Santa Maria Maggiore è anzitutto una basilica paleocristiana: la navata, le colonne antiche e i mosaici del V secolo risalgono al pontificato di Sisto III, all'indomani del concilio di Efeso. Questo venerabile fondamento non è il nostro tema, non più della grande decorazione barocca dei secoli successivi. Questa scheda isola una stratificazione precisa e discreta: lo strato rinascimentale, innestato sull'edificio tra la fine del Quattrocento e l'estremo scorcio del Cinquecento, quando tre interventi — un soffitto, una cappella funeraria, una cappella del Santissimo Sacramento — imprimono nella vecchia basilica la firma di Giuliano da Sangallo, di Michelangelo e di Domenico Fontana. Leggere Santa Maria Maggiore «in chiave rinascimentale» significa imparare a distinguere gli strati di un palinsesto in cui ogni papa ha lasciato il proprio segno.
Cosa vedere assolutamente
Lo sguardo deve prima salire. Il soffitto a cassettoni dorato della navata è tradizionalmente attribuito a Giuliano da Sangallo, uno dei grandi architetti-decoratori fiorentini al servizio del papato. La tradizione vuole che sia stato dorato con l'oro giunto dalle Americhe — il primo oro del Nuovo Mondo — offerto al papa Alessandro VI Borgia; questa origine, per quanto suggestiva, va accolta con prudenza. Ciò che è visibile e certo è il fasto del campo di cassettoni e la presenza araldica: l'emblema dei Borgia vi ribadisce il committente e la datazione, attorno all'ultimo decennio del Quattrocento. Questo soffitto è l'esempio più spettacolare, a Roma, di un'arte del cassettonato dorato all'antica.
- Il soffitto a cassettoni dorato della navata, attribuito a Giuliano da Sangallo (v. 1493), con le armi Borgia — capolavoro di intaglio dorato all'antica, il pezzo rinascimentale maggiore dell'edificio.
- La Cappella Sforza, concepita da Michelangelo negli ultimi anni: pianta tesa, pareti incurvate, pilastri obliqui, volta sapiente — un'architettura radicale, quasi sperimentale, da leggere come un manifesto della sua maniera tarda.
- In questa stessa cappella, la parte di esecuzione postuma affidata a Giacomo della Porta e a Tiberio Calcagni, che portano a compimento il progetto dopo la morte del maestro: rara occasione per misurare lo scarto tra l'idea michelangiolesca e la sua realizzazione per mano altrui.
- La Cappella Sistina, ovvero cappella del Santissimo Sacramento, eretta da Domenico Fontana per il papa Sisto V (1585): pianta a croce greca coronata da una cupola, opera-cerniera in cui il rigore rinascimentale volge verso il primo barocco romano.
- L'esercizio di lettura in sé: distinguere, in una basilica dalle mille stratificazioni, questi tre interventi rinascimentali dal fondo paleocristiano (mosaici, colonnati) e dalla decorazione barocca posteriore.
La Cappella Sforza merita che ci si soffermi a lungo. Michelangelo vi concepisce uno spazio che rifiuta la chiara ortogonalità della pianta rinascimentale canonica: le pareti laterali si scavano in esedre, le colonne sembrano staccarsi dalla parete, la volta avvolge il visitatore in una tensione spaziale inedita. Vi si riconosce spesso l'esito di una ricerca che il maestro aveva condotto altrove sullo spazio centralizzato e sulla plasticità del muro. Il cantiere, avviato negli anni Sessanta del Cinquecento, si conclude solo dopo la sua morte; Giacomo della Porta ne assicura la conduzione finale. La cappella è dunque, al tempo stesso, un'invenzione di Michelangelo e un'opera collettiva — da cui l'interesse di ponderare ciò che, nel risultato, spetta al disegno originario e ciò che spetta all'esecuzione.
La Cappella Sistina di Domenico Fontana, commissionata da Sisto V nel 1585, chiude la sequenza. Fontana, ingegnere e architetto prediletto di questo papa costruttore, vi dispiega una pianta centrale e una ricca ornamentazione che annunciano la magnificenza barocca pur restando fedeli a una grammatica ancora rinascimentale. Ospitava reliquie insigni legate alla Natività, in una regia liturgica caratteristica della Controriforma. La si colloca volentieri come una cerniera: né del tutto la Rinascita delle generazioni precedenti, né ancora il pieno barocco del secolo successivo.
Occorre infine escludere esplicitamente ciò che non appartiene a questa stratificazione. La Cappella Paolina (cappella Paolina o Borghese, 1611), pendant simmetrico della Sistina, appartiene al barocco del pontificato di Paolo V ed esula dal nostro ambito. Allo stesso modo, la facciata e i grandi allestimenti del Settecento, come l'intera decorazione barocca, non vanno confusi con i tre capisaldi rinascimentali qui descritti.
Informazioni pratiche
Santa Maria Maggiore sorge sulla sommità dell'Esquilino, uno dei colli di Roma, a breve distanza a piedi dalla stazione Termini. È una delle quattro basiliche maggiori della città e una basilica papale; in quanto tale è extraterritoriale e rientra tra le proprietà della Santa Sede poste sotto la tutela dell'UNESCO, all'interno del sito del centro storico di Roma. L'accesso alla basilica è generalmente libero, come è d'uso per un grande santuario di pellegrinaggio; alcuni spazi annessi (loggia, museo, aree specifiche) possono seguire un regime distinto. Per gli orari, gli eventuali costi di visite particolari e le condizioni di accesso alle cappelle, conviene fare riferimento alle informazioni ufficiali della basilica, qui non riprodotte per non indurre in errore. È richiesto un abbigliamento decoroso, restando l'edificio un luogo di culto in attività. Per una visita «rinascimentale», prevedete di alzare gli occhi verso il soffitto della navata, per poi raggiungere le cappelle laterali e confrontare lo spazio michelangiolesco della Sforza con il volume centrale della Sistina.
Quiz
1. A chi la tradizione attribuisce il soffitto a cassettoni dorato della navata?
- A Giuliano da Sangallo
- A Michelangelo
- A Domenico Fontana
2. Quale cappella fu concepita da Michelangelo e poi portata a termine dopo la sua morte da Giacomo della Porta?
- La Cappella Paolina
- La Cappella Sforza
- La Cappella Sistina
3. Per quale papa Domenico Fontana eresse la Cappella Sistina (cappella del Santissimo Sacramento) nel 1585?
- Alessandro VI
- Paolo V
- Sisto V

