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Musei del Rinascimento

La Pinacoteca Nazionale di Bologna

Bologne

Nel quartiere universitario di Bologna, non lontano dai portici che fecero la fama della città, la Pinacoteca Nazionale riunisce otto secoli di pittura emiliana. Vi si viene per un capolavoro assoluto — l'Estasi di santa Cecilia di Raffaello —, ma vi si scopre molto di più: la potente scuola bolognese del Rinascimento, da Francesco Francia a Lorenzo Costa, e il versante ferrarese di Cossa e di Roberti. Collocata in un antico noviziato di gesuiti, la galleria ripercorre, sala dopo sala, come una grande città di università e di commercio sia divenuta anche un focolaio maggiore della pittura italiana.

Una galleria nata dall'Accademia e dalle soppressioni

La Pinacoteca ha origini dotte. È legata all'Accademia di Belle Arti di Bologna, erede della tradizione d'insegnamento dei Carracci, e si costituì dapprima come collezione di studio per gli artisti. A cavallo tra Sette e Ottocento, le soppressioni di ordini religiosi e di confraternite fecero affluire tra le sue mura quantità di pale rimosse dalle chiese della città e della regione. Il fondo così riunito fu collocato nell'antico noviziato dei gesuiti di Sant'Ignazio, vasto edificio vicino all'università, dove il museo si visita oggi. Come Brera a Milano, la Pinacoteca di Bologna è dunque una collezione pubblica nata dalla secolarizzazione, e non l'eredità di una sola famiglia principesca.

L'Estasi di santa Cecilia di Raffaello

Il gioiello della galleria è l'Estasi di santa Cecilia, dipinta da Raffaello verso il 1515-1516 per una cappella della chiesa di San Giovanni in Monte. Santa Cecilia, patrona dei musicisti, sta al centro, circondata da san Paolo, san Giovanni, sant'Agostino e Maria Maddalena; lascia sfuggire dalle mani un piccolo organo portativo le cui canne si rovesciano, mentre ai suoi piedi giacciono strumenti spezzati. Il suo sguardo si leva verso il cielo, dove un coro d'angeli canta: la musica terrena tace davanti all'armonia celeste. Questa meditazione sul suono e sul silenzio, di luminosa gravità, è tra le più belle invenzioni della maturità di Raffaello. La natura morta di strumenti in primo piano è, da sola, un pezzo di bravura.

La scuola bolognese e ferrarese

Attorno a questo vertice, la Pinacoteca dispiega il Rinascimento emiliano in tutta la sua ricchezza. Bologna ebbe i suoi maestri: Francesco Francia (1450 circa-1517), orafo divenuto pittore, le cui Madonne soavi e le pale equilibrate incarnano la dolcezza bolognese; Lorenzo Costa, venuto da Ferrara, che acclimatò nella città uno stile elegante e malinconico. Accanto a loro, la galleria conserva opere maggiori della scuola ferrareseFrancesco del Cossa ed Ercole de' Roberti —, dalla maniera aspra, nervosa e colorata, ereditata da Cosmè Tura. Vi si aggiungono maestri venuti d'altrove: il Perugino, con una grande Madonna in gloria, e il Parmigianino, figura del manierismo emiliano. Vi si segue così il dialogo permanente tra Bologna, Ferrara, Parma e l'Umbria.

Una nota sul barocco bolognese

Va precisato, perché fa anch'esso la gloria del museo: Bologna fu, verso il 1600, la culla di una rivoluzione barocca. La riforma dei Carracci (Ludovico, Agostino, Annibale), poi i grandi nomi di Guido Reni, del Domenichino e del Guercino, aprirono una nuova era della pittura. La Pinacoteca ne conserva un insieme eccezionale — ma queste opere, posteriori di un secolo a Raffaello, appartengono al barocco e non al Rinascimento: le si distinguerà nettamente dal nucleo che qui ci occupa.

Da non perdere

  • L'Estasi di santa Cecilia di Raffaello (1515 circa), vertice assoluto della collezione.
  • Le pale di Francesco Francia e di Lorenzo Costa, cuore della scuola bolognese.
  • Le opere ferraresi di Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti.
  • La Madonna in gloria del Perugino e i pezzi del Parmigianino.
  • A parte, come capitolo barocco: i Carracci, Guido Reni, il Domenichino e il Guercino.

Informazioni pratiche

La Pinacoteca Nazionale si trova in via delle Belle Arti, nel quartiere universitario di Bologna (Emilia-Romagna), a distanza di cammino dalle due torri e da piazza Maggiore. È un museo statale. Orari, tariffe e giorni di chiusura possono variare; l'allestimento può cambiare al ritmo dei restauri e dei prestiti. Conviene verificare queste informazioni presso le fonti ufficiali del museo prima della visita.

Quiz

  1. Quale capolavoro di Raffaello conserva la Pinacoteca di Bologna?
  • La Scuola di Atene
  • L'Estasi di santa Cecilia
  • La Trasfigurazione
  1. Quale pittore, orafo di formazione, è una figura maggiore della scuola bolognese del Rinascimento?
  • Francesco Francia
  • Caravaggio
  • Giotto
  1. I Carracci e Guido Reni, anch'essi conservati nel museo, appartengono:
  • al barocco, posteriore al Rinascimento
  • al gotico
  • al Rinascimento fiorentino