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Rinascimento italiano

Palazzo Grimani di San Luca

Venise

Palazzo Grimani di San Luca

Sulla riva sinistra del Canal Grande, là dove il corso d'acqua disegna un'ampia ansa all'altezza della parrocchia di San Luca, si erge una delle facciate più imponenti di Venezia. Il Palazzo Grimani di San Luca colpisce anzitutto per la sua vastità: una massa di pietra bianca che sembra ignorare la consueta leggerezza dell'architettura veneziana per preferirle la gravità e la potenza di un modello venuto da Roma. Un contrasto tutt'altro che casuale, legato alla personalità del suo ideatore, Michele Sanmicheli, e all'ambizione di una famiglia, i Grimani, che allora figurava tra le più influenti della Repubblica.

Un cantiere avviato da Sanmicheli

Il palazzo sarebbe stato avviato attorno al 1556 per la famiglia Grimani, su progetto di Michele Sanmicheli. Originario di Verona, questi era uno dei grandi maestri del suo secolo, celebre tanto per l'architettura militare — le fortificazioni che avrebbe ideato al servizio di Venezia — quanto per gli edifici civili e religiosi. Formatosi, si dice, a contatto con l'antichità romana, avrebbe portato in laguna un vocabolario monumentale che pochi architetti locali padroneggiavano allora con altrettanta autorità.

Sanmicheli morì nel 1559, senza vedere il compimento dell'opera. La prosecuzione del cantiere sarebbe stata affidata a Giangiacomo dei Grigi, che avrebbe condotto l'edificio a termine negli anni successivi, cercando di rispettare lo spirito del progetto originario. Le date precise di completamento, così come l'esatta parte spettante a ciascuno dei due uomini, restano difficili da stabilire con certezza e meritano di essere verificate presso le fonti specializzate.

Una facciata «alla romana»

Ciò che distingue il Palazzo Grimani di San Luca dalla maggior parte dei suoi vicini è la scelta della sovrapposizione degli ordini. La facciata si legge su tre livelli principali, articolati da colonne addossate e da trabeazioni che scandiscono la pietra con una regolarità del tutto classica. Là dove il gotico veneziano, e persino buona parte del primo Rinascimento, prediligevano le superfici traforate, i trafori e i giochi di colore, Sanmicheli avrebbe scelto il rilievo pieno, l'ombra netta e la logica degli ordini antichi.

A pelo d'acqua, ampie arcate aprono il piano terra sul canale. Questa monumentalità del basamento, quasi romana nella sua ampiezza, conferisce all'insieme una sicurezza rara. Il palazzo non cerca di sedurre con la finezza del dettaglio: impone la propria presenza attraverso la proporzione, la scala e la fermezza del disegno. Vi si è spesso riconosciuto uno dei vertici dell'architettura civile del Rinascimento a Venezia, e una delle testimonianze più compiute del dialogo tra la città lagunare e la cultura romana del Cinquecento.

Occorre fare attenzione a non confondere questo edificio con il Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, situato all'interno della città e oggi museo: due dimore di una stessa famiglia, ma due monumenti distinti, oggetto di schede separate.

I Grimani, una grande famiglia veneziana

Commissionare un simile palazzo non era un gesto qualunque. I Grimani figuravano tra le famiglie patrizie più in vista di Venezia, avendo dato alla Repubblica numerosi dignitari. Innalzare, nell'ansa più visibile del Canal Grande, una dimora di ampiezza inusuale rispondeva tanto alla rappresentanza politica quanto al gusto architettonico: la pietra proclamava il rango, la fortuna e l'ambizione di un casato. Assicurandosi i servizi di un maestro della statura di Sanmicheli, i Grimani iscrivevano il proprio nome nel paesaggio più prestigioso della città.

Cosa vedere assolutamente

  • La sovrapposizione dei tre ordini, che organizza l'intera facciata secondo una grammatica classica ereditata dall'antichità romana.
  • Le grandi arcate del piano terra, aperte a pelo d'acqua, la cui ampiezza conferisce all'edificio la sua gravità monumentale.
  • La posizione nell'ansa del Canal Grande, che offre alla facciata una visibilità eccezionale da più punti del percorso.
  • Il contrasto con i vicini palazzi gotici, rivelatore dell'importazione a Venezia di un linguaggio romano più severo e più pieno.
  • La pietra bianca e il rilievo delle colonne addossate, i cui giochi d'ombra mutano al variare della luce e delle ore.

Informazioni pratiche

Il palazzo ospiterebbe oggi la sede della Corte d'appello di Venezia. In quanto tale, si tratta di un edificio amministrativo in attività, il cui accesso interno non sarebbe aperto alla visita turistica; le eventuali condizioni di accesso sarebbero da verificare presso le autorità competenti.

La facciata, al contrario, si ammira idealmente dal Canal Grande, nel corso di un tragitto in vaporetto o in gondola; si lascia inoltre scorgere da alcune rive e imbarcaderi dei dintorni. I migliori punti di osservazione e gli orari di luce sarebbero da confermare sul posto.

Quiz

1. Chi avrebbe disegnato il progetto del Palazzo Grimani di San Luca?

  • Michele Sanmicheli, maestro veronese
  • Andrea Palladio
  • Jacopo Sansovino

2. Quale funzione ospiterebbe oggi l'edificio?

  • La sede della Corte d'appello di Venezia
  • Un museo d'arte antica
  • Un albergo di lusso

3. Che cosa caratterizza la sua facciata sul Canal Grande?

  • La sovrapposizione di ordini classici «alla romana»
  • Trafori gotici traforati
  • Una decorazione di mosaici dorati