Nel cuore del rione romano di Campo Marzio, il Palazzo Firenze deve il suo nome ai Medici, granduchi di Toscana, che ne fecero uno dei loro punti d'appoggio nella Città eterna. Il nucleo del palazzo risale all'inizio del Cinquecento, ma è il cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano che, verso la metà del secolo, gli conferisce il suo volto rinascimentale affidando i lavori allo scultore e architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati. Questi, uno dei grandi maestri del manierismo, vi dispiega un'architettura sapiente in cui scultura e ornamento dialogano con la struttura. Il palazzo passa poi sotto il controllo dei Medici, che ne fanno la sede della loro rappresentanza diplomatica a Roma, prima che il cardinale Ferdinando de' Medici lo lasci per la Villa Medici sul Pincio. Questa vicenda riassume una pratica chiave del Rinascimento italiano: le grandi famiglie regionali mantenevano a Roma palazzi-ambasciata per pesare sulla corte pontificia. Oggi il palazzo ospita la Società Dante Alighieri.
Cosa vedere
- La facciata sulla Piazza di Firenze: austera e scandita dalle finestre, nasconde un interno assai più raffinato; non giudicare il palazzo da questa riservatezza esterna, tipicamente romana.
- Il cortile e la loggia dell'Ammannati: qui esplode il talento del maestro; cerca la loggia riccamente ornata, dove stucchi e sculture trasformano un semplice passaggio in un pezzo di bravura manierista.
- Gli stucchi e i bassorilievi: osserva da vicino le superfici scolpite; Ammannati era anzitutto scultore, e si vede nel modo in cui l'ornamento modella lo spazio.
- Il giardino segreto: sul retro, un piccolo giardino chiuso ricorda il gusto rinascimentale per l'intimità verde nel cuore della città densa.
- Il legame con la Villa Medici: ricorda che questo palazzo fu l'anticamera romana dei Medici prima che salissero sul Pincio; i due luoghi raccontano una stessa strategia di potere.
- Gli emblemi medicei: cerca, nei dettagli, le tracce araldiche dei granduchi che fecero del palazzo la loro casa romana.
Storia e contesto
Il nome stesso del palazzo dice tutto: in una Roma irta di palazzi dai nomi di famiglie romane, questo porta il nome di un'altra città, rivendicando con orgoglio il suo statuto di enclave fiorentina. Il passaggio ai Medici e poi la loro partenza per la Villa Medici illustrano l'ascesa di una dinastia che voleva una scenografia sempre più grandiosa.
Segreti e curiosità
Bartolomeo Ammannati è anche autore della celebre fontana del Nettuno in Piazza della Signoria a Firenze e del ponte di Santa Trinita: ritrovarlo a Roma mostra la circolazione dei grandi artisti fra le due capitali del Rinascimento.
Lo sapevi?
Si racconta che il cardinale Ferdinando de' Medici, futuro granduca, risiedette al Palazzo Firenze prima di scegliere il colle del Pincio dove sarebbe sorta la Villa Medici. Il palazzo sarebbe stato così il trampolino di una delle più famose collezioni di antichità del Rinascimento.

