

Sienne

Logge del Papa

Le Logge del Papa sono un dono: quello che il papa senese Pio II, Enea Silvio Piccolomini, fece alla sua città e soprattutto alla sua famiglia nel 1462. Umanista raffinato, scrittore e diplomatico prima che papa, Pio II volle dotare Siena di un'opera all'altezza del nuovo spirito del secolo. La loggia, opera dell'architetto e scultore senese Antonio Federighi, si presenta come un elegante portico a tre arcate aperto sulla strada, linguaggio del tutto classico venuto da Firenze e dall'antico, ancora nuovo in una Siena rimasta profondamente gotica. Fu concepita come luogo di socialità per la famiglia Piccolomini, che il papa aveva appena elevato, con questo gesto come con altri, a una delle grandi casate della città. Piccola per dimensioni, la loggia è grande per ciò che significa: importa a Siena il vocabolario del Rinascimento, archi a tutto sesto, lesene classiche, proporzioni misurate, e afferma la munificenza di un papa mecenate che, nello stesso decennio, fece ricostruire da capo la sua città natale di Corsignano, ribattezzata Pienza.

Cosa vedere

  • Le tre arcate a tutto sesto: guarda questi archi rotondi e regolari, erano una novità a Siena, città dell'arco a sesto acuto gotico; è il Rinascimento che entra in città attraverso questo piccolo portico.
  • I capitelli e le lesene: avvicinati al lavoro scolpito, finemente classico, firmato da un artista senese nutrito dell'esempio fiorentino; il dettaglio tradisce la mano di uno scultore oltre che di un architetto.
  • L'iscrizione dedicatoria: cerca la dedica che ricorda il dono di Pio II alla sua famiglia («gentilibus suis»), la loggia esibisce il suo statuto di dono dinastico.
  • Gli emblemi Piccolomini: individua le armi della famiglia, la presenza araldica trasforma l'edificio pubblico in monumento alla gloria di una casata.
  • Il contrasto con il tessuto medievale: arretra e confronta la loggia chiara e misurata con le facciate gotiche senesi circostanti; misuri di colpo quanto il gesto fosse audace.

Storia e contesto

Antonio Federighi, architetto e scultore senese, portò a Siena la lezione classica fiorentina. La loggia appartiene alla stagione in cui Pio II trasformava anche il suo borgo natale in città ideale, Pienza, uno dei primi esempi di urbanistica umanistica concepita come un unico programma.

Segreti e curiosità

La loggia fa parte di una serie di gesti con cui Pio II iscrisse la sua famiglia nella pietra di Siena. L'edificio fonde intimamente architettura e scultura, come il suo autore Federighi che esercitò entrambe le arti. L'iscrizione dedicatoria, designando i Piccolomini come destinatari, mostra senza giri di parole come un papa potesse usare le risorse della sua carica per accrescere il prestigio dei suoi.

Lo sapevi?

Pio II non si limitò a offrire questa loggia: nello stesso decennio fece radere al suolo e ricostruire il suo borgo natale di Corsignano per farne una città nuova col suo nome, Pienza, disegnata come una città ideale del Rinascimento. Le Logge del Papa partecipano dello stesso slancio, quello di un umanista divenuto papa che volle incidere nell'architettura il trionfo della sua casata e del suo gusto.

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