Raccolta poco lontano da Porta Camollia, nella zona settentrionale del centro storico di Siena, la chiesa di Fontegiusta — dal nome completo Santa Maria in Portico a Fontegiusta — appartiene a quella famiglia di edifici modesti per dimensioni ma compiuti nella concezione che punteggiano il Rinascimento senese. Innalzata alla fine del Quattrocento, testimonia una stagione in cui la città, pur tra le sue difficoltà politiche, restava un centro artistico di primo piano, capace di far dialogare la tradizione locale con il nuovo linguaggio architettonico giunto da Firenze e da Roma.
Un edificio votivo di fine Quattrocento
La costruzione si colloca, secondo i dati comunemente accolti, intorno agli anni 1479-1484 (datazione da confermare). La chiesa sarebbe stata edificata per adempiere a un voto; la tradizione lo collega alla vittoria di Poggio Imperiale, riportata dai Senesi nel 1479. Questo contesto votivo spiega in parte la collocazione del santuario in prossimità di Porta Camollia, uno degli accessi settentrionali della città, soglia simbolica attraverso cui si entrava a Siena provenendo dalla strada di Firenze.
Un'architettura a spazio unificato
L'interesse maggiore di Fontegiusta risiede nel suo partito architettonico. La pianta, compatta e quasi quadrata, organizza tre navate di uguale altezza coperte da volte che ricadono su colonne. Questo tipo di spazio unificato — in cui le navate laterali non sono più subordinate a una navata centrale più elevata, ma partecipano di un medesimo volume chiaro e continuo — traduce un ideale caro al Rinascimento: quello di un luogo abbracciato con un solo sguardo, retto dalla misura e dalla proporzione. La copertura voltata, sostenuta da appoggi slanciati, conferisce all'insieme un'unità rara per una chiesa di queste dimensioni.
Il portale marmoreo
All'esterno l'attenzione si concentra sul portale di marmo, che sarebbe opera di Lorenzo di Mariano, detto Il Marrina (attribuzione da confermare), scultore senese rinomato per la finezza del suo ornato all'antica. Questo vocabolario decorativo — girali, lesene, trabeazioni finemente cesellate — illustra il gusto senese per un classicismo delicato, in cui la scultura d'ornato gareggia in raffinatezza con l'architettura che incornicia.
All'interno: altari, pale e curiosità
L'interno conserva un arredo rinascimentale, in primo luogo un altare maggiore con il suo tabernacolo, la cui esecuzione è talvolta accostata allo stesso Marrina (attribuzioni da confermare). Diverse pale ornano le pareti. A queste opere d'arte si aggiungevano, secondo un'antica tradizione, curiosità ed ex voto insoliti: vi si segnalavano in particolare una costola di «balena» e una spada, oggetti la cui presenza attiene al racconto devozionale e popolare legato al luogo tanto quanto alla sua storia artistica.
Cosa vedere assolutamente
- La pianta quasi quadrata a tre navate di uguale altezza, esempio limpido dello spazio unificato del Rinascimento.
- Le volte sostenute da colonne slanciate, che donano all'interno la sua unità e la sua chiarezza.
- Il portale di marmo, attribuito a Lorenzo di Mariano detto Il Marrina, e il suo ornato all'antica.
- L'altare maggiore con il tabernacolo rinascimentale, insieme alle pale conservate nella chiesa.
- Gli ex voto e le curiosità della tradizione locale, tra cui si segnalavano una costola di «balena» e una spada.
Informazioni pratiche
Piccola chiesa di quartiere, Fontegiusta ha un'apertura irregolare: gli orari di accesso possono essere limitati e non sono garantiti (da verificare sul posto oppure presso la parrocchia e l'ufficio del turismo di Siena). L'ingresso è in linea di principio libero, ma questo punto resta da confermare. Il santuario si trova in via di Fontegiusta, a pochi passi da Porta Camollia, nel settore settentrionale del centro storico, facilmente raggiungibile a piedi da piazza del Campo.
Quiz
- In quale città toscana si trova la chiesa di Fontegiusta?
- Firenze
- Siena
- Pisa
- Quale particolarità caratterizza la pianta della chiesa?
- Un'unica lunga navata
- Una pianta quasi quadrata a tre navate di uguale altezza
- Una pianta a croce greca con cupola
- A quale scultore è attribuito il portale di marmo?
- Lorenzo di Mariano, detto Il Marrina
- Jacopo della Quercia
- Baldassarre Peruzzi

