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Rinascimento italiano

Palazzo Porto in Piazza Castello

Vicence

Palazzo Porto in Piazza Castello

In piazza Castello, all'ingresso occidentale di Vicenza, sorge uno dei cantieri più suggestivi del Rinascimento italiano: un palazzo mai finito. Intorno al 1571 Alessandro Porto commissiona ad Andrea Palladio una dimora di rappresentanza, negli anni in cui l'architetto, all'apice della fama dopo la pubblicazione nel 1570 dei Quattro Libri dell'architettura, ridisegna il volto della sua città. Il progetto, ambizioso, prevedeva probabilmente una facciata di sette campate; per svilupparla si sarebbe dovuta demolire a poco a poco la vecchia casa quattrocentesca dei Porto, ancora addossata a sinistra. Furono però innalzate solo due campate. Le ragioni dell'abbandono restano oscure. Morto Palladio nel 1580, sarà Vincenzo Scamozzi a chiudere alla meglio questo frammento. Ciò che resta non è una rovina ma un troncone monumentale, una porzione di palazzo eretta come una frase interrotta a metà parola.

Cosa vedere

  • Il frammento di facciata sulla piazza: due sole campate, ma di altezza schiacciante. Osservate l'ordine gigante, le colonne-lesene che salgono in un solo slancio per tutta l'altezza: è la firma della maturità di Palladio.
  • Il raccordo brusco a sinistra: dove il palazzo nuovo si interrompe, si appoggia ancora alla vecchia casa Porto del Quattrocento. Questa cucitura visibile prova che il grande palazzo doveva inghiottire l'antico, campata dopo campata.
  • La potenza del basamento: notate come il pianterreno sia trattato da massiccio sostegno, zoccolo del corpo nobile.
  • Il ritmo delle aperture: finestre incorniciate, trabeazioni marcate. Immaginate l'insieme moltiplicato per sette.
  • Il cielo sopra il frammento: è questo vuoto a fare la bellezza del luogo.

Storia e contesto

Il progetto non compare nei Quattro Libri del 1570, segno che fu ideato subito dopo, negli ultimissimi anni dell'architetto. Alla morte di Palladio l'incarico di completamento passò a Vincenzo Scamozzi, suo erede spirituale.

Segreti e curiosità

Il palazzo è talvolta detto Palazzo Porto Breganze, dal nome di una famiglia proprietaria successiva. Scamozzi, esecutore di più cantieri palladiani rimasti incompiuti (tra cui il Teatro Olimpico), si era fatto una specialità nel chiudere le frasi lasciate in sospeso dal maestro.

Lo sapevi?

Questo troncone è spesso chiamato il "torso" di Palladio, per analogia con i torsi antichi mutili ammirati come capolavori nonostante le membra mancanti. Come il Torso del Belvedere, vale più per ciò che suggerisce che per ciò che mostra: due campate bastano a far immaginare il palazzo intero, mai nato.

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