Il bronzo è più spesso datato agli anni Quaranta del Quattrocento, ma le proposte vanno dagli anni Venti agli anni Sessanta: l'assenza di documenti certi lascia aperta la questione. Lo si attribuisce di solito a una commissione di Cosimo de' Medici. La prima menzione sicura lo colloca nel 1469 nel cortile di Palazzo Medici, su una colonna. Cacciati i Medici nel 1494, la Repubblica trasferì la statua a Palazzo della Signoria. Entrò al Bargello nel 1865.
Elementi notevoli
Un giovane nudo, quasi un adolescente, sta in piedi con il peso su una gamba, l'altro piede posato sulla testa mozzata di Golia. Indossa soltanto un cappello da pastore ornato d'alloro e degli stivaletti: per il resto, la nudità è totale. In una mano la spada del gigante, nell'altra la pietra. Il corpo è liscio, quasi femmineo, l'anca sbilanciata, lo sguardo abbassato, pensoso. Il bronzo lucido raccoglie la luce sul ventre e sulle cosce. Un dettaglio turbante: una piuma dell'elmo di Golia risale lungo la gamba di David e ne sfiora l'interno coscia.
Significato
È il primo nudo maschile a tutto tondo — una statua concepita per essere girata intorno, svincolata da ogni parete — dall'Antichità. Qui sta la rottura: Donatello non decora più una facciata, ma resuscita la statuaria libera degli Antichi e la applica a un eroe biblico. Questo David non ha nulla del guerriero; è un efebo vittorioso per grazia quanto per forza, che medita sulla vittoria. Collocato nel cortile di Palazzo Medici, divenne emblema di una famiglia e di una città che amavano sognarsi come David che abbatte i giganti.
Simbolismo e lettura iconografica
David che abbatte Golia è la vittoria del debole sul forte, del giusto sul tiranno — tema che la Firenze repubblicana fece proprio. Presso i Medici serviva anche la loro leggenda: la città (e la famiglia) come giovane eroe protetto da Dio. La nudità rimanda agli eroi e agli dèi antichi; l'alloro del cappello evoca la gloria e, forse, il nome dei Medici mecenati. La testa mozzata del gigante, enorme e vinta, ricorda che l'orgoglio dei potenti cade davanti all'eletto.
La parola alla guida
Girategli intorno: qui nulla è fatto per una sola veduta. Avvicinatevi e seguite la lunga piuma dell'elmo di Golia che sale contro la gamba di David — un dettaglio sensuale, a lungo discusso, che ancora spiazza. Guardate il volto sotto l'ampia tesa del cappello: è assente, quasi sognante, lontanissimo dal trionfo. Notate infine la materia: il bronzo non imita la pelle, la sublima, lucido come uno specchio scuro. Cercate la tenera sproporzione tra questo corpo di fanciullo e l'enorme testa barbuta del vinto, ai suoi piedi.
Segreti e misteri
- Primo nudo maschile a tutto tondo dall'Antichità: una statua pensata per essere aggirata, non addossata a un muro.
- La datazione resta incerta (anni 1420-1460) per mancanza di documenti: il consenso propende per il ~1440.
- La piuma dell'elmo di Golia che risale lungo la coscia di David alimenta da tempo il dibattito sulla sensualità dell'opera.
- Eretto nel cortile di Palazzo Medici su una colonna, passò a Palazzo della Signoria dopo la caduta dei Medici (1494).
- Entrato al Bargello nel 1865.
Analisi delle emozioni
Ci si aspetta un eroe e si incontra un adolescente pensieroso, quasi malinconico, come sorpreso da ciò che ha appena compiuto. La grazia ambigua del corpo, il contrasto tra la sua dolcezza e la brutalità della testa mozzata creano un disagio fecondo: la vittoria non ha nulla di glorioso, è strana, intima, silenziosa. Il bronzo scuro e liscio aggiunge una sensualità inattesa. Si esce con una domanda più che con una certezza — cosa che, per un'opera del primo Rinascimento, è di una modernità sorprendente.
Lo sapevi?
A lungo questo David nudo e languido ha messo a disagio: generazioni di commentatori hanno inciampato sulla sua sensualità, un efebo che medita su un cadavere anziché esultare. Eppure la statua troneggiava nel cuore del potere mediceo, nel cortile dove passavano ospiti e ambasciatori. Caduta la famiglia nel 1494, la Repubblica si affrettò a recuperare l'emblema per il proprio palazzo: lo stesso bronzo servì di volta in volta la gloria di una dinastia e quella della città che l'aveva cacciata.

