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Rinascimento italiano

Palazzo Bevilacqua a Bologna

Bologne

Palazzo Bevilacqua a Bologna

In una città dominata dal laterizio romanico e gotico, dalle sue torri pendenti e dai suoi lunghi portici medievali, il Palazzo Bevilacqua si presenta come un'eccezione. Eretto nell'ultimo quarto del XV secolo per una delle grandi famiglie bolognesi, introduce a Bologna un linguaggio nuovo, giunto dalla Toscana: quello del palazzo rinascimentale, regolare, misurato, ordinato attorno a un cortile a colonne. La sua facciata a bugnato tagliato a punta di diamante e soprattutto il suo cortile d'onore, spesso citato come il più elegante della città, ne fanno uno dei monumenti civili più ammirati di Bologna.

I Bevilacqua e la committenza

Il palazzo deve il proprio nome alla famiglia Bevilacqua, casata di rilievo della Bologna tra tardo Medioevo e Rinascimento, di cui costituiva la residenza urbana. La costruzione è generalmente datata attorno agli anni 1477-1482, anche se le fonti antiche divergono e questa forbice va presa con prudenza.

Come accade spesso per i palazzi bolognesi di quest'epoca, il nome dell'architetto non è certo. L'edificio è per lo più ricondotto a una cultura architettonica di scuola toscana, o addirittura ferrarese, più che a un maestro chiaramente documentato; diversi nomi sono stati proposti nel corso degli studi, senza che alcuna attribuzione goda oggi di unanime consenso. Sarebbe dunque opportuno parlare di un edificio di «cultura toscana» più che dell'opera certa di un architetto identificato.

Ciò che è certo è l'ambizione del committente: dotare Bologna di un palazzo alla moda delle grandi dimore fiorentine, in un momento in cui la città, sotto la signoria della famiglia Bentivoglio, si apriva alle nuove forme del Rinascimento italiano.

La facciata a bugnato a punta di diamante

Il tratto più immediatamente riconoscibile dell'edificio è la sua facciata a bugnato a punta di diamante — un paramento in pietra i cui blocchi sono tagliati con una sporgenza piramidale, come una moltitudine di facce di diamante che catturano la luce.

Questo tipo di bugnato, spettacolare, è raro a Bologna, dove prevaleva l'uso del laterizio; richiama modelli diffusi altrove nell'Italia settentrionale e centrale, in particolare il celebre Palazzo dei Diamanti di Ferrara (posteriore) e alcuni palazzi toscani. La facciata combinerebbe questo registro a punta di diamante, concentrato nei livelli inferiori, con un coronamento e aperture trattate in uno spirito più classico — l'insieme conferisce alla strada una parete vibrante, assai diversa dalle facciate piatte in mattoni circostanti.

Occorre restare prudenti sul dettaglio esatto della decorazione e sull'entità dei restauri: la superficie può aver conosciuto nel corso dei secoli rifacimenti e consolidamenti, e alcuni elementi oggi visibili potrebbero essere frutto di interventi più tardi.

Il cortile d'onore a due ordini di logge

Se la facciata cattura lo sguardo dalla strada, è il cortile interno a valere al palazzo la sua fama. Organizzato attorno a uno spazio regolare, sovrappone due ordini di logge — due livelli di arcate rette da colonne, l'uno sopra l'altro.

Questa scansione, ritmata e luminosa, è generalmente considerata il più bel cortile rinascimentale di Bologna, di gusto nettamente fiorentino. Le colonne sono sormontate da capitelli scolpiti e il cortile sarebbe ornato di medaglioni e di una raffinata decorazione scultorea, nel gusto del primo Rinascimento. L'effetto ricercato è quello di un chiostro civile: un vuoto architettato, aereo, dove la ripetizione regolare degli archi crea una sensazione di ordine e di calma, all'opposto del pittoresco medievale della città.

La precisione della decorazione (numero esatto di arcate, temi dei medaglioni, eventuali scultori) andrebbe verificata su rilievi specialistici, poiché questi elementi variano a seconda delle descrizioni.

Un linguaggio fiorentino a Bologna

L'importanza storica del Palazzo Bevilacqua supera la sua sola bellezza. Esso introduce a Bologna il vocabolario del palazzo rinascimentale toscano: pianta ordinata attorno a un cortile porticato, sovrapposizione regolare degli ordini, paramento in pietra lavorato, ricerca di proporzione e simmetria.

In una città che, fino ad allora, esprimeva la propria ricchezza civile attraverso le torri signorili, i portici in laterizio e l'architettura gotica delle sue chiese, la comparsa di un simile edificio segna una svolta di gusto. Il palazzo si pone così come una pietra miliare nella penetrazione del Rinascimento fiorentino in Emilia, e andrebbe letto in deliberato contrasto con l'ambiente romanico e gotico bolognese che lo circonda — un manifesto di modernità in seno a una città di mattoni.

Il Concilio di Trento a Bologna

Una tradizione saldamente riportata vuole che il palazzo abbia ospitato, nel XVI secolo, una sessione del Concilio di Trento. È noto che il concilio, apertosi a Trento nel 1545, fu brevemente trasferito a Bologna nel 1547 in particolare per motivi sanitari e politici, prima di fare ritorno a Trento.

È in questo contesto che il Palazzo Bevilacqua avrebbe fatto da cornice a una o più sedute conciliari durante questo episodio bolognese. Il dettaglio (date precise, sedute interessate, portata delle decisioni prese a Bologna) meriterebbe tuttavia di essere verificato su fonti storiche specialistiche, poiché la memoria locale può aver semplificato un episodio di per sé complesso e discusso.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata a punta di diamante (bugnato a punta di diamante), da osservare di sbieco per cogliere il gioco di luce sulle facce.
  • Il cortile d'onore e i suoi due ordini di logge sovrapposte, cuore dell'edificio e culmine del suo interesse.
  • I capitelli e i medaglioni scolpiti del cortile, testimoni della raffinatezza del primo Rinascimento.
  • Il contrasto sorprendente con l'architettura in laterizio romanica e gotica delle vie vicine di Bologna.
  • Il legame memoriale con l'episodio bolognese del Concilio di Trento (1547).

Informazioni pratiche

Il Palazzo Bevilacqua è un edificio storico di Bologna, situato nel centro antico. Occorre segnalare che si tratta, almeno in parte, di una proprietà non necessariamente visitabile liberamente: a seconda dei periodi, l'accesso al cortile o all'interno può essere limitato, privato o riservato a eventi.

Nessun orario né tariffa può essere qui garantito: si consiglia vivamente di verificare l'accessibilità in anticipo (ufficio del turismo di Bologna, proprietario o istituzione che occupa i locali) prima di ogni visita. La facciata, invece, rimane visibile dalla via pubblica.

Quiz

1. Qual è la caratteristica più riconoscibile della facciata del Palazzo Bevilacqua?

  • Un rivestimento di mosaici dorati
  • Un bugnato tagliato a punta di diamante
  • Una facciata interamente in mattoni a vista

2. Perché il cortile d'onore del palazzo è celebre?

  • Per il suo unico livello senza arcate
  • Per i suoi due ordini di logge sovrapposte di gusto fiorentino
  • Per il suo giardino alla francese

3. Quale evento del XVI secolo è associato al Palazzo Bevilacqua?

  • L'incoronazione di un imperatore
  • Una sessione del Concilio di Trento durante il suo trasferimento a Bologna
  • La fondazione dell'università di Bologna