Eretta sulla Piazza Maggiore, nel cuore di Bologna, San Petronio è una delle più vaste chiese in mattoni del mondo. Iniziata nel 1390, apparterrebbe per la sua struttura al tardo gotico italiano; ma il suo portale centrale, scolpito da Jacopo della Quercia tra il 1425 e il 1438, vi inserisce uno dei più grandi manifesti della scultura del primo Rinascimento. La scheda distingue con cura questa ossatura gotica incompiuta dall'apporto propriamente rinascimentale, al quale si aggiunge, due secoli più tardi, una celebre curiosità scientifica: la meridiana di Cassini.
Una basilica civica smisurata
San Petronio non sarebbe una cattedrale — la sede vescovile di Bologna si trova a San Pietro — bensì una chiesa voluta dal Comune, dedicata a san Petronio, vescovo e patrono della città. La sua prima pietra sarebbe stata posata nel 1390, su progetto attribuito ad Antonio di Vincenzo, e il cantiere fu condotto dalla Fabbriceria, un'amministrazione laica emanazione del potere municipale.
L'ambizione iniziale sarebbe stata colossale: secondo una tradizione tenace, il progetto primitivo prevedeva un edificio che avrebbe superato per dimensioni la futura basilica di San Pietro a Roma. Questo disegno smisurato, giudicato una sfida lanciata all'autorità pontificia, sarebbe stato frenato: la costruzione di un lungo braccio trasversale, che avrebbe dato alla chiesa una gigantesca pianta a croce, non fu mai portata a termine. Si racconta che l'insediamento dello studio (l'università) e di edifici vicini avrebbe impedito l'ampliamento previsto. L'edificio così come lo si vede — a navata unica affiancata da cappelle, senza transetto sporgente — resterebbe dunque un frammento di un sogno incompiuto, il che non impedisce alle sue dimensioni di essere tra le più imponenti della cristianità.
La facciata incompiuta
L'incompiutezza più visibile è quella della facciata. Il muro occidentale non avrebbe mai ricevuto il suo completo rivestimento marmoreo: soltanto la parte bassa è rivestita di marmo bianco e rosa, mentre la parte alta rimane in mattoni nudi, lasciando leggere crudamente lo scheletro dell'edificio.
Diversi progetti di facciata sarebbero stati proposti nel corso dei secoli — si citano in particolare disegni del Rinascimento e del manierismo, associati ad architetti come Baldassarre Peruzzi o, più tardi, Andrea Palladio, senza che alcuno andasse in porto. Questa facciata «sospesa», metà marmo metà mattoni, è diventata un'immagine emblematica di Bologna e un caso esemplare della storia dei cantieri interrotti. Alla sua base fa da cornice al vero gioiello rinascimentale dell'edificio: la Porta Magna.
La Porta Magna di Jacopo della Quercia
Il portale centrale, detto Porta Magna, costituirebbe l'apporto rinascimentale principale della basilica. Fu affidato allo scultore senese Jacopo della Quercia (1374 circa-1438), che vi lavorò dal 1425 fino alla sua morte nel 1438, lasciando l'insieme parzialmente incompiuto.
Il programma scolpito associa più registri. Gli stipiti, che incorniciano la porta, recano una serie di rilievi dedicati alla Genesi e agli inizi della storia sacra: la Creazione di Adamo, la Creazione di Eva, la Tentazione, la Cacciata dal Paradiso, oltre a episodi come il sacrificio di Caino e Abele o le fatiche di Adamo ed Eva. L'architrave svilupperebbe invece scene dell'infanzia di Cristo, e la lunetta accoglierebbe una Madonna col Bambino affiancata da san Petronio e, secondo le fonti, da un altro santo protettore della città.
La forza di questi rilievi risiederebbe nella loro potenza plastica: corpi ampi, una tensione muscolare, un'economia di mezzi che concentra il dramma nel gesto. Jacopo della Quercia vi rompe con l'eleganza lineare del gotico internazionale per affermare una monumentalità nuova, più vicina allo spirito dell'Antichità ritrovata. Si considera spesso questa Porta Magna come una delle vette della scultura del primo Rinascimento, accanto alle opere di Ghiberti e di Donatello, con i quali Della Quercia gareggiò — aveva in particolare concorso, senza vincere, per le porte del battistero di Firenze.
L'influenza su Michelangelo
La posterità di questi rilievi supererebbe di gran lunga Bologna. Si racconta da tempo che il giovane Michelangelo, soggiornando a Bologna verso il 1494-1495, avrebbe studiato con attenzione le scene della Genesi scolpite da Della Quercia sulla Porta Magna.
L'ampiezza delle figure, la nudità eroica, il modo di far reggere un intero racconto in un corpo in movimento avrebbero segnato durevolmente il futuro pittore della Cappella Sistina. Gli storici dell'arte hanno spesso accostato la Creazione di Adamo e la Cacciata dal Paradiso di Della Quercia alle corrispondenti composizioni che Michelangelo dipingerà una quindicina d'anni più tardi sulla volta del Vaticano. Questa filiazione, se in parte appartiene alla tradizione critica, contribuisce a fare della Porta Magna un'opera-cerniera: un anello tra la scultura fiorentina e senese dell'inizio del Quattrocento e il grande stile del pieno Cinquecento.
La meridiana di Cassini (elemento posteriore)
All'interno, una linea di metallo incastonata nella pavimentazione attraversa una parte della navata: è la celebre meridiana, una linea solare installata nel 1655 dall'astronomo Giovanni Domenico Cassini, allora professore all'università di Bologna. È bene sottolineare che si tratta di un elemento nettamente posteriore al Rinascimento, appartenente alla storia della scienza più che alla storia dell'arte religiosa.
Il dispositivo funziona come un immenso orologio solare meridiano: un piccolo foro (gnomone) praticato nella volta, a grande altezza, lascia passare un raggio di sole che, a mezzogiorno solare, viene a colpire la linea tracciata al suolo, permettendo di seguire il corso apparente del Sole nel corso dell'anno. Lunga diverse decine di metri, sarebbe stata tra i più grandi strumenti di questo tipo mai costruiti e sarebbe servita a osservazioni astronomiche di precisione, in particolare sulla durata dell'anno e sull'obliquità dell'eclittica. La meridiana fa oggi parte delle curiosità più ricercate della basilica, ma non va confusa con lo strato rinascimentale dell'edificio.
L'interno e le cappelle
L'interno dispiegherebbe un vasto vascello gotico: una navata centrale altissima, fiancheggiata da una teoria di cappelle laterali chiuse da cancellate, ciascuna dotata del proprio decoro. Questa giustapposizione di cappelle, finanziate da famiglie, corporazioni e confraternite, farebbe della basilica una sorta di museo della pittura e della scultura bolognesi, dal gotico al barocco.
Tra gli insiemi spesso segnalati figurerebbero affreschi di stile tardo gotico — si cita in particolare un ciclo attribuito a Giovanni da Modena, con un vasto Giudizio universale —, oltre a pale d'altare e a opere scaglionate su più secoli. Le volte in mattoni, le grandi vetrate e l'ampiezza del volume produrrebbero un'impressione di altezza e di sobrietà caratteristica del gotico italiano, molto diversa dal gotico flamboyant dell'Europa settentrionale. È prudente verificare caso per caso le attribuzioni e la collocazione esatta delle opere, suscettibili di mutare al ritmo dei restauri.
Cosa vedere assolutamente
- La Porta Magna e i suoi rilievi della Genesi di Jacopo della Quercia (1425-1438), cuore rinascimentale della basilica, da osservare stipite per stipite.
- La Creazione di Adamo e la Cacciata dal Paradiso, spesso accostate agli affreschi che Michelangelo dipingerà nella Cappella Sistina.
- La facciata incompiuta, sorprendente contrasto tra il marmo bianco e rosa in basso e il mattone nudo in alto.
- La meridiana di Cassini (1655), lunga linea solare incastonata nella pavimentazione — curiosità scientifica posteriore al Rinascimento.
- L'immensa navata gotica e la sua teoria di cappelle, tra cui un ciclo di affreschi attribuito a Giovanni da Modena.
- La scala generale dell'edificio, da leggere come il frammento di un progetto civico che doveva rivaleggiare con San Pietro a Roma.
Informazioni pratiche
La basilica di San Petronio si erge sulla Piazza Maggiore, piazza centrale di Bologna, in Emilia-Romagna, facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico. L'accesso alla chiesa sarebbe generalmente libero, ma l'accesso ad alcune parti (cappelle, terrazza panoramica, eventuale uso della macchina fotografica) potrebbe essere soggetto a un biglietto d'ingresso o a condizioni particolari. Non essendo qui fissati gli orari di apertura e le eventuali tariffe, si raccomanda di verificarli presso i canali ufficiali della basilica prima di ogni visita. Come in ogni luogo di culto in attività, ci si aspetterebbe un abbigliamento adeguato e la visita può essere limitata durante le funzioni.
Quiz
1. Chi ha scolpito la Porta Magna di San Petronio?
- Lorenzo Ghiberti
- Jacopo della Quercia
- Andrea Palladio
2. Perché la facciata della basilica è così particolare?
- È interamente ricoperta di mosaici dorati
- È rimasta incompiuta, con il marmo soltanto alla base e il mattone nudo al di sopra
- È stata dipinta a trompe-l'œil
3. Che cosa rappresenta la meridiana installata nel 1655 nella basilica?
- Un affresco del Rinascimento
- Una tomba di san Petronio
- Una linea solare (strumento astronomico) tracciata da Cassini, posteriore al Rinascimento

