Sulla Piazza dei Signori di Vicenza, una possente facciata di mattoni rossastri e di stucco si erge di fronte al candore della Basilica palladiana. Questa loggia, nota come Loggia del Capitaniato o Loggia Bernarda, sarebbe tra le ultime opere che Andrea Palladio abbia concepito nella sua città. Rimasta incompiuta, è considerata uno dei manifesti più eloquenti della sua maniera tarda.
La Piazza dei Signori e la loggia del capitano veneziano
La Loggia del Capitaniato si erge sul lato settentrionale della Piazza dei Signori, la piazza che fu il cuore civico di Vicenza. Doveva, a quanto pare, servire da sede e da loggia di rappresentanza per il capitanio, il magistrato che la Repubblica di Venezia delegava nella città per esercitarvi, accanto al podestà, le funzioni militari e politiche. Vicenza apparteneva allora da più di un secolo alla Terraferma veneziana, e l'edificio affermava così, nel centro della città, la presenza del potere della Serenissima.
Il soprannome di « Loggia Bernarda » rimanderebbe al capitano in carica al momento del cantiere, un patrizio veneziano della famiglia Bernardo. L'opera sarebbe stata intrapresa intorno al 1571-1572, in un momento in cui Palladio, ormai anziano e coperto di onori, dirigeva numerosi cantieri in Veneto.
Palladio e l'ordine gigante composito
L'impostazione architettonica segna una rottura con la loggia vicina della Basilica. Là dove quest'ultima sovrappone ordini modesti scanditi dalla « serliana », la Loggia del Capitaniato adotterebbe un ordine gigante: possenti semicolonne addossate, di ordine composito, salgono per tutta l'altezza della facciata per abbracciare in un unico slancio i due livelli dell'edificio.
A questa monumentalità contribuisce la materia stessa. La facciata è realizzata in mattoni a vista e in stucco, materiali che consentono un rilievo accentuato e un modellato quasi scultoreo. Le semicolonne, il grande balcone del piano nobile, le trabeazioni cariche conferiscono all'insieme una plasticità e una densità che si tende volentieri a ricondurre all'ultimo periodo dell'architetto, più espressivo e più carico rispetto alle sue realizzazioni giovanili.
Il decoro e la memoria di Lepanto
La facciata si distingue per un'abbondante decorazione a stucco, il cui programma pare legato a un evento contemporaneo al cantiere: la vittoria navale di Lepanto, ottenuta nell'ottobre del 1571 dalla Lega Santa, alla quale Venezia aveva preso parte in modo decisivo, sulla flotta ottomana.
Si riconducono generalmente a questa celebrazione le figure allegoriche, i trofei d'armi e gli emblemi che ricoprono la facciata, in particolare sul suo fianco. Iscrizioni latine evocherebbero la vittoria e la gloria di Venezia. Così concepita, la loggia non avrebbe soltanto ospitato un magistrato: sarebbe divenuta un monumento commemorativo a gloria della Repubblica vittoriosa, esempio dell'architettura posta al servizio di un discorso politico.
L'opera incompiuta
La Loggia del Capitaniato che oggi si vede comprende soltanto tre campate. Il progetto sarebbe stato più ambizioso, dovendo l'edificio verosimilmente svilupparsi maggiormente in larghezza; il cantiere si sarebbe interrotto, lasciando l'opera troncata. Questa incompiutezza fa parte della storia del monumento: la facciata laterale, riccamente ornata, risulta quasi più spettacolare della facciata principale, proprio perché la composizione d'insieme non poté essere condotta a termine.
Questa parte di incompiutezza non ha impedito alla loggia di divenire un oggetto di studio costante per gli architetti, affascinati dalla densità della sua composizione e dalla libertà che Palladio vi assume nei confronti delle regole classiche che egli stesso aveva contribuito a codificare.
Il dialogo con la Basilica vicina: due maniere di Palladio
L'interesse maggiore della Piazza dei Signori risiede in questo confronto ravvicinato: in uno stesso spazio si rispondono due opere di Palladio, separate da buona parte della sua carriera. La Basilica palladiana, di cui egli aveva intrapreso l'involucro di logge già negli anni Quaranta del Cinquecento, illustra una prima maniera, chiara, regolare, fondata sulla ripetizione della serliana e su un gioco di ombra e di luce di grande serenità.
La Loggia del Capitaniato ne offrirebbe il contrappunto. Più tarda, più colorata, più densa, essa abbandona la misura a favore di un ordine gigante monumentale e di un decoro rigoglioso. Confrontare i due edifici sulla stessa piazza equivale così a percorrere, in pochi passi, l'evoluzione di uno degli architetti più influenti della storia, dal classicismo luminoso della maturità all'espressività carica degli ultimi anni.
Cosa vedere assolutamente
- L'ordine gigante composito di semicolonne addossate, che abbraccia tutta l'altezza della facciata.
- La materia di mattoni e stucco, che conferisce all'insieme il suo rilievo e il suo colore caldo.
- Il decoro allegorico legato alla vittoria di Lepanto, particolarmente sviluppato sulla facciata laterale.
- Il balcone del piano nobile, aperto sulla piazza.
- Il confronto ravvicinato con la Basilica palladiana, per cogliere in un solo sguardo due maniere di Palladio.
Informazioni pratiche
La Loggia del Capitaniato si erge sulla Piazza dei Signori, nel centro storico di Vicenza, in Veneto. L'edificio si ammira anzitutto dall'esterno, dalla piazza; ospiterebbe funzioni municipali, il che potrebbe limitare l'accesso all'interno. Vicenza è facilmente raggiungibile in treno da Venezia, Padova o Verona, e il suo centro si visita a piedi. Il monumento rientra nel bene UNESCO « La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto ». È prudente verificare in anticipo le condizioni di visita presso l'ufficio turistico locale.
Quiz
1. A quale architetto si deve la Loggia del Capitaniato?
- Michelangelo
- Andrea Palladio
- Donato Bramante
2. Quale evento si ritiene che il decoro della facciata celebri?
- La vittoria navale di Lepanto (1571)
- L'incoronazione di un doge
- La fondazione di Vicenza
3. Che cosa si erge di fronte alla loggia sulla Piazza dei Signori?
- La cattedrale di Vicenza
- La Basilica palladiana
- Il Teatro Olimpico

