Sulla Piazza Maggiore, di fronte alla basilica di San Petronio, il Palazzo del Podestà è il cuore civico di Bologna fin dal Medioevo. Edificato verso il 1200 per alloggiare il podestà — il magistrato straniero che governava il comune —, fu profondamente rinnovato alla fine del XV secolo, sotto la signoria dei Bentivoglio, dall'ingegnere bolognese Aristotele Fioravanti: lo stesso che, chiamato a Mosca, avrebbe costruito la cattedrale della Dormizione al Cremlino. Fioravanti dotò il palazzo di una facciata rinascimentale e di un grande portico ad arcate al pianterreno, sovrapponendo il linguaggio classico nascente alla struttura medievale. Sul retro si erge la torre civica dell'Arengo, sotto la quale si incrociano due passaggi voltati: il celebre crocevia del Voltone del Podestà, rinomato per il suo sorprendente « telefono » acustico. Il palazzo racconta così la transizione di una città: dal comune medievale delle torri e delle fazioni alla città rinascimentale governata dai Bentivoglio.
Cosa vedere
Guarda questo palazzo come un libro a due età: il Medioevo nella struttura, il Rinascimento applicato sopra. E non dimenticare il segreto acustico nascosto sotto.
- Il grande portico ad arcate: costeggia il pianterreno sulla piazza — una fila di archi rinascimentali apre un portico dove passeggiavano mercanti e cittadini. È l'intervento di Fioravanti: il classicismo applicato a un palazzo comunale medievale.
- La facciata rinascimentale: alza gli occhi — sopra il portico, il piano nobile è ritmato da lesene e finestre regolari, ordinamento della fine del XV secolo. Confronta questa chiarezza con la rudezza medievale dei palazzi circostanti.
- La torre dell'Arengo: aggira verso il retro e cerca la grande torre civica — sotto di essa passavano le cerimonie; la sua campana chiamava il popolo all'assemblea (l'arengo).
- Il Voltone del Podestà (il segreto acustico): mettiti sotto l'incrocio voltato sul retro del palazzo, in un angolo, e chiedi a qualcuno di mettersi nell'angolo diagonalmente opposto e di sussurrare verso il muro — la sua voce ti giungerà distintamente attraverso la volta, come un telefono. È il « woaw » del luogo: un gioco acustico vecchio di cinque secoli, che i bolognesi adorano far provare ai visitatori.
- Le statue dei santi protettori: cerca, sotto il Voltone, le quattro statue in terracotta dei santi patroni di Bologna (Petronio, Procolo, Francesco, Domenico).
- Il dialogo con San Petronio: arretra sulla piazza e abbraccia l'insieme — il palazzo civile fronteggia la grande basilica, il potere comunale in dialogo col potere religioso, sulla stessa piazza.
- Il confronto delle epoche: tieni a mente che lo stesso edificio fu prima un'austera fortezza del potere comunale (verso il 1200), prima di essere « vestito » di Rinascimento: cerca le tracce delle due età sovrapposte.
Storia e contesto
Il Palazzo del Podestà di Bologna, il cui nucleo risale a circa il 1200, fu rinnovato alla fine del XV secolo sotto i Bentivoglio da Aristotele Fioravanti, ingegnere e architetto bolognese celebre per aver poi costruito la cattedrale della Dormizione al Cremlino di Mosca. La facciata e il portico rinascimentali datano da questa campagna.
Segreti e curiosità
Sotto la torre dell'Arengo, il crocevia voltato del Voltone presenta un notevole fenomeno acustico: due persone poste in angoli diagonalmente opposti possono parlarsi a bassa voce, la voce viaggiando lungo le volte — dispositivo che sarebbe anche servito, si dice, a confessare discretamente i lebbrosi.
Lo sapevi?
L'architetto che diede al Palazzo del Podestà il suo volto rinascimentale, Aristotele Fioravanti, ebbe uno dei destini più stupefacenti del suo tempo: rinomato per il suo genio d'ingegnere — sapeva, si dice, spostare torri intere senza abbatterle —, fu chiamato fino a Mosca dal gran principe Ivan III, e vi costruì la cattedrale della Dormizione, nel cuore del Cremlino, sposando il saper fare italiano alla tradizione russa. Così uno stesso uomo firmò, a Bologna, un palazzo comunale del Rinascimento, e, a Mosca, una delle chiese più sacre della Russia.

