Come gli altri tre santi, il Pietro rientra nel contratto firmato il 19 giugno 1501 per guarnire le nicchie dell'altare di Bregno. Fu eseguito tra il 1501 e il 1504, periodo in cui Michelangelo, assorbito dal David e da altre commissioni, condusse il compito senese solo a metà e si appoggiò ad assistenti. Michelangelo si era impegnato su una serie ben più numerosa (quattordici o quindici statue); solo quattro videro la luce. La critica discute ancora il grado di intervento personale del maestro su ciascuna, e il Pietro è spesso citato tra i meno autografi.
Elementi notevoli
Una statua di marmo a figura intera, di formato ridotto, eretta in una nicchia dell'altare: un uomo anziano e barbuto, avvolto in una pesante toga, in un atteggiamento composto, quasi frontale. Il corpo è solido, un poco massiccio, contenuto dallo spazio della nicchia. La barba e la capigliatura sono lavorate, il volto segnato dall'età, improntato a severità. Regge tradizionalmente le chiavi, attributo dell'apostolo. Rispetto al vicino san Paolo, la figura appare più trattenuta, più convenzionale — è una di quelle in cui la mano degli assistenti può aver pesato di più.
Significato
Questo san Pietro è uno dei quattro marmi del giovane Michelangelo all'altare Piccolomini. Meno celebre del san Paolo, conta però come testimone degli esordi del maestro, colto tra la Pietà romana e il David. La sua relativa sobrietà alimenta proprio il dibattito sulla parte della bottega: là dove il Paolo pare tutto di Michelangelo, il Pietro potrebbe dovere di più a collaboratori al lavoro sui suoi modelli. La statua vale così come pezzo di un dossier appassionante: dove finisce il maestro, dove comincia l'aiuto?
Simbolismo e lettura iconografica
Pietro, il pescatore divenuto « pietra » su cui il Cristo edifica la sua Chiesa, primo papa, reca le chiavi del Regno — potere di legare e di sciogliere. Su un altare funebre commissionato da un futuro papa, la sua presenza non è neutra: afferma la continuità dell'autorità petrina di cui il cardinale Piccolomini, presto Pio III, sarà depositario. Di fronte a Paolo, apostolo delle genti, Pietro apostolo della Chiesa forma la coppia fondatrice del cristianesimo: le due colonne di Roma che incorniciano la pietà di un principe della Chiesa.
La parola alla guida
Individuatelo nelle nicchie inferiori dell'altare, a sinistra Cercate le chiavi nelle sue mani: indicano l'apostolo Pietro, custode delle porte del Cielo. Osservate la sua statura, più pesante e più statica di quella del san Paolo di fronte: questo contrasto è prezioso, perché è confrontando le quattro figure che gli storici tentano di distinguere la mano del maestro da quella degli aiuti. Prendetevi il tempo del faccia a faccia: anche « di bottega », questo Pietro resta uscito dal cantiere di un Michelangelo di ventisei anni.
Segreti e misteri
- Spesso ritenuto tra i meno autografi dei quattro: la mano degli assistenti vi avrebbe pesato di più.
- Forma, col san Paolo di fronte, la coppia degli apostoli fondatori di Roma.
- Come i tre vicini, fu scolpito negli anni del David (1501-1504).
- La serie prevista dal contratto contava molte più statue; solo quattro furono consegnate.
- A lungo poco notati, i quattro santi hanno riguadagnato visibilità dopo una recente pulitura.
Analisi delle emozioni
L'emozione, qui, è più sorda che davanti al san Paolo, ed è istruttivo: si avverte la misura, una solennità un poco irrigidita, quella di una commissione onorata senza fervore. Ma l'occhio esperto vi trova il suo: sapere di essere forse davanti al lavoro congiunto di un giovane genio e dei suoi aiuti dà alla statua un'emozione d'indagine, quasi da detective. Si scruta, si confronta, si cerca la mano del maestro in una piega, in un osso della mano, in un accento del volto. È l'emozione paziente del conoscitore, più che il rapimento del capolavoro.
Lo sapevi?
Il san Pietro condivide la sorte dell'intero altare Piccolomini: quella di una commissione onorata a metà. Michelangelo aveva promesso una serie; assorbito dal David e dalla gloria nascente, sbrigò il compito senese e lo affidò in parte ad assistenti. Per questo gli storici, ancora oggi, si dividono davanti a questi quattro marmi: quali sono davvero « di sua mano »? Il Pietro è spesso collocato tra le figure di bottega — il che, lungi dallo squalificarlo, ne fa un prezioso termine di paragone per misurare, per contrasto, il genio dello scultore vicino.

