Eretta sul colle di Camporegio, di fronte alla città e al profilo del Duomo, la Basilica di San Domenico è uno dei grandi vascelli degli ordini mendicanti di Siena. Il suo involucro massiccio, quasi austero, è quello di una chiesa gotica in mattoni innalzata dai domenicani: la costruzione prende avvio nel Duecento, per poi essere allungata e ampliata nel Trecento. Conviene dirlo subito, per evitare ogni equivoco di datazione: l'architettura, con la sua navata unica a forma di grande capannone liturgico, il campanile tozzo e i volumi di cotto, non è rinascimentale ma schiettamente medievale.
Se San Domenico compare in un atlante del Rinascimento, è per lo strato di opere che questa cornice gotica ha accolto, e soprattutto per un legame spirituale di primo piano: la chiesa è inseparabile da santa Caterina da Siena (1347-1380), che frequentava questo santuario domenicano e vi si recava a pregare. È proprio questa memoria cateriniana, ravvivata nel Rinascimento dalla pittura, a fare tutto il valore della visita.
Un involucro gotico, un cuore rinascimentale
Il contrasto è netto. All'esterno e nel vascello principale domina la sobrietà gotica degli ordini mendicanti: ampie superfici di mattoni, poco ornamento, una luce smorzata. È nelle cappelle che si legge il passaggio dei secoli e l'apporto del Rinascimento.
Il cuore di questo apporto è la cappella di Santa Caterina, allestita per onorare la santa senese. Vi si conserva una reliquia insigne, tradizionalmente identificata con il capo (la testa) di santa Caterina, oggetto di una devozione ininterrotta. Ma il suo interesse artistico dipende anzitutto dal suo decoro dipinto.
Gli affreschi del Sodoma
La cappella di Santa Caterina è ornata da affreschi che si attribuirebbero a Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, realizzati intorno al 1526. Sono tra i vertici della pittura senese del pieno Rinascimento.
Qui il pittore dispiega un'arte del movimento, del colore e dell'emozione patetica tipica della sua maniera. Due scene attirano in particolare l'attenzione: l'«Estasi di santa Caterina», dove la santa è colta dalla grazia mistica, e la «Santa Caterina svenuta», sorretta dalle compagne in un istante di cedimento. Queste composizioni, per la loro teatralità dominata e il loro senso del gruppo, mostrano come il Rinascimento abbia saputo rinnovare l'iconografia cateriniana ereditata dal Medioevo.
Altre opere e sguardi
Oltre alla cappella di Santa Caterina, la chiesa custodirebbe altre testimonianze del Rinascimento toscano. Vi si segnala tradizionalmente un tabernacolo che si ricollegherebbe a Benedetto da Maiano, scultore fiorentino celebre per la finezza del suo marmo, oltre a dipinti attribuiti a Matteo di Giovanni, uno dei maestri senesi del Quattrocento. Queste attribuzioni e collocazioni meritano di essere confermate sul posto o presso le schede dell'edificio.
Cosa vedere assolutamente
- La cappella di Santa Caterina e gli affreschi attribuiti al Sodoma (v. 1526), in particolare l'«Estasi di santa Caterina» e la «Santa Caterina svenuta».
- La reliquia legata a santa Caterina da Siena, conservata nella cappella a lei dedicata.
- Il contrasto tra l'involucro gotico in mattoni dei domenicani e i decori rinascimentali delle cappelle.
- Il tabernacolo che si attribuirebbe a Benedetto da Maiano e le opere ricollegate a Matteo di Giovanni (da verificare sul posto).
- Dal sagrato, la veduta su Siena e sul Duomo, una delle più belle prospettive della città.
Informazioni pratiche
- Indirizzo: Piazza San Domenico, Siena (Toscana), nel centro storico iscritto nell'UNESCO.
- Accesso: a piedi dal centro; a pochi minuti da Piazza del Campo e dal Duomo.
- Orari e tariffe: l'ingresso alla basilica è di norma libero, ma orari, funzioni ed eventuale contributo sono da verificare presso la parrocchia o l'ufficio del turismo di Siena prima della visita.
- Buono a sapersi: edificio di culto; si raccomandano abbigliamento decoroso e discrezione, in particolare durante le celebrazioni.
Quiz
1. Qual è lo stile dell'involucro architettonico di San Domenico?
- Barocco
- Gotico in mattoni
- Romanico
2. A quale pittore si attribuiscono i celebri affreschi della cappella di Santa Caterina?
- Matteo di Giovanni
- Benedetto da Maiano
- Il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi)
3. Quale santa, inseparabile dalla chiesa, vi si recava a pregare?
- Santa Chiara d'Assisi
- Santa Caterina da Siena
- Santa Fina da San Gimignano

