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Rinascimento italiano

Palazzo Bocchi

Bologne

Palazzo Bocchi

Commissionato verso il 1545 dall'umanista Achille Bocchi su disegno di Jacopo Barozzi da Vignola, il palazzo fu concepito come sede dell'accademia dotta che Bocchi fondò l'anno seguente, l'Accademia Hermathena. Il nome stesso di questa accademia, formato da Ermes, dio dell'eloquenza, e Atena, dea della sapienza, riassume il programma intellettuale del luogo. Il palazzo è celebre per le due iscrizioni incise sulla facciata, una in latino e l'altra in ebraico, caso eccezionale in Italia e in Europa per un edificio monumentale.

Cosa vedere

  • L'iscrizione latina: incisa sulla facciata, una sentenza tratta da un'epistola di Orazio, sulla rettitudine che fa il re; leggila come un motto di vita esposto al pubblico.
  • L'iscrizione ebraica: ancora più rara, un versetto del Salmo 120 in caratteri ebraici, caso quasi unico su un palazzo europeo.
  • Il basamento a bugnato ondulato: la parte bassa della facciata presenta un apparecchio dai giunti trattati con libertà manierista, firma del Vignola.
  • La facciata dotta: l'insieme si legge come una pagina, testo e architettura mescolati.
  • Gli affreschi interni: all'interno, la decorazione dipinta attribuita a Prospero Fontana prolunga l'ambizione umanistica.

Storia e contesto

Alla soglia tra Rinascimento e manierismo, il palazzo incarna l'ideale di un'architettura pensata da un umanista come manifesto, dove la pietra diventa supporto di un discorso morale ed erudito.

Segreti e curiosità

L'iscrizione ebraica del Salmo 120 è spesso presentata come l'unico caso in Italia, forse in Europa, di un versetto ebraico inciso su un edificio monumentale del Rinascimento. Il nome Hermathena condensa Ermes e Atena, eloquenza e sapienza.

Lo sapevi?

Achille Bocchi non fece solo costruire una bella dimora: incise sulla facciata due testi scelti, uno latino e uno ebraico, come se la casa dovesse insegnare a chi passava per strada.

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