Alle porte di Milano, nell'antico borgo oggi quartiere Cenisio, la Villa Simonetta è il più celebre esempio di villa suburbana lombarda del Rinascimento. Le sue origini risalgono al 1500 circa, quando Gualtiero Bascapè fa costruire una semplice casa di campagna a pianta rettangolare, completata verso il 1505 e talvolta ricondotta al pittore-architetto Bernardo Zenale. Ma la svolta arriva nel 1547: Ferrante I Gonzaga, governatore spagnolo di Milano e membro della potente dinastia di Mantova, acquista la tenuta e incarica l'architetto pratese Domenico Giunti di farne una residenza di rappresentanza. Giunti trasforma la modesta dimora in un palazzo a U aperto sul giardino: aggiunge due ali laterali e soprattutto un portico di nove arcate sormontato da due ordini di logge sovrapposte — colonne toscane in basso, corinzie in alto. Nel 1555, richiamato Gonzaga in Spagna, la villa passa alla famiglia Simonetta, che le lascia il nome. Oggi ospita una scuola civica di musica.
Cosa vedere
- Il portico delle nove arcate: mettiti di fronte alla villa e conta le arcate del portico al pianterreno; è l'elemento-firma aggiunto da Domenico Giunti per aprire la dimora sul giardino.
- I due ordini di logge sovrapposte: alza lo sguardo: al primo livello colonne toscane, al secondo capitelli corinzi. Questa sovrapposizione degli ordini è una lezione di architettura classica applicata a una villa.
- La pianta a U aperta sul giardino: gira attorno all'edificio per coglierne la forma a ferro di cavallo, due ali che incorniciano lo spazio verde; tutta la villa è rivolta allo svago e alla natura.
- La facciata ritmata: osserva l'alternanza di pieni e vuoti, di colonne e aperture, che dà all'insieme la sua leggerezza aerea.
- Il giardino e il contesto: immagina la villa circondata da vigne e campagna, quando era una fuga fuori dalle mura di Milano.
- Le tracce di decoro dipinto: cerca, all'interno e sotto le logge, i resti degli affreschi che un tempo ornavano questa residenza di piacere.
Storia e contesto
Il passaggio della tenuta da Bascapè ai Gonzaga e poi ai Simonetta illustra la mobilità delle grandi proprietà suburbane, ambite come luoghi di villeggiatura dall'aristocrazia. Gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943, la villa è stata pazientemente restaurata nel dopoguerra.
Segreti e curiosità
La Villa Simonetta è nota agli acustici per il suo eco straordinario: una parola lanciata sotto le logge si ripeteva, si dice, decine di volte. Il fenomeno, dovuto alla disposizione delle ali parallele, rese celebre la villa presso i viaggiatori del Grand Tour.
Lo sapevi?
L'eco della Villa Simonetta è entrato nella leggenda: i racconti antichi affermano che un colpo di pistola sparato da una finestra vi si ripetesse fino a quaranta o sessanta volte. I visitatori dei secoli XVII e XVIII venivano apposta per udirlo.

