HitsMap

Rinascimento italiano

Casa dei Cavalieri di Rodi

Rome

Casa dei Cavalieri di Rodi

Arroccata sulle sostruzioni antiche del Foro di Augusto, addossata al muro del tempio di Marte Ultore, la Casa dei Cavalieri di Rodi è uno di quegli edifici romani in cui più secoli si sovrappongono in un'unica facciata. Priorato romano dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme — quei cavalieri ospitalieri che si chiameranno via via di Rodi e poi di Malta —, la casa deve la sua fisionomia attuale a un restauro della fine del XV secolo, momento in cui il Rinascimento romano si afferma nell'ombra ancora massiccia delle rovine imperiali. Discreta, a lungo poco accessibile, essa offre tuttavia dalla sua loggia una delle vedute più straordinarie sui Fori Imperiali.

Il priorato dell'Ordine sul Foro di Augusto

L'insediamento dell'Ordine di San Giovanni in questo sito risalirebbe al Medioevo: già nei secoli XII-XIII, gli Ospitalieri avrebbero occupato un complesso monastico edificato al di sopra dei resti antichi, nei pressi della chiesa di San Basilio, oggi scomparsa o inglobata nel tessuto edilizio. Il luogo fungeva da priorato, ossia da sede amministrativa e residenziale del rappresentante dell'Ordine a Roma, il priore.

La particolarità del sito risiede nella sua stratigrafia: le sale poggiano direttamente sulle possenti murature del Foro di Augusto, inaugurato nel 2 a.C. attorno al tempio di Marte Ultore. I muri antichi, in blocchi di tufo e travertino, costituiscono il basamento stesso della dimora medievale e rinascimentale. Non si può dunque separare la casa dal suo zoccolo archeologico: essa è letteralmente costruita nel tessuto del Foro, il che spiega ancora oggi il suo legame con l'area dei Fori Imperiali e il suo accesso particolare.

Alla fine del XV secolo l'edificio medievale è oggetto di un'importante campagna di restauro e di abbellimento, che gli conferisce il suo volto rinascimentale. Si collocano generalmente questi lavori intorno agli anni 1466-1470 circa, per impulso di un mecenate di primo piano.

La loggia rinascimentale e la veduta sui Fori

Il gioiello della casa è la sua loggia, aperta al piano superiore verso i Fori Imperiali. Questa galleria ad arcate, scandita da colonne e pilastri, illustra il gusto rinascimentale per lo spazio intermedio tra l'interno e il paesaggio — un dispositivo che si ritrova in numerose ville e palazzi della seconda metà del Quattrocento. Dalla loggia lo sguardo abbraccia il Foro di Augusto, il Foro di Traiano e, oltre, l'intreccio delle rovine imperiali: una prospettiva che pochi luoghi romani offrono con tale frontalità.

La decorazione interna conserverebbe elementi dipinti della fine del XV secolo, in particolare nella cosiddetta sala del priore. Vi si segnalano affreschi a motivi ornamentali, fregi ed elementi araldici, la cui esecuzione è talvolta avvicinata, senza ferma certezza documentaria, all'ambito di artisti attivi a Roma in quei decenni. Qui si impone la prudenza: le attribuzioni restano discusse ed è opportuno presentarle al condizionale.

L'insieme — loggia, sala del priore, piccola cappella — costituisce una rara testimonianza di dimora rinascimentale innestata su un monumento antico, in un momento in cui il papato e le grandi famiglie riscoprono l'Antichità come modello e come scenografia.

Il mecenatismo Barbo e l'uso attuale

Il restauro della fine del XV secolo è tradizionalmente associato al cardinale Marco Barbo (1420-1491), prelato veneziano, nipote di papa Paolo II (Pietro Barbo) e una delle figure più colte della Curia del suo tempo. Marco Barbo, che sarebbe stato commendatario o protettore del priorato, avrebbe finanziato e diretto l'abbellimento della casa, nello spirito del grande mecenatismo romano che allora trasforma la città. Il legame con il cardinale Barbo è saldamente inscritto nella tradizione storiografica, anche se il dettaglio degli interventi e la loro cronologia precisa richiedono cautela.

Dopo secoli di vicissitudini, di adattamenti e di restauri — segnatamente durante i grandi sventramenti dei Fori Imperiali nel XX secolo —, la casa rimane oggi proprietà legata all'Ordine sovrano di Malta, erede diretto dei cavalieri di Rodi. Essa fa da cornice a cerimonie e manifestazioni dell'Ordine. È questo che spiega il suo accesso limitato: la Casa dei Cavalieri di Rodi non è un museo aperto con continuità, ma un luogo istituzionale visitabile soltanto in via eccezionale o su autorizzazione.

Cosa vedere assolutamente

  • La loggia rinascimentale e la sua veduta frontale, quasi aerea, sul Foro di Augusto e sui Fori Imperiali.
  • La sala del priore e le sue decorazioni dipinte della fine del XV secolo, fregi e motivi araldici.
  • Le sostruzioni antiche del Foro di Augusto, muri di tufo e travertino che fanno da basamento alla dimora.
  • La vicinanza del tempio di Marte Ultore, di cui la casa avvolge i resti monumentali.
  • L'insieme loggia-sala-cappella, raro esempio di dimora rinascimentale innestata su un monumento imperiale.

Informazioni pratiche

Il monumento si trova nell'area dei Fori Imperiali, a Roma, dal lato del Foro di Augusto, nei pressi di Piazza del Grillo. L'accesso è limitato: la casa, legata all'Ordine sovrano di Malta, è aperta al pubblico solo in via eccezionale, in occasione di aperture speciali, di giornate del patrimonio o di visite guidate organizzate. Si raccomanda vivamente di verificare le condizioni e l'eventuale prenotazione presso gli enti ufficiali prima di ogni spostamento. Il sito fa parte del Centro storico di Roma, iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1980.

Quiz

  1. A quale ordine cavalleresco è legata la casa?
  • L'Ordine di San Giovanni (cavalieri di Rodi e poi di Malta)
  • I Templari
  • L'Ordine Teutonico
  1. Su quale monumento antico è costruita la casa?
  • Il Colosseo
  • Il Foro di Augusto (tempio di Marte Ultore)
  • Il Pantheon
  1. Quale cardinale è associato al restauro della fine del XV secolo?
  • Il cardinale Bessarione
  • Il cardinale Marco Barbo
  • Il cardinale Riario