Sulla Via di Città, l'arteria più elegante di Siena, il palazzo fu eretto intorno al 1460-1495 per Caterina Piccolomini, sorella di papa Pio II, l'umanista Enea Silvio Piccolomini. Il soprannome "delle Papesse" nasce proprio da questo legame con il pontefice senese: è la dimora delle donne della famiglia del papa. L'attribuzione a Bernardo Rossellino, architetto fiorentino che lavorò per Pio II a Pienza, non è casuale: il palazzo importa a Siena il linguaggio del Rinascimento fiorentino, con il piano terra a bugnato rustico, mentre la città restava fedele alla tradizione gotica. È quasi un gesto politico. L'edificio fu poi sede della Banca d'Italia e centro d'arte contemporanea.
Cosa vedere
- Il piano terra a bugnato: le pietre a rilievo, il celebre bugnato fiorentino, dichiarazione rinascimentale in una Siena gotica.
- Le finestre bifore: ai piani superiori uniscono memoria gotica e ritmo rinascimentale.
- La cornice e l'elevazione: il palazzo si alleggerisce verso l'alto, dal basamento massiccio ai piani più aperti.
- Gli stemmi Piccolomini: cercate lo stemma con croce e crescenti, richiamo alla famiglia del papa.
- La corte e gli spazi interni: apprezzate le proporzioni ordinate del progetto rinascimentale.
Storia e contesto
Il nome "delle Papesse" non indica donne-papa ma le parenti femminili di Pio II, a partire dalla sorella Caterina. Il palazzo fu tra i primi a Siena ad adottare il vocabolario fiorentino.
Segreti e curiosità
Nel Novecento ospitò una banca e poi un centro d'arte contemporanea, sovrapponendo usi senza cancellare la struttura rinascimentale.
Lo sapevi?
Costruire un palazzo "alla fiorentina" nel cuore di Siena, storica rivale di Firenze, non era neutro: i Piccolomini, sostenuti da un papa, affermavano rango e apertura al gusto nuovo.

