Sul Canal Grande, tra San Samuele e Sant'Angelo, il Palazzo Contarini delle Figure incarna il momento in cui Venezia passa dal gotico fiorito al Rinascimento pienamente classico. Edificato tra il 1504 e il 1546 per Jacopo Contarini, procuratore di San Marco e membro di una delle famiglie patrizie più potenti della Serenissima, sostituisce una dimora anteriore. La sua facciata di marmo è tradizionalmente attribuita ad Antonio Abbondi detto lo Scarpagnino, ma gli storici l'hanno accostata anche a Mauro Codussi, ad Antonio Lombardo o a Giorgio Spavento: segno che a inizio Cinquecento il nuovo vocabolario circola rapido tra le grandi botteghe veneziane. Il palazzo deve il soprannome «delle Figure» a due figure scolpite — dei telamoni — che sorreggono il balcone centrale, dettaglio raro in una città dove la facciata sull'acqua è di solito piatta e luminosa. Dimora di rappresentanza oltre che residenza, fece da cornice alla vita mondana e politica del patriziato veneziano.
Cosa vedere
- La facciata sul Canal Grande: avvicinati in barca o dalla riva di fronte e osserva la composizione tripartita simmetrica, con la grande polifora centrale che illumina il salone; è lo schema classico del palazzo veneziano rinascimentale.
- Le due «figure» sotto il balcone: cerca i due telamoni scolpiti che reggono il balcone del piano nobile; hanno dato il nome al palazzo e sono tra i pochi elementi in forte rilievo di una facciata altrimenti piana.
- Il rivestimento marmoreo: osserva come la pietra levigata catturi e rifranga la luce del canale; a Venezia la facciata è fatta per scintillare sull'acqua.
- Il busto e le iscrizioni: sulla facciata, cerca gli elementi commemorativi che ricordano ospiti e proprietari successivi.
- Il ritmo delle finestre: confronta le aperture dei piani nobili, più ricche, con quelle dei livelli di servizio; la gerarchia sociale si legge nell'alzato.
- Il dialogo con i palazzi vicini: nota come si inserisca nella fila continua delle dimore patrizie, ciascuna in cerca di distinzione senza rompere l'armonia del canale.
Storia e contesto
Venezia conta più palazzi Contarini (Fasan, del Bovolo…): il soprannome «delle Figure» serve a non confonderli, poiché ogni ramo di questa vasta famiglia aveva la sua dimora. La lunga durata del cantiere, oltre quarant'anni, testimonia i mezzi ma anche le difficoltà di una costruzione su pali in piena laguna.
Segreti e curiosità
L'incertezza sull'architetto — Scarpagnino, Codussi, Lombardo o Spavento — non è una lacuna ma un rivelatore: a quella data la facciata classica è un'invenzione collettiva delle botteghe veneziane più che una firma isolata.
Lo sapevi?
La tradizione racconta che il palazzo avrebbe accolto nel Cinquecento l'umanista Pietro Aretino, la penna più temuta del suo tempo, ospite dei Contarini durante il suo lungo soggiorno veneziano; si dice vi soggiornasse anche Torquato Tasso.

