Il Duomo di Siena è tra i grandi edifici religiosi della Toscana. L'esterno, percorso da fasce di marmo chiaro e scuro e coronato da una facciata scolpita, appartiene pienamente al gusto medievale. È all'interno, nella pietra del pavimento e nelle nicchie di un altare laterale, che il Rinascimento si è insinuato: discreto, ma firmato da nomi di primo piano.
Un involucro romanico-gotico, non un monumento rinascimentale
Va detto subito: il Duomo di Siena non è un edificio rinascimentale. La sua struttura, l'alzato e l'impianto decorativo rientrano nel tardo romanico e nel gotico italiano, tra XIII e XIV secolo. La facciata, la cui parte inferiore è tradizionalmente riferita a Giovanni Pisano, dispiega un repertorio gotico di cuspidi, statue e ritmi verticali. All'interno come all'esterno, l'alternanza del marmo bianco e nero — i colori simbolo della città — conferisce alla navata la sua identità a fasce, immediatamente riconoscibile.
Questo "involucro" medievale è la cornice. Qui il Rinascimento non ha costruito: ha abitato l'edificio per accenti, sotto forma di opere inserite in uno spazio già antico.
L'altare Piccolomini e il giovane Michelangelo
Sul fianco della navata si erge l'altare Piccolomini, struttura marmorea commissionata dall'omonima famiglia senese, che diede alla Chiesa due papi. È qui che si gioca l'episodio rinascimentale più celebre del monumento: intorno al 1501-1504, un Michelangelo ancora giovane avrebbe scolpito quattro statue di santi destinate alle nicchie dell'altare.
Queste figure, di dimensioni contenute, precedono o accompagnano gli anni in cui l'artista lavorava al David fiorentino. Vi si legge già un senso del corpo e del panneggio che annuncia la sua maniera, benché l'insieme resti una commissione tra le tante in un percorso che lo avrebbe portato ben oltre. L'altare offre così la rara occasione di cogliere, in un solo sguardo, la struttura rinascimentale della nicchia e la scultura di un maestro agli esordi.
Il pavimento: un ciclo istoriato lungo secoli
Il pavimento della cattedrale è tra le opere più singolari di tutta la Toscana: un vasto tappeto di marmo, composto da tarsie incise e intarsiate secondo le tecniche del graffito(disegno inciso e ripassato) e delcommesso (tarsia di marmi colorati). L'insieme si è formato nell'arco di più secoli, mobilitando generazioni di artisti che vi hanno raffigurato scene bibliche, sibille e allegorie.
La stagione rinascimentale di questo ciclo è incarnata da Domenico Beccafumi, pittore senese del XVI secolo legato al manierismo, cui si devono alcune delle tarsie più ambiziose del pavimento. Le sue composizioni spingono la tecnica dell'incisione su marmo verso un modellato sorprendentemente pittorico, giocando sui trapassi di tono come su un chiaroscuro.
A fronte, il pulpito scolpito da Nicola Pisano appartiene al gotico e precede di gran lunga questi interventi: ricorda che il Duomo sovrappone più strati artistici, di cui il Rinascimento è soltanto uno tra tanti.
La Libreria Piccolomini, da vedere a parte
Aperta sulla navata, la Libreria Piccolomini forma un ambiente decorato al volgere del XVI secolo, celebre per i suoi affreschi sgargianti. Poiché costituisce un insieme a sé stante, è oggetto di una scheda separata su HitsMap, alla quale rimandiamo il lettore incuriosito dal suo ciclo dipinto.
Cosa vedere assolutamente
- L'altare Piccolomini e le sue nicchie, con le quattro statue di santi attribuite al giovane Michelangelo (intorno al 1501-1504).
- Il pavimento di marmo, e in particolare le tarsie riferite a Domenico Beccafumi, vertice dell'incisione rinascimentale su pietra.
- L'alternanza del marmo bianco e nero della navata e dei pilastri, cifra cromatica della cattedrale.
- La facciata scolpita, la cui parte inferiore sarebbe di Giovanni Pisano, per comprendere il radicamento gotico dell'edificio.
- Il pulpito di Nicola Pisano, riferimento gotico che mette in prospettiva, per contrasto, gli apporti rinascimentali dell'interno.
Informazioni pratiche
La cattedrale sorge nel cuore del centro storico di Siena, iscritto nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Alcune parti del pavimento, protette, sono visibili solo a intervalli: la loro scopertura varia nel corso dell'anno. Orari di apertura, condizioni di accesso e tariffe (biglietti cumulativi che possono includere altri ambienti del complesso) vanno verificati sul posto o presso la biglietteria ufficiale prima della visita, poiché cambiano con le stagioni.
Quiz
1. Quale artista, ancora giovane, avrebbe scolpito statue di santi per l'altare Piccolomini?
- A. Donatello
- B. Michelangelo
- C. Nicola Pisano
2. A quale stile appartiene l'ossatura del Duomo di Siena?
- A. Romanico-gotico
- B. Barocco
- C. Neoclassico
3. Quale pittore senese del XVI secolo è associato ad alcune tarsie del pavimento?
- A. Pinturicchio
- B. Domenico Beccafumi
- C. Giovanni Pisano

