Nel punto più elevato di Piazza del Campo, là dove la piazza a forma di conchiglia risale dolcemente verso i palazzi, si apre ad arco di cerchio una lunga vasca di marmo contornata da rilievi e figure. È la Fonte Gaia, la "fontana gioiosa", uno dei monumenti che fanno della piazza senese uno degli insiemi urbani più celebri dell'Italia medievale e rinascimentale. La sua presenza richiama un momento decisivo della storia cittadina: quello in cui l'acqua, a lungo scarsa e contesa, giunse finalmente fino al cuore civico di Siena.
Una fontana nata dalla conquista dell'acqua
Il nome stesso di "Gaia" testimonierebbe, secondo la tradizione, la gioia popolare che avrebbe accolto l'arrivo dell'acqua sulla grande piazza. Approvvigionare Siena, città di colline priva di un fiume importante, fu una sfida costante: la città si era dotata di una notevole rete di acquedotti sotterranei, i celebri bottini, gallerie scavate nel tufo per captare e condurre l'acqua fino alle fontane cittadine. Far zampillare quest'acqua alla sommità del Campo, simbolo del potere comunale, assumeva un valore al tempo stesso pratico e politico. La fontana che oggi ammiriamo succede peraltro a una sistemazione più antica nello stesso luogo: la commissione affidata a Jacopo della Quercia mirava a conferirle ampiezza e dignità monumentali.
Jacopo della Quercia, tra gotico e Rinascimento
La grande fontana fu scolpita da Jacopo della Quercia tra il 1414 e il 1419. Scultore senese di primo piano, contemporaneo di Ghiberti e di Donatello, viene spesso presentato come una figura di transizione tra l'arte tardogotica e il primo Rinascimento: le sue figure, ampie e vigorose, annunciano il senso monumentale del secolo che si apre pur conservando l'eleganza ritmata della tradizione gotica.
Il programma scolpito, di ispirazione religiosa e morale, si organizzerebbe attorno a una Madonna col Bambino in posizione centrale, circondata da un corteo di Virtù allegoriche — tra le quali la tradizione cita la Carità e la Sapienza. Alle estremità dell'insieme trovavano posto due rilievi tratti dalla Genesi: la Creazione di Adamo e la Cacciata dal Paradiso, in cui compaiono Adamo ed Eva. Questo insieme associerebbe così il tema della protezione mariana sulla città a una meditazione sulle origini e sulla colpa dell'umanità, in un linguaggio scultoreo in cui si coglie la ricerca di un rilievo vigoroso e di figure pienamente incarnate.
L'originale e la copia di Sarrocchi
È il punto che occorre assolutamente tenere presente visitando la piazza: ciò che oggi si vede su Piazza del Campo non è l'opera di Jacopo della Quercia, ma una copia. Esposto alle intemperie e all'usura per diversi secoli, il marmo originale si era gravemente deteriorato. Nell'Ottocento una riproduzione completa fu affidata allo scultore Tito Sarrocchi, la cui versione fu inaugurata nel 1858; è questa che oggi orna il Campo.
Quanto all'originale di della Quercia, molto eroso, esso fu rimosso per la sua tutela ed è oggi conservato a Santa Maria della Scala, l'antico grande ospedale posto di fronte alla cattedrale, divenuto complesso museale (si veda la scheda dedicata). Questa distinzione è essenziale: sulla piazza si ammira una fedele restituzione ottocentesca, mentre i resti scolpiti dalla mano dell'artista si contemplano al riparo, in tutt'altro contesto. Va inoltre osservato che la copia di Sarrocchi avrebbe introdotto alcune modifiche rispetto allo stato antico della fontana, il che invita a considerare la versione del Campo come un'interpretazione, oltre che come un semplice doppione.
Un décor nel cuore della vita senese
La Fonte Gaia non si comprende isolatamente: appartiene al grande teatro urbano di Piazza del Campo, dominata dal Palazzo Pubblico e dalla Torre del Mangia, e animata due volte l'anno dalla celebre corsa del Palio. La fontana costituisce uno dei punti di riferimento di questa piazza iscritta, insieme all'intero centro storico di Siena, nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1995. Offre al visitatore un esempio accessibile ed eloquente della scultura monumentale senese, a cielo aperto e nel centro della vita civica.
Cosa vedere assolutamente
- La sagoma ad arco di cerchio della vasca, nel punto alto della piazza, e il suo dialogo con la pendenza a conchiglia del Campo.
- Il rilievo della Madonna col Bambino al centro, circondato dalle figure allegoriche delle Virtù.
- I rilievi della Genesi: la Creazione di Adamo e la Cacciata dal Paradiso (Adamo ed Eva).
- La consapevolezza che si tratta della copia di Tito Sarrocchi (1858), da confrontare mentalmente con l'originale conservato altrove.
- Dalla fontana, la vista sul Palazzo Pubblico e sulla Torre del Mangia, che ricolloca l'opera nella sua cornice urbana.
Informazioni pratiche
- Ubicazione: Piazza del Campo, alla sommità della piazza, nel pieno centro storico di Siena. Accesso libero, all'aperto, a qualsiasi ora.
- L'originale: i resti scolpiti da Jacopo della Quercia sono conservati a Santa Maria della Scala (accesso museale, distinto dalla piazza) — orari e biglietti da verificare in loco.
- Da verificare: condizioni d'accesso e orari del museo, nonché il dettaglio esatto del programma scolpito e l'identificazione delle figure, prima di ogni visita o pubblicazione.
Quiz
1. Chi scolpì la Fonte Gaia originale tra il 1414 e il 1419?
- Jacopo della Quercia
- Donatello
- Tito Sarrocchi
2. Che cosa si vede oggi su Piazza del Campo?
- L'originale in marmo di della Quercia
- Una copia ottocentesca realizzata da Tito Sarrocchi (1858)
- Una ricostruzione in bronzo
3. Dove è conservato l'originale eroso della fontana?
- Nella cattedrale di Siena
- A Santa Maria della Scala
- Nel Palazzo Pubblico

