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Rinascimento italiano

Basilica di San Miniato al Monte: la chiesa romanica che custodisce un capolavoro del Rinascimento

Florence

Basilica di San Miniato al Monte: la chiesa romanica che custodisce un capolavoro del Rinascimento

Arroccata su una collina a sud dell'Arno, a due passi dal Piazzale Michelangelo, San Miniato al Monte veglia su Firenze da quasi mille anni. È uno degli edifici romanici più belli della Toscana, un'abbazia benedettina la cui facciata geometrica in marmo verde e bianco si scorge da ogni punto della città. Ma chi ama il Rinascimento sale fin quassù anche per una ragione ben precisa: la basilica racchiude una delle sintesi più perfette dell'arte del Quattrocento fiorentino, la Cappella del Cardinale del Portogallo. Questa scheda adotta quindi un'inquadratura onesta: l'involucro è romanico, il gioiello è rinascimentale, ed è proprio dal loro incontro che nasce l'emozione.

La basilica romanica: facciata geometrica e panorama

San Miniato al Monte è dedicata a san Miniato (Minias), che la tradizione indica come il primo martire di Firenze. La costruzione dell'edificio attuale risale all'XI secolo e si protrae fino al XIII, all'apice del romanico fiorentino. L'abbazia fu dapprima benedettina, poi passò ai monaci olivetani, che ancora oggi la abitano.

La facciata è un manifesto di ciò che si è soliti chiamare «romanico fiorentino» o «proto-Rinascimento toscano»: un rivestimento in marmo verde di Prato e marmo bianco di Carrara, organizzato in scomparti geometrici di un rigore quasi astratto. Archi, losanghe, rettangoli e colonnine compongono una scacchiera sapiente, la stessa grammatica decorativa che ritroviamo nel Battistero di Firenze. Questa geometria «intarsiata» impressionò a tal punto i fiorentini del Medioevo che la credevano di origine antica. In cima alla facciata brilla un mosaico a fondo oro raffigurante il Cristo in maestà tra la Vergine e san Miniato, opera che prolunga la tradizione bizantina nella Firenze medievale.

All'interno, lo spazio si articola in tre navate, con un coro rialzato al di sopra di un'ampia cripta, secondo una disposizione tipicamente romanica. Il pavimento in marmo intarsiato, ornato di motivi animali e di segni zodiacali, è tra i più celebri del periodo. Dal sagrato, il panorama sui tetti di Firenze, sul Duomo e su Palazzo Vecchio è uno dei più belli della città.

La Cappella del Cardinale del Portogallo: capolavoro del Rinascimento

Sul fianco sinistro della navata si apre la cappella che fa di San Miniato una tappa obbligata di ogni itinerario rinascimentale. La Cappella del Cardinale del Portogallo fu edificata tra il 1461 e il 1466 come cappella funeraria di Giacomo di Lusitania (Jacopo di Lusitania), giovane cardinale di origine portoghese morto a Firenze nel 1459, all'età di soli venticinque anni (data da verificare). La sua morte prematura, mentre soggiornava in città, indusse la sua casa e le autorità ecclesiastiche a offrirgli un monumento all'altezza della raffinatezza fiorentina.

Ciò che rende la cappella eccezionale è la sua concezione come opera d'arte totale: architettura, scultura e pittura vi sono pensate insieme, da una squadra dei migliori artisti del momento, per formare un insieme di rara coerenza. Vi si entra come in uno scrigno in cui ciascuna disciplina risponde alle altre.

L'architettura è attribuita ad Antonio Manetti, allievo e continuatore di Brunelleschi. La pianta è quella di una cappella a croce greca coperta da una cupola, uno spazio limpido e misurato che applica i principi di proporzione messi a punto dalla prima Rinascita fiorentina. Manetti riprende il vocabolario brunelleschiano — lesene, cornici, archi a tutto sesto, il gioco del grigio della pietra serena sul bianco delle pareti — ma qui lo orchestra al servizio di una funzione commemorativa e spirituale. La luce, la geometria e la decorazione concorrono a celebrare la memoria del giovane cardinale.

La decorazione: Rossellino, della Robbia, Pollaiolo, Baldovinetti

La cupola della cappella è ornata da una decorazione in terracotta invetriata dovuta a Luca della Robbia, inventore di quella tecnica che rese celebre la sua bottega. Cinque medaglioni vi dispiegano una composizione dominata dal bianco, dall'azzurro, dal verde, dal giallo e dal viola: al centro lo Spirito Santo, circondato dalle quattro Virtù cardinali. Questo soffitto invetriato, uno dei vertici dell'arte robbiana, dona all'insieme una freschezza cromatica e una luminosità che contrastano con la gravità del tema funerario.

Contro la parete di destra si erge la tomba del cardinale, scolpita da Antonio Rossellino. Il giovane prelato vi è raffigurato disteso sul letto di parata, come addormentato nella morte, mentre alcuni angeli vegliano e una Madonna con il Bambino appare in un medaglione al di sopra di lui. Questo monumento funebre è tra i più ammirati della scultura fiorentina del Quattrocento per la dolcezza del modellato e l'equilibrio della composizione, che fissa durevolmente il modello della tomba umanistica.

Sopra l'altare, la pala che raffigura i santi Giacomo, Eustachio e Vincenzo è opera dei fratelli Pollaiolo (Antonio e Piero). Attenzione però: l'originale è oggi conservato alla Galleria degli Uffizi, ed è una copia quella che si vede in loco (da verificare). I tre santi, dalle pose eleganti e dall'anatomia studiata, illustrano la virtuosità grafica caratteristica della bottega dei Pollaiolo.

Infine, l'affresco dell'Annunciazione, su una delle pareti della cappella, è dovuto ad Alesso Baldovinetti. La sua tavolozza delicata e il suo senso dello spazio completano questo dialogo tra le arti. Riuniti in un medesimo luogo, Manetti, della Robbia, Rossellino, i Pollaiolo e Baldovinetti offrono un panorama vivo del meglio della Firenze dei Medici.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata in marmo verde di Prato e bianco, con la sua geometria intarsiata e il mosaico dorato del Cristo in maestà in cima.
  • La Cappella del Cardinale del Portogallo (1461-1466), da guardare come un insieme: architettura di Manetti, scultura, pittura e ceramica riunite.
  • La cupola con i cinque medaglioni in terracotta invetriata di Luca della Robbia, con lo Spirito Santo e le Virtù cardinali.
  • La tomba del cardinale Giacomo di Lusitania di Antonio Rossellino, modello del monumento funebre umanistico.
  • Il pavimento in marmo intarsiato della navata e il panorama su Firenze dal sagrato.

Informazioni pratiche

San Miniato al Monte sorge in cima a una collina sulla riva sud dell'Arno, a pochi minuti a piedi sopra il Piazzale Michelangelo, da cui si raggiunge la basilica per una scalinata e una rampa fiancheggiate da cipressi. La salita a piedi dal centro storico, attraverso la Porta San Miniato e i giardini, fa parte dell'esperienza: il panorama sulla città ricompensa la fatica. L'edificio resta un monastero olivetano in attività: è richiesto un abbigliamento decoroso e i monaci celebrano l'ufficio, talvolta in canto gregoriano. Orari e giorni di apertura sono da verificare prima della visita presso la basilica.

Quiz

  1. Qual è lo stile architettonico della basilica in sé?
  • a) Gotico
  • b) Romanico (romanico fiorentino)
  • c) Barocco
  1. A chi è dedicata la Cappella del Cardinale del Portogallo?
  • a) Al cardinale Giacomo di Lusitania, giovane prelato portoghese morto a Firenze
  • b) A Lorenzo de' Medici
  • c) A san Miniato
  1. Quale artista realizzò la cupola in terracotta invetriata della cappella?
  • a) Antonio Rossellino
  • b) Luca della Robbia
  • c) Alesso Baldovinetti