Addossato alla parte absidale della cattedrale, il Battistero di San Giovanni occupa una posizione singolare nel paesaggio senese: costruito più in basso, sotto l'abside del Duomo, ne forma il basamento stesso, prolungando la mole della chiesa verso la piazza inferiore. Vi si scende dal fianco della cattedrale, come in una cripta divenuta edificio a sé stante. Là dove la maggior parte dei battisteri italiani sono rotonde isolate, quello di Siena si incastra nel grande cantiere del Duomo, di cui è uno dei prolungamenti più ambiziosi e più incompiuti.
Una facciata gotica rimasta incompiuta
La facciata del battistero, avviata nel primo terzo del Trecento, appartiene al vocabolario gotico senese: tre portali sormontati da cuspidi, un impaginato verticale scandito da nicchie e pinnacoli. Ma è rimasta incompiuta: la parte alta non ha mai ricevuto il suo coronamento, e il marmo si interrompe su una superficie nuda, testimonianza dell'arresto del cantiere. Questa facciata non appartiene dunque al Rinascimento: è il frammento di un grande progetto gotico sospeso, immagine di tante ambizioni senesi spezzate dalla metà del XIV secolo. Il visitatore non deve ingannarsi: non è nella pietra esterna, ma all'interno, che si gioca la modernità dell'edificio.
Il tesoro del primo Rinascimento: il fonte battesimale
Al centro del battistero si erge la fonte battesimale, la vasca di marmo e bronzo realizzata tra il 1417 e il 1434 circa. È uno dei manifesti più folgoranti del primo Rinascimento fiorentino e senese, opera non di un solo artista ma di una riunione eccezionale dei più grandi scultori del loro tempo. La commissione, affidata dall'Opera del Duomo, prese la forma di una gara implicita: a ciascun maestro fu affidato un elemento, e l'insieme divenne un confronto di talenti oltre che un'opera comune.
La struttura d'insieme — vasca esagonale sormontata da un coronamento culminante in un tabernacolo — si dovrebbe in gran parte a Jacopo della Quercia, il grande scultore senese, cui si attribuisce anche il pannello di bronzo dell'Annuncio a Zaccaria. Attorno alla vasca, sei rilievi di bronzo dorato raccontano la vita di san Giovanni Battista, titolare del luogo.
La ripartizione tra i tre maestri
Il programma narrativo dei rilievi distribuisce gli episodi della vita del Battista tra più mani, ed è proprio questa distribuzione a conferire alla vasca il suo eccezionale valore documentario: vi si possono confrontare, fianco a fianco, le maniere di tre generazioni e di due scuole.
A Lorenzo Ghiberti, autore delle porte del battistero di Firenze, spetterebbe il pannello del Battesimo di Cristo, nonché, secondo la ripartizione tradizionale (da confermare), le scene della Cattura e della Predicazione di san Giovanni Battista: arte dello spazio misurato, dei panneggi ampi e di una grazia ancora intrisa di gotico internazionale.
A Donatello è attribuito il rilievo più celebre dell'insieme, il Banchetto di Erode (il Convito di Erode), dove l'artista dispiega la sua padronanza dello stiacciato — il rilievo « schiacciato », di profondità minima — per costruire una prospettiva fuggente di arcate. Il dramma della decollazione vi irrompe con una violenza trattenuta: si presenta al re la testa del Battista, e lo sgomento si propaga di figura in figura come un'onda. A lui si devono anche, sul coronamento, le statuette delle Virtù, tra cui la Fede e la Speranza. All'impresa avrebbero preso parte anche Giovanni di Turino e Goro di Ser Neroccio, cui si attribuirebbero alcuni rilievi ed elementi decorativi (ripartizione da confermare).
Così, in pochi metri quadrati di bronzo, si legge il passaggio dal tardo gotico al nuovo linguaggio della prospettiva e dell'emozione: la vasca di Siena è un compendio del momento in cui la scultura si volge verso il Rinascimento.
Uno scrigno di affreschi
La volta e le pareti del battistero sono coperte da affreschi del Quattrocento, che avvolgono la vasca in una decorazione dipinta di articoli di fede e di scene sacre. La loro esecuzione spetterebbe in particolare al Vecchietta (Lorenzo di Pietro) e ad altri pittori senesi dell'epoca (attribuzioni da confermare). L'insieme compone un interno di rara densità, dove scultura e pittura dialogano in uno spazio raccolto, quasi sotterraneo.
Cosa vedere assolutamente
- Il Banchetto di Erode di Donatello: il rilievo di bronzo dorato in stiacciato, dove la prospettiva e lo sgomento si rispondono.
- Il pannello del Battesimo di Cristo attribuito a Ghiberti, da confrontare con le scene vicine per cogliere due temperamenti.
- La struttura d'insieme della vasca e l'Annuncio a Zaccaria, che si ricollegano a Jacopo della Quercia.
- Le statuette delle Virtù del coronamento, tra cui la Fede e la Speranza, attribuite a Donatello.
- La volta dipinta del Quattrocento, scrigno colorato dell'insieme scolpito.
Informazioni pratiche
Il battistero si visita nell'ambito del complesso monumentale del Duomo di Siena, cui si accede dal fianco absidale della cattedrale, più in basso rispetto alla piazza del Duomo. È generalmente compreso nel biglietto cumulativo che dà accesso all'insieme dei monumenti del complesso (cattedrale, Piccolomini, cripta, Museo dell'Opera). Gli orari e le tariffe sono da verificare presso l'Opera della Metropolitana prima della visita, poiché variano secondo la stagione e le celebrazioni liturgiche.
Quiz
- Quale scultore è l'autore del celebre rilievo del Banchetto di Erode ?
- Lorenzo Ghiberti
- Donatello
- Jacopo della Quercia
- Che cosa bisogna ricordare della facciata del battistero ?
- È un capolavoro rinascimentale
- È rimasta incompiuta, in stile gotico
- È stata rifatta nel Seicento
- Dove si trova il battistero rispetto alla cattedrale ?
- Sotto l'abside, più in basso rispetto al presbiterio
- Davanti alla facciata principale
- In disparte, isolato su una piazza vicina

