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Rinascimento italiano

Trinità dei Monti

Rome

Trinità dei Monti

Una chiesa francese sul Pincio

Ritta in cima al Pincio, a dominare Piazza di Spagna, la Trinità dei Monti occupa uno dei più bei punti panoramici di Roma. Il suo profilo a doppio campanile inquadra la facciata bianca e ne rivela subito la particolarità: è una chiesa di fondazione francese, per secoli legata alla corona di Francia e ancora oggi affidata alle istituzioni francesi della Città eterna.

La sua fondazione risalirebbe a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. La tradizione la collega a Carlo VIII e soprattutto a Luigi XII, che l'avrebbe dotata a beneficio dei Minimi di san Francesco di Paola, l'ordine mendicante fondato dal santo calabrese che i re di Francia tenevano in altissima considerazione. I lavori si sarebbero protratti per quasi un secolo, all'incirca dal 1502 al 1585 secondo le fonti abitualmente citate, mentre la consacrazione viene di solito ricondotta alla fine del XVI secolo.

L'edificio intreccia un linguaggio tardogotico di ispirazione francese — volte, scansione delle campate, slancio verticale — a elementi già pienamente rinascimentali. Questo carattere ibrido, franco-italiano, ne fa un episodio singolare nel panorama romano, di spirito più settentrionale rispetto alla maggior parte delle chiese della città. L'interno, rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva diverse cappelle laterali la cui decorazione testimonia campagne successive lungo tutto il Cinquecento.

La Deposizione di Daniele da Volterra

Il vero tesoro della Trinità dei Monti appartiene in pieno al Rinascimento: la Deposizione dalla Croce, affresco di Daniele da Volterra, generalmente collocato nella cappella Orsini e datato agli anni Quaranta del Cinquecento (intorno al 1545 secondo le datazioni più accreditate).

Allievo e sodale di Michelangelo, Daniele Ricciarelli, detto da Volterra, firma qui una delle opere più ammirate del manierismo romano. La composizione, di tensione monumentale, dispiega corpi possentemente modellati, pose sapienti e un gioco di proporzioni che tradisce l'influenza diretta del maestro della Cappella Sistina. A lungo questa Deposizione è stata annoverata tra i dipinti più celebri di Roma, tanto da essere accostata, nella letteratura artistica antica, ai capolavori di Raffaello e Michelangelo. Sul piano tecnico si tratterebbe di una pittura murale, il che spiega la sua fragilità e i restauri di cui è stata più volte oggetto.

Daniele da Volterra resta noto anche per un episodio che gli valse il soprannome di Braghettone: dopo il Concilio di Trento gli sarebbe stato affidato il compito di coprire con panneggi alcune nudità del Giudizio universale di Michelangelo. Alla Trinità dei Monti gli si attribuisce inoltre un'Assunzione della Vergine, anch'essa nelle cappelle della chiesa, in cui la critica ha talvolta creduto di riconoscere, tra le figure, ritratti di contemporanei — attribuzione e identificazioni da considerare con prudenza.

Nel complesso, tutto questo fa della Trinità dei Monti una tappa meno frequentata ma essenziale per chi voglia comprendere la generazione di artisti formatasi nel solco di Michelangelo, sul crinale tra alta Rinascenza e manierismo.

La scalinata barocca: uno scenario successivo

L'immagine più diffusa della chiesa — la monumentale scalinata di Piazza di Spagna (Scalinata di Trinità dei Monti) che sale verso la sua facciata — appartiene a un'epoca del tutto diversa. Questa scala, capolavoro del tardo barocco romano, fu realizzata soltanto nel XVIII secolo (intorno al 1723-1725), quasi un secolo e mezzo dopo il completamento della chiesa. Allo stesso modo, l'obelisco (detto obelisco Sallustiano) che si erge davanti alla facciata vi fu collocato ancora più tardi, sul finire del Settecento.

Questi interventi, per quanto spettacolari, sono dunque posteriori ed estranei allo strato rinascimentale che qui ci interessa: appartengono all'urbanistica barocca della Roma dei papi, e non alla fondazione francese del Cinquecento.

Cosa vedere assolutamente

  • La Deposizione dalla Croce di Daniele da Volterra (cappella Orsini), vertice del manierismo ed eco diretta dell'arte di Michelangelo.
  • L'Assunzione attribuita allo stesso Daniele da Volterra, altra testimonianza della pittura murale del Cinquecento.
  • La facciata a doppio campanile, segno della fondazione francese e scelta architettonica rara a Roma.
  • Il panorama dal sagrato, uno dei più bei belvedere della città sui tetti di Roma.
  • L'atmosfera franco-romana dell'edificio, snodo di storia diplomatica e religiosa tra Francia e Papato.

Informazioni pratiche

  • Categoria: chiesa (fondazione francese, Minimi e poi istituzioni francesi di Roma).
  • Indirizzo: Piazza della Trinità dei Monti, in cima alla scalinata di Piazza di Spagna (Pincio), Roma.
  • Ingresso: libero (edificio di culto). La visita delle cappelle può dipendere dagli orari delle funzioni; orari da verificare sul posto.
  • Come arrivare: a piedi salendo la scalinata da Piazza di Spagna, oppure dall'alto attraverso il Pincio e la vicina Villa Medici.

Quiz

1. A quale corona è storicamente legata la chiesa della Trinità dei Monti?

  • La corona di Francia
  • La Spagna
  • Il Sacro Romano Impero

2. Chi è l'autore della celebre Deposizione dalla Croce della chiesa?

  • Daniele da Volterra
  • Caravaggio
  • Raffaello

3. A quale epoca appartiene la scalinata monumentale che sale alla chiesa?

  • Al XVIII secolo (tardo barocco)
  • Al XVI secolo (Rinascimento)
  • All'antichità romana