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Rinascimento italiano

Basilica dei Santi Apostoli

Rome

Basilica dei Santi Apostoli

Incastonata tra piazza Venezia e il Quirinale, la Basilica dei Santi Apostoli è una delle più antiche fondazioni di Roma, ma il suo volto attuale inganna il visitatore. L'interno riccamente dorato appartiene al Settecento, e occorre guardare oltre questo teatro barocco per ritrovare lo strato che interessa il Rinascimento: un portico donato dalla famiglia della Rovere e, soprattutto, il fantasma di un capolavoro di Melozzo da Forlì, del quale non restano che frammenti dispersi in due dei musei più prestigiosi della città.

La basilica e il suo portico dei della Rovere

La fondazione della chiesa risalirebbe alla tarda Antichità, con ogni probabilità al VI secolo, il che ne fa una basilica assai antica, più volte ricostruita e rimaneggiata nel corso dei secoli. La vicenda che ci interessa si apre negli ultimi decenni del Quattrocento, quando l'edificio diventa un affare di famiglia per i della Rovere. Il cardinale Pietro Riario, nipote di papa Sisto IV (egli stesso un della Rovere), e poi suo cugino Giuliano della Rovere — il futuro papa Giulio II — ne furono titolari e mecenati, legando il proprio nome al suo rinnovamento.

È in questo contesto che venne innalzato, verosimilmente intorno agli anni 1470-1480, il portico ad arcate che oggi precede la facciata. Questo avancorpo, sormontato da una loggia, è una delle rare testimonianze conservate del cantiere rinascimentale. La tradizione ne attribuisce l'ideazione a Baccio Pontelli, architetto fiorentino attivo a Roma al servizio dei Rovere, cui si riconosce anche un ruolo in altre imprese pontificie dell'epoca; l'attribuzione resta tuttavia dibattuta e va maneggiata con prudenza. Il portico conserva un'eleganza sobria, scandita da archi a tutto sesto, e accoglie diversi reperti lapidei antichi e medievali di reimpiego — una sintesi della lunga storia del luogo. La facciata esterna fu, invece, ampiamente ritoccata nei secoli successivi, cosicché l'insieme intreccia strati difficili da distinguere a un semplice colpo d'occhio.

Melozzo da Forlì e gli angeli musicanti

Il vero tesoro rinascimentale dei Santi Apostoli non è più in loco: è un affresco perduto. Verso il 1480 Melozzo da Forlì, uno dei grandi maestri della prospettiva nel Quattrocento, dipinse nell'abside una monumentale Ascensione di Cristo, opera che suscitò l'ammirazione dei contemporanei per l'audace scorcio — le figure viste di sotto in sù, come emergenti dal soffitto. Quando l'abside fu demolita e la chiesa ricostruita alla fine del Seicento, l'affresco venne staccato e poi frammentato.

Di quell'insieme non sopravvivono che alcuni brani, oggi tra i pezzi più celebri della pittura romana del Quattrocento. Il Cristo in gloria sarebbe stato trasferito al palazzo del Quirinale, mentre diversi frammenti di angeli — i famosi angeli musicanti, che suonano il liuto, la viola o il timpano, lo sguardo levato e i riccioli al vento — sono conservati nella Pinacoteca dei Musei Vaticani. Queste teste di angeli, di una dolcezza luminosa e di un modellato notevole, sono divenute un'immagine emblematica del Rinascimento italiano, riprodotta all'infinito. Vedere questi frammenti in Vaticano e ricordare che ornavano un tempo questa abside restituisce tutta la misura della perdita: i Santi Apostoli furono, per un tratto, lo scrigno di una delle più belle macchine pittoriche del loro secolo. Va ricordato per prudenza che il dettaglio delle date, dello smembramento e della ripartizione esatta dei frammenti merita di essere verificato presso fonti specializzate.

I sepolcri di Andrea Bregno e la nota barocca

La basilica custodisce inoltre la memoria del suo altro grande cantiere rinascimentale, quello della scultura funeraria. Vi si associa il nome di Andrea Bregno, scultore e marmoraro di origine lombarda, figura maggiore della bottega romana della seconda metà del Quattrocento, prolifico fornitore di monumenti funebri e di pale d'altare per le chiese della città. Gli si attribuisce in particolare il sepolcro del cardinale Pietro Riario, quello stesso prelato della Rovere legato al rinnovamento dell'edificio, oltre ad altri elementi scolpiti; anche qui, le attribuzioni precise variano a seconda degli studi e vanno confermate. Lo stile di Bregno, tutto di chiarezza architettonica, di sottili paraste e di ornamenti all'antica, incarna l'assimilazione romana dei modelli antichi.

Una parola, infine, per mettere da parte ciò che non appartiene al nostro tema: la ricostruzione condotta tra la fine del Seicento e il Settecento dotò la chiesa di un interno pienamente barocco, con l'ampio soffitto dipinto e la decorazione rigogliosa. Questo apparato, per quanto spettacolare, esula dall'ambito del Rinascimento e non va confuso con gli strati più antichi appena evocati.

Cosa vedere assolutamente

  • Il portico ad arcate del Quattrocento davanti alla facciata, testimone della committenza dei della Rovere, con la sua loggia superiore.
  • I reperti lapidei antichi e medievali di reimpiego sotto il portico, tra cui un celebre rilievo di aquila imperiale romana.
  • Il ricordo dell'Ascensione di Melozzo da Forlì: da completare con una visita alla Pinacoteca Vaticana per ammirarvi gli angeli musicanti.
  • I monumenti funebri attribuiti ad Andrea Bregno e alla sua bottega.
  • Il contrasto degli strati: distinguere lo strato rinascimentale dal apparato barocco che lo avvolge.

Informazioni pratiche

  • Stato : basilica minore tuttora officiata, retta dai Frati Minori Conventuali.
  • Posizione : piazza dei Santi Apostoli, a pochi passi da piazza Venezia e dal Quirinale, nel cuore del centro storico di Roma.
  • Ingresso : libero (basilica parrocchiale); si richiede un abbigliamento decoroso in un luogo di culto.
  • Da abbinare : la visita acquista pieno senso se accostata a quella dei Musei Vaticani (angeli musicanti di Melozzo).
  • Nota : consultare gli avvisi in loco o una fonte ufficiale per gli orari di apertura e l'accesso alla loggia.

Quiz

  1. Quale famiglia pontificia è associata al rinnovamento rinascimentale dei Santi Apostoli?
  • I Medici
  • I della Rovere
  • I Farnese
  1. Quale pittore realizzò verso il 1480 l'Ascensione dell'abside, oggi frammentata?
  • Melozzo da Forlì
  • Il Perugino
  • Piero della Francesca
  1. Dove sono conservati oggi i celebri angeli musicanti staccati dall'affresco?
  • Nella Pinacoteca dei Musei Vaticani
  • Agli Uffizi di Firenze
  • Al Louvre