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Rinascimento italiano

Casa Buonarroti, il santuario di famiglia di Michelangelo

Florence

Casa Buonarroti, il santuario di famiglia di Michelangelo

Nel quartiere di Santa Croce, a Firenze, la Casa Buonarroti occupa un insieme di edifici nato dalle proprietà che Michelangelo acquistò in vita lungo l'attuale via Ghibellina. Il maestro non vi abitò quasi mai, eppure la dimora divenne, per mano dei suoi discendenti, un vero e proprio santuario alla sua memoria. Oggi vi si ammirano due marmi giovanili dello scultore, una galleria dipinta in suo onore nel Seicento e uno straordinario fondo di disegni autografi. Piccolo per dimensioni, questo museo è immenso per quello che rivela delle origini del genio e del modo in cui una famiglia ha costruito, con pazienza, la leggenda del suo membro più illustre.

La casa di una dinastia di artisti

Michelangelo Buonarroti si preoccupò per tutta la vita del prestigio e del patrimonio della propria famiglia, di cui gli premeva innalzare il rango. Fu con questo intento che acquistò, nel quartiere di Santa Croce, diverse proprietà situate lungo l'attuale via Ghibellina. Quei beni, riuniti e tramandati, formarono il nucleo di ciò che sarebbe diventata la Casa Buonarroti. Occorre però liberarsi da un equivoco diffuso: Michelangelo, che trascorse gran parte della maturità tra Firenze e Roma per poi morire nella Città eterna, non abitò davvero questa casa così come oggi la si visita. Il luogo deve il suo volto agli eredi.

Il principale artefice di questa trasformazione fu il pronipote dell'artista, Michelangelo Buonarroti il Giovane, letterato fiorentino del Seicento. Desideroso di celebrare la memoria del prozio e di fissarne la gloria per i posteri, egli decise di trasformare la dimora di famiglia in un monumento dedicato al grande uomo. Raccolse le opere e i ricordi conservati dai Buonarroti e commissionò ai pittori fiorentini del suo tempo un apparato decorativo destinato a esaltare la figura di Michelangelo. La Casa Buonarroti è dunque un oggetto duplice: uno scrigno di opere autentiche del Rinascimento e, insieme, una messa in scena commemorativa del Seicento. Questa dualità, preziosa per lo storico, invita il visitatore a distinguere di continuo ciò che appartiene alla mano stessa di Michelangelo da ciò che appartiene al culto che la famiglia gli tributò. Nel corso dei secoli la dimora rimase proprietà della stirpe, fino al lascito alla Città di Firenze, che ne fece un'istituzione museale.

I due rilievi giovanili di Michelangelo

Il cuore pulsante della Casa Buonarroti sono due piccoli rilievi in marmo, opere giovanili che lo scultore custodì gelosamente e che figurano tra le più commoventi testimonianze dei suoi esordi.

Il primo è la Madonna della Scala, di norma collocata attorno al 1490 (datazione da confermare). Michelangelo è ancora un adolescente, eppure già padrone di una tecnica ereditata da Donatello: lo stiacciato, quel rilievo « schiacciato », di estrema finezza, in cui i piani più lontani sono suggeriti soltanto da impercettibili variazioni di spessore del marmo. La Vergine, monumentale e grave, siede di profilo; sullo sfondo si intravede una scala, motivo enigmatico che ha alimentato molte interpretazioni. Vi si leggono già la gravità scultorea e la potenza interiorizzata che diventeranno la cifra del maestro.

Il secondo rilievo, la Battaglia dei Centauri— talvolta detta dei Lapiti —, si data abitualmente attorno al 1492 (da verificare). L'opera, rimasta incompiuta, è di tutt'altra vena: un groviglio ribollente di corpi nudi, avvinti in una mischia densa e impetuosa. Il giovane scultore, ancora vicino all'entourage di Lorenzo il Magnifico e all'umanesimo fiorentino, vi rivela la sua passione per l'antico e per il nudo eroico, materia prima di tutta la sua arte a venire. Questo marmo, rimasto grezzo lungo i bordi, dove si avverte la lotta dell'artista con la pietra, Michelangelo lo tenne accanto a sé per tutta la vita: vi vedeva, dice la tradizione, una delle prove migliori di ciò che avrebbe potuto realizzare se non avesse disperso il proprio genio su tanti cantieri. I due rilievi offrono così una sintesi folgorante dei due poli della sua ispirazione: la dolcezza meditativa dellaMadonnae l'energia titanica dellaBattaglia.

La galleria in gloria dell'artista; disegni e modelli

Al piano nobile, Michelangelo il Giovane fece allestire una successione di sale di rappresentanza, tra cui la celebre Galleria, apparato dipinto concepito come un omaggio sistematico al grande uomo. I pittori fiorentini del Seicento vi svilupparono un programma di allegorie ed episodi tratti dalla vita di Michelangelo, mostrandolo onorato da papi e principi, circondato dalle virtù e dalle arti. Questo apparato è un documento prezioso sulla fabbrica della gloria artistica nel Seicento: non risale al Rinascimento e va etichettato con chiarezza come allestimento posteriore (l'esatta portata degli interventi seicenteschi resta da precisare). Non per questo cessa di essere uno dei primi grandi monumenti eretti alla memoria di un artista, in un momento in cui si afferma l'idea del pittore-scultore come eroe del genio.

La collezione riunisce inoltre pezzi di primaria importanza per la conoscenza dell'opera di Michelangelo. Il più spettacolare è il grande modello in legno per il progetto della facciata della basilica di San Lorenzo, cantiere fiorentino voluto dai Medici e che il maestro non poté mai realizzare: questa maquette dà corpo a una delle sue ambizioni architettoniche rimaste lettera morta. Si conserva inoltre un insieme notevole di disegni autografi — studi di figure, progetti di architettura, schizzi preparatori — che figurano tra i tesori del fondo. Per la loro estrema fragilità, questi fogli non sono esposti in permanenza: vengono presentati a rotazione, in allestimenti temporanei, per preservarli dalla luce (modalità di rotazione da verificare). Il museo custodisce anche varie sculture, busti e oggetti legati alla memoria familiare, oltre a un Crocifisso ligneo talvolta ricondotto a Michelangelo, la cui attribuzione resta discussa (da verificare).

Cosa vedere assolutamente

  • La Madonna della Scala(1490 ca.), rilievo instiacciato di ispirazione donatelliana, capolavoro della prima giovinezza.
  • La Battaglia dei Centauri (1492 ca.), marmo incompiuto e impetuoso che Michelangelo conservò per tutta la vita.
  • Il modello in legno per la facciata di San Lorenzo, testimonianza di un'opera architettonica mai realizzata.
  • La Galleria decorata nel Seicento, monumento dipinto in gloria dell'artista (allestimento posteriore, da distinguere dalle opere rinascimentali).
  • I disegni autografi di Michelangelo, presentati a rotazione per ragioni di conservazione.

Informazioni pratiche

La Casa Buonarroti si trova in via Ghibellina, nel quartiere di Santa Croce, a breve distanza dall'omonima basilica. Museo di facile accesso nel cuore del centro storico, costituisce un complemento ideale alla visita dei grandi luoghi michelangioleschi di Firenze (Galleria dell'Accademia, Sagrestia Nuova di San Lorenzo, Bargello). Per gli orari di apertura, le tariffe e le eventuali chiusure settimanali, si rimanda alle informazioni ufficiali aggiornate, che possono variare a seconda della stagione.

Quiz

  1. Quale rilievo giovanile di Michelangelo è eseguito in stiacciato, tecnica ereditata da Donatello? La Madonna della Scala
  2. Chi trasformò, nel Seicento, la casa in un monumento a celebrazione della gloria di Michelangelo? Il pronipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane.
  3. Quale grande modello in legno, conservato nel museo, corrisponde a un progetto architettonico mai realizzato da Michelangelo? Il modello per la facciata della basilica di San Lorenzo.