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Rinascimento italiano

Basilica di San Marco

Rome

Basilica di San Marco

Stretta contro il fianco meridionale di Palazzo Venezia, all'angolo dell'odierna Piazza Venezia, la basilica di San Marco è tra le chiese più antiche di Roma e porta al tempo stesso, sulla facciata, l'impronta netta del primo Rinascimento romano. La sua fondazione risalirebbe al IV secolo, sotto papa Marco (336), e l'edificio fu ricostruito più volte lungo l'alto Medioevo. Ma è nel Quattrocento, sotto il pontificato di Paolo II, che assunse la fisionomia che ancora oggi colpisce chi arriva dalla piazza.

La chiesa di Paolo II presso Palazzo Venezia

Pietro Barbo, veneziano elevato alla porpora e poi eletto papa con il nome di Paolo II (1464-1471), aveva fatto di San Marco la propria chiesa cardinalizia; la collegò alla vasta residenza che stava edificando lì accanto, il futuro Palazzo Venezia. I due cantieri, condotti insieme negli anni Sessanta del Quattrocento, formano un unico gesto di mecenatismo urbano: un polo pontificio monumentale innestato sulla città medievale. Il rinnovamento della basilica si collocherebbe in gran parte tra il 1465 e il 1470 circa, senza che se ne possano sempre fissare con precisione le tappe.

L'intervento conservò l'impianto basilicale paleocristiano a tre navate e l'abside ornata dal suo grande mosaico medievale. Questo mosaico absidale, datato al IX secolo sotto papa Gregorio IV, mostra il Cristo circondato di santi e, ai suoi piedi, la figura del papa donatore con il nimbo quadrato; costituisce una delle testimonianze più preziose dell'arte medievale romana conservate in loco, risparmiata dalle campagne successive.

Il portico e la loggia attribuiti ad Alberti

L'elemento più discusso è la facciata, preceduta da un portico ad arcate sormontato da una loggia delle benedizioni. Questa sovrapposizione di un piano terra ad archi su pilastri e di una galleria aperta al piano superiore richiama, in forma più modesta, l'impianto del vicino Palazzo Venezia e, più alla lontana, le grandi facciate-loggia antiche. La composizione, dove l'arco si inscrive in un ritmo di ordini sovrapposti, ha assai presto fatto pensare ai princìpi che Leon Battista Alberti andava teorizzando in quegli anni nel suo trattato De re aedificatoria.

L'attribuzione resta tuttavia dibattuta. Una tradizione antica avvicina il portico di San Marco all'arte di Alberti, presente a Roma al servizio della corte pontificia, il che ne farebbe una delle rare tappe romane della sua opera costruita. Altri storici lo attribuirebbero piuttosto a Giuliano da Maiano, architetto e scultore fiorentino attivo nei cantieri di Paolo II, cui si deve probabilmente una parte dell'apparato scolpito. È prudente presentare questi due nomi come ipotesi concorrenti: la documentazione d'archivio non consente di decidere con fermezza, e la facciata potrebbe risultare da una collaborazione. In ogni caso, questo portico è tra le prime facciate di chiesa a Roma in cui il vocabolario classico del Rinascimento si afferma con tale chiarezza.

Il soffitto Barbo e la nota barocca da mettere da parte

All'interno, lo sguardo è catturato dal soffitto a cassettoni della navata centrale, tra i più sontuosi di Roma. Questo soffitto ligneo dorato, realizzato sotto Paolo II, reca le armi dei Barbo e gli emblemi del papa; passa, insieme a quello di Santa Maria Maggiore, per uno dei grandi soffitti a cassettoni dorati del Quattrocento romano, dove l'oro offerto dal pontefice sottolinea l'ambizione del committente. È qui, con la facciata e il mosaico, che si legge meglio il momento rinascimentale dell'edificio.

Occorre invece guardarsi dall'attribuire a quel momento l'aspetto attuale della navata e delle cappelle. San Marco conobbe nel Settecento un'importante ridecorazione barocca, in particolare per impulso del cardinale Angelo Maria Querini, che rimaneggiò le superfici, gli altari e l'ornamentazione interna. Lo stucco, i marmi policromi e buona parte dell'apparato che si vede oggi appartengono a questa fase tarda e non al cantiere di Paolo II. Per la lettura rinascimentale della basilica si metterà dunque da parte il rivestimento barocco e ci si concentrerà sui tre elementi ereditati dal Quattrocento: facciata, soffitto, mosaico.

Cosa vedere assolutamente

  • Il portico ad arcate e la loggia delle benedizioni in facciata, possibile tappa dell'Alberti romano (o di Giuliano da Maiano).
  • Il soffitto a cassettoni in legno dorato della navata, con le armi dei Barbo e gli emblemi di Paolo II.
  • Il mosaico absidale medievale (IX secolo) raffigurante il Cristo, i santi e il papa donatore con il nimbo quadrato.
  • Il rapporto d'insieme con Palazzo Venezia, di cui San Marco costituisce l'annesso religioso.
  • Il contrasto, una volta individuato, tra il nucleo rinascimentale e il rivestimento barocco del Settecento.

Informazioni pratiche

  • Statuto : basilica minore e chiesa, tuttora officiata al culto, su Piazza Venezia (rione Pigna), addossata a Palazzo Venezia.
  • Ingresso : libero per la chiesa (nessun biglietto richiesto per visitare la navata).
  • Accesso : nel cuore di Roma, a pochi passi dall'Altare della Patria e dal Campidoglio; molto ben servita dai trasporti del centro storico.
  • Da notare : rispettare il silenzio e le funzioni; gli orari di apertura variano e sono da verificare in loco o presso la parrocchia.

Quiz

  1. Sotto quale papa la basilica di San Marco fu rinnovata nel Quattrocento ?
  • Sisto IV
  • Paolo II (Pietro Barbo)
  • Giulio II
  1. A quale grande teorico è talvolta attribuita la facciata a portico ?
  • Filippo Brunelleschi
  • Leon Battista Alberti
  • Donato Bramante
  1. Quale apparato interno appartiene a una fase posteriore al Rinascimento ?
  • Il soffitto a cassettoni di Paolo II
  • Il mosaico absidale medievale
  • La ridecorazione barocca del Settecento