A pochi passi dall'Arno e dal ponte che ne porta il nome, Santa Trinita si affaccia su una piazza da sempre attraversata dalle grandi famiglie mercantili di Firenze. Chiesa schiva dietro la sua facciata di pietra grigia, riserva a chi ne varca la soglia uno dei percorsi più istruttivi della città: qui si legge, quasi a libro aperto, il trapasso dal gotico fiorentino al Rinascimento e poi al manierismo di fine Cinquecento. Fondata da un ordine monastico nato tra i boschi dell'Appennino, servì da santuario a banchieri come i Sassetti e i Bartolini Salimbeni, che vi lasciarono cappelle tra le più belle di tutta la Toscana.
La chiesa vallombrosana e la facciata del Buontalenti
Santa Trinita è la chiesa madre fiorentina dell'ordine dei Vallombrosani, congregazione benedettina riformata fondata nell'XI secolo da san Giovanni Gualberto tra le foreste montane a est di Firenze, presso Vallombrosa. Questa tutela monastica spiega il carattere insieme austero e raffinato del luogo: la chiesa fu dapprima un edificio romanico, di cui restano tracce, prima di essere ricostruita in età gotica. È proprio questa campagna medievale a dare all'interno la fisionomia attuale, con una navata slanciata, archi a sesto acuto e una struttura di pilastri tipicamente toscana, sobria e verticale.
Il contrasto si fa netto quando si torna sulla piazza: la facciata è opera assai più tarda e di tutt'altro spirito. Si deve a Bernardo Buontalenti, uno degli architetti e scenografi più inventivi della Firenze medicea, e fu realizzata negli anni 1593-1594 (datazione da confermare, vedi aVerifier). La sua composizione manierista, scandita in registri sovrapposti, con volute, timpani e un sapiente gioco di piani, appartiene in pieno alla fine del Cinquecento: riveste un corpo gotico di un abito di pietra decisamente moderno per l'epoca. Questo scarto non ha nulla di casuale; è anzi uno dei fascini di Santa Trinita, dove tre età dell'architettura fiorentina — il romanico sepolto, il gotico della navata, il manierismo della facciata — convivono su un solo edificio.
Davanti alla chiesa, al centro della piazza, si erge la Colonna della Giustizia. Si tratta di una colonna antica in granito proveniente dalle terme di Caracalla a Roma, donata a Cosimo I de' Medici da papa Pio IV ed eretta qui nel Cinquecento. È sormontata da una statua allegorica della Giustizia. Questo monumento, che commemora un episodio politico della storia medicea, radica la chiesa nel tessuto urbano e ricorda quanto questa piazza sia stata un luogo di memoria per la città.
La Cappella Bartolini Salimbeni: Lorenzo Monaco
Il tesoro più prezioso di Santa Trinita è forse la Cappella Bartolini Salimbeni, decorata per questa ricca famiglia di mercanti. Vi si ammira il grande ciclo di affreschi dedicato alle Storie della Vergine, opera del pittore Lorenzo Monaco, monaco camaldolese e uno dei più grandi maestri fiorentini della sua generazione. Questi affreschi, eseguiti attorno al 1420-1425 (datazione da confermare), sono un vertice del tardo gotico internazionale: colori chiari e preziosi, linee ondulate, eleganza dei panneggi e raffinatezza decorativa vi prevalgono sul naturalismo nascente che altri, negli stessi anni, cominciavano a esplorare.
La cappella conserva inoltre, sull'altare, la pala dell'Annunciazione dipinta dallo stesso Lorenzo Monaco, la cui dolcezza luminosa e la composizione ritmata prolungano lo spirito degli affreschi. L'insieme costituisce un raro esempio di decorazione omogenea, concepita d'un solo getto, in cui l'architettura della cappella, gli affreschi murali e la pala d'altare dialogano tra loro. Per chi visita, questa cappella offre un'immersione nel gusto fiorentino degli anni Venti del Quattrocento, poco prima che la rivoluzione della prospettiva e del volume si imponesse in modo duraturo.
Altri tesori: Luca della Robbia, la Cappella Sassetti
Santa Trinita custodisce diverse opere maggiori della scultura del Quattrocento. La più celebre è la tomba del vescovo Benozzo Federighi, capolavoro di Luca della Robbia. Questo monumento funebre associa la figura giacente del prelato a una cornice di terracotta invetriata policroma, specialità che ha reso celebre la bottega dei della Robbia: una ghirlanda di fiori e frutti dallo splendore cromatico notevole circonda il sepolcro, sposando la nobiltà del marmo alla vivacità della ceramica. È una delle opere in cui l'invenzione tecnica e la sensibilità decorativa di Luca della Robbia si esprimono con maggiore felicità.
Vi si trova anche una impressionante Maddalena penitente in legno, figura scarna e intensamente espressiva. Fu iniziata da Desiderio da Settignano e portata a termine, dopo la morte di quest'ultimo, da Benedetto da Maiano; la parte esatta spettante a ciascuno dei due scultori resta discussa (vedi aVerifier). L'opera, vicina per spirito alla celebre Maddalena di Donatello, testimonia il gusto della seconda metà del Quattrocento per una devozione drammatica e un realismo quasi doloroso.
Infine, Santa Trinita ospita la famosa Cappella Sassetti, decorata da Domenico Ghirlandaio per il banchiere Francesco Sassetti, con il suo celebre ciclo di affreschi e la pala dell'Adorazione dei pastori. Questa cappella, uno degli insiemi più ammirati della pittura fiorentina, è oggetto di una scheda dedicata su HitsMap: qui ci limitiamo a segnalarla, tanto merita da sola una trattazione completa.
Cosa vedere assolutamente
- La facciata manierista del Buontalenti (1593-1594) applicata a una chiesa gotica: tre età dell'architettura in un solo edificio.
- Gli affreschi delle Storie della Vergine e la pala dell'Annunciazione di Lorenzo Monaco nella Cappella Bartolini Salimbeni.
- La tomba Federighi di Luca della Robbia, con la sua cornice di terracotta invetriata fiorita.
- La Maddalena penitente in legno di Desiderio da Settignano e Benedetto da Maiano.
- Sulla piazza, la Colonna della Giustizia, colonna antica dalle terme di Caracalla donata da Pio IV (e, per una visita più lunga, la Cappella Sassetti del Ghirlandaio).
Informazioni pratiche
Santa Trinita sorge sulla Piazza Santa Trinita, all'estremità di Via de' Tornabuoni e vicino al Ponte Santa Trinita, nel pieno centro storico di Firenze. La chiesa resta un luogo di culto: un abbigliamento decoroso e il silenzio sono d'obbligo, e alcune cappelle possono essere chiuse o ad accesso limitato in occasione delle funzioni. Gli orari di apertura e le eventuali condizioni di accesso alle cappelle sono da verificare prima della visita (vedi aVerifier). L'accesso alla navata è di norma libero; per alcune cappelle può essere previsto un impianto di illuminazione a pagamento.
Quiz
- Di quale ordine monastico Santa Trinita è la chiesa madre a Firenze? L'ordine dei Vallombrosani (di Vallombrosa).
- Quale artista ha dipinto il ciclo delle Storie della Vergine nella Cappella Bartolini Salimbeni? Lorenzo Monaco, nello stile del tardo gotico internazionale.
- Da quale monumento antico proviene la colonna eretta sulla piazza davanti alla chiesa? Dalle terme di Caracalla a Roma, colonna donata da papa Pio IV.

