HitsMap

Rinascimento italiano

Palazzo Fava

Bologne

Palazzo Fava

Nel cuore di Bologna, il Palazzo Fava è celebre non per la sua architettura, sobria dimora patrizia di fine Quattrocento, ma per ciò che ospita: il primissimo cantiere comune dei Carracci, la rivoluzione che avrebbe rilanciato la pittura italiana. Nel 1583-1584, tre giovani bolognesi ancora sconosciuti — i cugini Ludovico Carracci e i fratelli Agostino e Annibale — ricevettero dalla famiglia Fava la commissione di un ciclo di affreschi per la grande sala. Insieme vi dipinsero le avventure di Giasone e degli Argonauti in un fregio continuo, sfolgorante di movimento, colore e naturalezza. Fu un manifesto: contro gli eccessi del manierismo morente, i Carracci propugnavano un ritorno alla natura, allo studio dal vero, alla chiarezza narrativa. Da questa sala bolognese sarebbe uscita tutta la pittura del Seicento, fino al loro capolavoro romano, la galleria Farnese. Il Palazzo Fava conserva anche altri cicli dipinti dalla loro bottega (storie di Enea, di Europa). Oggi luogo di mostre, resta la culla di una delle più feconde scuole della pittura europea.

Cosa vedere

Qui non guardare i muri ma ciò che li ricopre: sei nella culla dei Carracci. Cerca la nascita di una rivoluzione.

  • Il fregio di Giasone (Sala di Giasone): entra nella grande sala e alza gli occhi verso l'alto dei muri — un lungo fregio continuo racconta, quadro dopo quadro, la gesta di Giasone e degli Argonauti: la conquista del Vello d'oro, il drago, Medea. Segui il racconto come un fumetto dipinto.
  • La mano dei tre Carracci: sappi che qui Ludovico, Agostino e Annibale hanno lavorato insieme, così strettamente che si distinguono male le loro mani — è voluto, volevano provare una maniera comune. Cerca però le figure più vive, più naturali: spesso quelle di Annibale.
  • Il naturale ritrovato: confronta mentalmente col manierismo rigido dell'epoca — qui i corpi si muovono davvero, i gesti sono giusti, i volti espressivi. È il ritorno alla natura che propugnavano i Carracci, visibile sotto i tuoi occhi.
  • Gli atlanti e la cornice finta: osserva come il fregio sia sorretto da figure dipinte (atlanti, termini) e incorniciato da una finta architettura — un dispositivo illusionistico che prolunga la sala reale.
  • Gli altri cicli (Enea, Europa): percorri le sale vicine — la bottega dei Carracci vi ha dipinto altre storie mitologiche. L'insieme fa del palazzo una vera galleria dipinta.
  • La sobrietà dell'architettura: nota, per contrasto, quanto i muri e la struttura siano sobri — tutto lo splendore è nella pittura. Il Palazzo Fava vale per ciò che contiene, non per la sua facciata.
  • Il luogo di mostre: oggi il palazzo accoglie grandi mostre temporanee — l'occasione di vedere gli affreschi insieme all'arte di altre epoche.

Storia e contesto

Il Palazzo Fava (talvolta Palazzo Fava-Ghisilieri) è celebre per ospitare il primo grande ciclo di affreschi realizzato in comune dai tre Carracci — Ludovico e i cugini Agostino e Annibale — nel 1583-1584: il fregio delle Storie di Giasone e Medea. Questo cantiere è considerato l'atto di nascita della riforma carraccesca, ritorno alla natura e alla chiarezza che fondò la scuola bolognese e influenzò tutta la pittura barocca.

Segreti e curiosità

Il palazzo conserva altri cicli della loro bottega (Storie di Enea, Storie di Europa). Il gros œuvre risale alla fine del XV secolo; l'architetto non è documentato con certezza. Il palazzo è oggi uno spazio espositivo (Genus Bononiae).

Lo sapevi?

Quando dipinsero il fregio di Giasone, i tre Carracci fecero una scelta rivoluzionaria e un po' provocatoria: lavorare così strettamente insieme da non poter distinguere chi avesse dipinto cosa. In un'epoca ossessionata dalla « maniera » personale di ogni maestro, questi tre giovani rivendicavano al contrario un percorso comune, fondato sullo studio dal vero insegnato nella loro accademia, l'Accademia degli Incamminati (« coloro che si sono messi in cammino »). Da questa sala bolognese, dove si cerca ancora invano di distinguere i loro pennelli, sarebbe nata la grande pittura del secolo successivo.

Altro a Bologne

Nei dintorni

I luoghi rinascimentali più vicini.

› Tutto il Rinascimento in L'Emilia-Romagna nel Rinascimento