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Rinascimento italiano

La Libreria Piccolomini

Sienne

La Libreria Piccolomini

Uno scrigno per la memoria di un papa umanista

Fatta allestire a partire dal 1492 dal cardinale Francesco Piccolomini Todeschini, arcivescovo di Siena e futuro papa con il nome di Pio III, la Libreria Piccolomini fu concepita per accogliere la ricca biblioteca dello zio, papa Pio II. Quest'ultimo, nato Enea Silvio Piccolomini, fu tra i grandi umanisti del suo secolo: uomo di lettere, diplomatico e scrittore, incarnava l'ideale rinascimentale di una cultura al servizio della Chiesa. La sala, innestata sul fianco settentrionale della navata della cattedrale, non risponde dunque a un uso meramente pratico: è un monumento commemorativo, pensato per celebrare una casata e una figura esemplare del papato del secondo Quattrocento.

Il ciclo del Pinturicchio

La decorazione pittorica fu affidata a Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, perugino di adozione formatosi nel solco della scuola umbra. Eseguito intorno al 1502-1507, l'insieme si compone di dieci grandi riquadri che dispiegano, come un racconto continuo, gli episodi salienti della vita di Pio II: dalla giovinezza e dalla sua ambasceria al concilio di Basilea fino alla morte ad Ancona nel 1464, mentre si accingeva a guidare una crociata. Ogni scena, inquadrata da archi dipinti, si apre su paesaggi profondi e architetture monumentali, animati da cortei di personaggi riccamente vestiti.

Lo stile del Pinturicchio raggiunge qui una rara brillantezza decorativa: colori vivaci e luminosi, generose lumeggiature d'oro, un repertorio ornamentale all'antica ispirato all'Antichità riscoperta. La volta, ricoperta di grottesche, prolunga questa esuberanza fin nelle nervature, trasformando la sala in un universo cromatico coerente, dal pavimento al soffitto.

Raffaello e i disegni preparatori

Un'antica tradizione, oggi discussa dagli storici dell'arte, vuole che il giovane Raffaello, allora agli inizi della carriera, avrebbe preso parte all'elaborazione di alcuni disegni preparatori del ciclo. Questa presunta collaborazione, spesso addotta per spiegare l'eleganza di talune composizioni, resta congetturale: appartiene all'ipotesi più che alla certezza documentata, e conviene menzionarla con prudenza.

Le Tre Grazie

Al centro della sala campeggiava il gruppo antico delle Tre Grazie, un marmo romano eseguito da un originale greco. Questa scultura, testimonianza del gusto umanistico dei Piccolomini per la statuaria antica, dialogava con la decorazione dipinta e ricordava quanto il Rinascimento senese attingesse ispirazione dalla riscoperta del mondo classico.

Cosa vedere assolutamente

  • I dieci riquadri del Pinturicchio che narrano la vita di Pio II, da leggere come una vera biografia dipinta.
  • La brillantezza dei colori e delle dorature, straordinariamente conservata, che dà alla sala la sua atmosfera singolare.
  • La volta a grottesche, vertice della decorazione all'antica della bottega umbra.
  • Il gruppo antico delle Tre Grazie, collocato al cuore dello spazio.
  • I paesaggi e le architetture in prospettiva che scandiscono ogni scena.

Informazioni pratiche

L'accesso alla Libreria Piccolomini avviene dall'interno del Duomo di Siena, di cui occupa il fianco della navata. Gli orari di apertura e le tariffe, generalmente legati alla biglietteria del complesso monumentale del Duomo, sono da verificare presso le fonti ufficiali prima della visita, poiché variano secondo le stagioni e le offerte combinate.

Quiz

1. Chi ha dipinto il ciclo di affreschi della Libreria Piccolomini?

  • Il Perugino
  • Il Pinturicchio
  • Il Sodoma

2. A quale papa la sala rende omaggio attraverso i suoi affreschi?

  • Pio II
  • Giulio II
  • Leone X

3. Quale gruppo scultoreo antico campeggiava al centro della sala?

  • Il Laocoonte
  • L'Apollo del Belvedere
  • Le Tre Grazie