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Rinascimento italiano

Palazzo Antinori

Florence

Palazzo Antinori

Allo sbocco di Via de' Tornabuoni, il Palazzo Antinori è un modello compiuto della dimora patrizia fiorentina del Quattrocento. Innalzato tra il 1461 e il 1466, è tradizionalmente attribuito a Giuliano da Maiano, uno dei maestri che, sulla scia di Michelozzo, fissarono il vocabolario del palazzo fiorentino: massa cubica, facciata in pietra a bugnato digradante, cortile interno colonnato. Fu dapprima la dimora di un committente meno celebre del nome che gli è rimasto, prima di passare agli Antinori nel 1506, ricca famiglia di mercanti e proprietari terrieri. Questi non l'hanno mai più lasciato: cinque secoli dopo, il palazzo è ancora legato alla stessa casata, raro caso di continuità che ne fa un testimone vivente della storia sociale fiorentina oltre che architettonica. La facciata, sobria e misurata, illustra l'ideale del Quattrocento: la ricchezza non si mostra nella decorazione ma nella qualità della pietra, nella giustezza delle proporzioni e nell'ordine delle bifore. Lontano dalle audacie romane che faranno scandalo mezzo secolo più tardi qui vicino, il Palazzo Antinori incarna l'equilibrio classico fiorentino.

Cosa vedere

  • La facciata a bugnato: osserva la pietra lavorata a bugne che si addolciscono di piano in piano, dalla più rustica in basso alla quasi liscia in alto; è la grammatica stessa del palazzo fiorentino, fatta per dire solidità e misura.
  • Le bifore: le finestre binate ritmano la facciata; la loro ripetizione calma è l'opposto dell'agitazione decorativa del vicino Palazzo Bartolini.
  • Il cortile interno: spingi lo sguardo verso il cortile colonnato, cuore della vita domestica, dove ritorna l'ordine sereno del Quattrocento fiorentino.
  • Il cornicione di coronamento: individua il cornicione che corona l'edificio e ne afferma la massa cubica, silhouette caratteristica del palazzo toscano.
  • La posizione urbana: dalla piccola piazza che porta il suo nome, misura come il palazzo dialoghi con Via de' Tornabuoni, l'arteria delle grandi famiglie.

Storia e contesto

Giuliano da Maiano, intagliatore e architetto, appartiene alla generazione che codificò il tipo del palazzo fiorentino dopo Michelozzo. L'edificio, adattato nei secoli, ha conservato la fisionomia quattrocentesca.

Segreti e curiosità

La continuità familiare è qui l'aspetto più notevole: passato agli Antinori all'inizio del Cinquecento, il palazzo è rimasto associato a questa casata per una durata che poche dimore possono vantare. Rimaneggiamenti successivi, alcuni riferiti a Baccio d'Agnolo, hanno adattato l'edificio senza cancellarne la fisionomia. La sobrietà della facciata non è povertà ma scelta: a Firenze l'ostentazione era malvista.

Lo sapevi?

Rari sono i palazzi che portano da così tanto tempo il nome di una stessa famiglia: gli Antinori, insediatisi qui all'inizio del Cinquecento, vi sono rimasti legati per secoli, facendo del palazzo un punto fermo della topografia sociale fiorentina.

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