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Rinascimento italiano

Chiostro del Bramante

Rome

Chiostro del Bramante

Nascosto dietro la facciata di Santa Maria della Pace, il Chiostro del Bramante è tra i manifesti più limpidi della prima Renaissance romana. Si ritiene generalmente che rappresenti la prima opera realizzata a Roma da Donato Bramante, l'architetto giunto dalla Lombardia che di lì a poco avrebbe dato il progetto alla nuova basilica di San Pietro. Innalzato per il cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500-1504, questo piccolo chiostro a due livelli racchiude in uno spazio contenuto una lezione di architettura di rara densità. Vi si legge, quasi allo stato di puro schema, il modo in cui l'Antichità torna a farsi, sotto la mano di un maestro, grammatica viva.

Il primo cantiere romano del Bramante

Quando arriva a Roma, Bramante avrebbe già alle spalle una lunga carriera lombarda, in particolare a Milano. La Città eterna gli offre però tutt'altro: il contatto diretto con le rovine antiche, misurate, disegnate, meditate. Il chiostro annesso a Santa Maria della Pace sarebbe il luogo in cui l'architetto, secondo la lettura tradizionale, sperimenta per la prima volta questo confronto con la scala romana.

La commessa viene dal cardinale Oliviero Carafa, influente prelato napoletano e protettore della chiesa. Il programma è modesto in apparenza — un chiostro conventuale — ma Bramante vi avvia una riflessione che va ben oltre la funzione. Là dove molti si sarebbero accontentati di un comodo peristilio, egli compone un esercizio di proporzioni, una dimostrazione destinata tanto ai monaci quanto agli intenditori raffinati della corte pontificia. Vi si può leggere un vero biglietto da visita: l'annuncio, in miniatura, di ciò che sarà la Renaissance romana matura.

Il ritmo dei due piani

Tutta la sottigliezza del chiostro sta nell'articolazione dei suoi due livelli, pensati non come una semplice sovrapposizione ma come un dialogo ritmico.

Il piano terreno si sviluppa in arcate che poggiano su robusti pilastri, secondo una formula ereditata dall'architettura antica e medievale: campate nette, una pesantezza dominata, una galleria coperta che cinge il cortile. Nulla ancora di inatteso — la sorpresa viene dal piano superiore.

Al piano di sopra, Bramante raddoppia il ritmo. Là dove ci si aspetterebbe una corrispondenza termine a termine dei sostegni, egli dispone una colonna a piombo su ogni arco del livello inferiore, poi una seconda colonna al di sopra di ogni chiave d'arco. In altre parole, ogni campata bassa risulta scandita, al piano superiore, da due punti d'appoggio invece di uno. Questo sdoppiamento produce un'accelerazione visiva: lo sguardo, che saliva placido lungo i pilastri, comincia a correre più veloce lungo le colonne, come se l'architettura si alleggerisse man mano che sale.

Questo gioco non è un capriccio decorativo. Si tratta di una dotta riflessione sulla trabeazione e sulla proporzione, sul modo in cui un ordine può generare il proprio contrappunto. Vi si riconosce la logica dei teorici antichi riletta da uno spirito della Renaissance: la regola è posta, poi arricchita da una variazione che la mette in valore. Questo collocare-una-colonna-sulla-chiave passerebbe per una delle trovate più commentate dell'edificio, spesso citata come una sintesi dell'intelligenza spaziale bramantesca.

Il legame con Santa Maria della Pace

Il chiostro non si comprende da solo: fa tutt'uno con la chiesa di Santa Maria della Pace, a cui è addossato e che è oggetto di una scheda distinta. La chiesa, più antica nelle sue fondamenta, riunisce altri capolavori della Renaissance romana, e lo stesso Bramante sarebbe intervenuto nel suo contesto architettonico.

Il passaggio dall'una all'altro — dallo spazio sacro, denso e ornato, al cortile chiaro e misurato del chiostro — offre uno di quei contrasti di cui Roma ha il segreto. Il chiostro appare come il versante intellettuale, quasi astratto, di un insieme di cui la chiesa sarebbe il versante devozionale. Per chi visita il quartiere, tenere i due edifici in un solo sguardo aiuta a cogliere ciò che fu, intorno al 1500, il laboratorio romano degli architetti.

L'uso attuale

Oggi il chiostro ha mutato destinazione senza nulla perdere della sua presenza: ospita un centro espositivo d'arte noto con il nome di « Chiostro del Bramante ». Le gallerie che un tempo circondavano il cortile dei canonici accolgono ora mostre temporanee, oltre a uno spazio caffè allestito, si dice, al piano superiore, da cui si abbraccerebbe il ritmo delle colonne.

Questa riconversione, frequente per i grandi chiostri italiani, ha il pregio di mantenere il luogo vivo e accessibile. Invita tuttavia il visitatore a un lieve sforzo di immaginazione: sotto l'allestimento contemporaneo e la scenografia delle mostre, è proprio la lezione del Bramante che occorre andare a cercare, alzando gli occhi verso la doppia scansione del piano superiore.

Cosa vedere assolutamente

  • Lo sdoppiamento del piano superiore : individuare come una colonna cada a piombo su ogni arco inferiore, e un'altra al di sopra di ogni chiave — la firma ritmica del chiostro.
  • Il contrasto tra i due livelli : la pesantezza dei pilastri in basso, la leggerezza delle colonne in alto, colti in un solo sguardo dal cortile.
  • La galleria del piano terreno : le sue arcate e la qualità della luce filtrata sotto la volta.
  • Il punto di vista dal piano superiore, dove la logica delle proporzioni si rivela al meglio (accesso che potrebbe dipendere dalla scenografia delle mostre, da verificare in loco).
  • Il passaggio verso Santa Maria della Pace, per cogliere il dialogo tra il chiostro e la sua chiesa.

Informazioni pratiche

Il chiostro funziona oggi come centro espositivo d'arte (« Chiostro del Bramante »), nel cuore del centro storico di Roma, non lontano da Piazza Navona. L'accesso alle gallerie potrebbe essere legato alla programmazione delle mostre temporanee, con spazi ad ingresso libero e altri soggetti a biglietto; gli orari e le tariffe sarebbero variabili a seconda dei periodi e degli eventi. Si consiglia vivamente di verificare queste informazioni presso le fonti ufficiali prima di ogni visita, non essendo tali elementi qui confermati.

Quiz

  1. Di chi sarebbe la prima opera romana il Chiostro del Bramante ?
  • Michelangelo
  • Donato Bramante
  • Raffaello
  1. Qual è la particolarità ritmica del piano superiore ?
  • Una colonna a piombo su ogni arco e un'altra al di sopra di ogni chiave
  • Arcate identiche a quelle del piano terreno
  • Un'assenza totale di sostegni
  1. A quale chiesa è annesso il chiostro ?
  • Santa Maria della Pace
  • Santa Maria Maggiore
  • Santa Maria del Popolo