La storia di questo grande palazzo romano del rione Campo Marzio inizia verso il 1560, quando monsignor Tommaso del Giglio fa costruire una dimora il cui primo progetto è legato al Vignola. Ripreso e ampliato da Martino Longhi il Vecchio, l'edificio è acquistato nel 1596 dal cardinale Camillo Borghese, che diventa papa nel 1605 con il nome di Paolo V. Divenuto palazzo di famiglia, viene allora notevolmente sviluppato, soprattutto verso la piazza Borghese, sotto la direzione di Flaminio Ponzio e, dopo la sua morte nel 1613, di Carlo Maderno e Giovanni Vasanzio.
Cosa vedere
- La pianta a forma di cembalo: la sagoma allungata e smussata dell'edificio, da cui il soprannome «il Cembalo»; segui la curva inattesa che si restringe verso la punta.
- Il cortile porticato: il grande cortile bordato di colonne binate, tra i più scenografici di Roma.
- Il ninfeo e i giochi d'acqua: cerca, in fondo al cortile, il decoro di fontane e nicchie, il celebre «Bagno di Venere».
- La facciata sulla piazza Borghese: il fronte principale, sviluppato sotto Ponzio, ordina lo spazio urbano che porta il nome della famiglia.
- La sovrapposizione dei cantieri: dal Vignola al Maderno, ogni mano aggiunse il proprio strato.
Storia e contesto
Di forma allungata e curva, paragonata a un clavicembalo, il palazzo è tra le più vaste dimore principesche di Roma, alla soglia tra tardo Rinascimento e primo barocco.
Segreti e curiosità
Il palazzo cambiò più volte proprietario prima dei Borghese: Tommaso del Giglio, poi il cardinale spagnolo Pietro Deza, prima dell'acquisto decisivo di Camillo Borghese nel 1596. Il cortile e i giochi d'acqua accolsero parte delle celebri collezioni di antichità e dipinti della famiglia, poi in gran parte trasferite alla Villa Borghese.
Lo sapevi?
Il palazzo era annoverato tra le «meraviglie di Roma»: la sua forma di clavicembalo, unica tra le grandi dimore della città, fece di un vincolo imposto dai terreni un motivo d'orgoglio per i Borghese.

