Culla della più antica università d'Europa, Bologna insegnava dal Medioevo senza una sede unica: maestri e studenti di diritto e « arti » erano dispersi in locali affittati per la città. All'indomani del Concilio di Trento, il papato volle accentrare l'insegnamento. Per ordine di papa Pio IV, tramite il legato Carlo Borromeo e il vice-legato Pier Donato Cesi, si decise di erigere un edificio unico per riunire tutte le scuole. Il cantiere fu affidato all'architetto bolognese Antonio Morandi detto il Terribilia e condotto con notevole rapidità: iniziato a fine febbraio 1562, il palazzo fu inaugurato già nell'ottobre 1563. Addossato a San Petronio, l'Archiginnasio adotta un lungo corpo aperto da un vasto portico e organizzato attorno a un cortile a due ordini di logge. Sede dell'università fino a fine Settecento, dal 1838 ospita la Biblioteca comunale.
Cosa vedere
- Il lungo portico di facciata : una galleria coperta di una trentina di campate, nella tradizione dei portici bolognesi.
- Il cortile a doppia loggia : due ordini di arcate e lo scalone monumentale verso le sale alte.
- Le migliaia di stemmi : pareti, volte e soffitti tappezzati di armi dipinte e scolpite di studenti e ufficiali dell'università, un « erbario » araldico unico.
- Il Teatro Anatomico : sala interamente rivestita d'abete, ad anfiteatro, con il tavolo di marmo al centro e la cattedra sormontata dagli « Spellati ».
- Le statue di medici celebri : lungo le pareti del teatro, effigi di scienziati bolognesi.
- La Sala dello Stabat Mater : l'antica aula dei giuristi, coperta di stemmi, oggi solenne sala di lettura.
Storia e contesto
Voluto da Pio IV nel clima del Concilio di Trento, l'Archiginnasio disciplina e riunisce il sapere sotto lo sguardo della Chiesa. Gli stemmi costituivano una memoria viva della comunità universitaria.
Segreti e curiosità
Il Teatro Anatomico, seicentesco e in legno intagliato, fu gravemente danneggiato da un bombardamento nel 1944 e poi ricostruito com'era dai frammenti originali.
Lo sapevi?
Il 29 gennaio 1944 una bomba colpì l'Archiginnasio e distrusse il Teatro Anatomico; la città recuperò le migliaia di schegge di legno intagliato e ricostruì la sala pezzo per pezzo: il teatro che oggi si visita è quella resurrezione.

