Nel cuore di Vicenza, sulla piazza dei Signori, si erge un edificio che di "basilica" ha solo il nome: mai stata una chiesa, la Basilica Palladiana fu e rimane un edificio pubblico. Fu lo stesso Andrea Palladio a impiegare questo termine, con riferimento alle basiliche civili dell'antica Roma, quei vasti ambienti dove si trattavano gli affari pubblici e la giustizia. È qui, attorno a un palazzo medievale salvato dalla rovina grazie a un rivestimento marmoreo, che il giovane Palladio firmò il suo primo grande cantiere pubblico e appose una delle firme più imitate dell'architettura occidentale.
Il Palazzo della Ragione medievale e il concorso
Il nucleo dell'edificio è un palazzo pubblico del XV secolo, il Palazzo della Ragione, sede del governo comunale, sormontato dalla sua grande sala e circondato da logge. Verso l'inizio del XVI secolo, parte di queste gallerie esterne crollò, lasciando la città di fronte a un edificio indebolito che andava consolidato e rivestito.
Per diversi decenni, Vicenza sollecitò e mise a confronto i progetti di più architetti di fama — tra i nomi generalmente citati figurano maestri del primo Rinascimento italiano — senza che alcuna soluzione si imponesse durevolmente. Fu solo tra la fine degli anni 1530 e l'inizio degli anni 1540 che il consiglio cittadino si orientò verso il progetto di un architetto ancora giovane ma sostenuto dalle élite umanistiche locali: Andrea di Pietro della Gondola, detto Palladio. La decisione di affidargli l'incarico fu presa attorno al 1548-1549.
Palladio e la doppia loggia di marmo
A partire dal 1549, Palladio circonda l'antico palazzo con una doppia loggia sovrapposta in pietra chiara, una cintura che serve sia a puntellare la costruzione medievale, sia a conferirle una facciata regolare e monumentale. Due ordini di arcate aperte corrono così sui lati dell'edificio: ordine dorico in basso, ordine ionico al livello superiore, secondo la gerarchia classica degli ordini sovrapposti.
Il cantiere fu lungo: iniziato mentre Palladio era ancora in vita, proseguì ben oltre i suoi esordi e si concluse, nella sua parte essenziale, solo nei decenni successivi, con una parte dei lavori che probabilmente si protrasse oltre la morte dell'architetto (1580). L'insieme non offre per questo un'impressione meno rara di unità, tanto è rigoroso il principio compositivo adottato.
La "travata palladiana", o serliana
Il tratto di genio del progetto sta nel motivo che scandisce le logge: la "travata palladiana", detta anche serliana (dal nome dell'architetto e teorico Sebastiano Serlio, che l'aveva diffusa). Ogni campata associa un'apertura centrale coperta da un arco, sostenuto da due colonnine, affiancata su entrambi i lati da due aperture rettangolari più strette, architravate.
Questo accorgimento offriva una risposta elegante a una difficoltà molto concreta: le campate dell'antico palazzo non erano regolari. Giocando sulla larghezza delle aperture laterali pur mantenendo costanti gli archi, Palladio poté assorbire le irregolarità della costruzione medievale e presentare allo sguardo una facciata perfettamente cadenzata. La serliana divenne in seguito uno dei motivi più ripresi dell'architettura classica, fino all'Europa del Seicento e del Settecento.
Il salone e il tetto a carena
All'interno, l'edificio conserva il suo vasto salone unico al livello superiore, uno dei più grandi spazi coperti privi di appoggi intermedi della Vicenza del tempo. È protetto da un'alta copertura la cui forma, bombata e rovesciata, ricorda lo scafo di una nave capovolta — da cui l'immagine, spesso usata, del "tetto a carena". Oggi questa sala fa da cornice a grandi mostre temporanee.
Su un angolo dell'edificio veglia la Torre Bissara, alto campanile medievale anteriore all'intervento di Palladio, che compone insieme alle logge un profilo urbano immediatamente riconoscibile.
Il posto nell'opera di Palladio e l'UNESCO
La Basilica costituisce una tappa decisiva: è il cantiere che consolidò la reputazione di Palladio a Vicenza e gli aprì la strada verso i palazzi, le ville e le chiese che ne avrebbero fatto la gloria. Vi si legge già la sua ambizione principale — rifondare l'architettura moderna sulla grammatica antica — applicata questa volta a un problema di urbanistica e di consolidamento.
L'edificio è oggi iscritto, insieme all'insieme delle realizzazioni vicentine e venete dell'architetto, nel patrimonio mondiale con la denominazione "Vicenza e le ville palladiane del Veneto" (1994). Ne costituisce probabilmente il punto di ancoraggio urbano più spettacolare.
Cosa vedere assolutamente
- La serliana ripetuta: individuate l'apertura ad arco centrale incorniciata da due aperture rettangolari, e osservate come la loro larghezza vari discretamente da una campata all'altra.
- La sovrapposizione degli ordini: dorico al livello inferiore, ionico al livello superiore.
- Il tetto a carena visto dalla piazza dei Signori, e la sagoma della Torre Bissara che lo domina.
- Il salone del livello superiore, quando una mostra lo rende accessibile.
- Il contrasto tra il marmo chiaro delle logge e la massa del palazzo medievale che esse avvolgono.
Informazioni pratiche
- Dove: piazza dei Signori, nel centro storico di Vicenza (Veneto).
- Accesso esterno: le logge e la piazza si scoprono liberamente girando attorno all'edificio; è il punto di vista migliore sulla travata palladiana.
- Interno: il salone è generalmente aperto in occasione di mostre temporanee; l'accesso e le tariffe dipendono quindi dalla programmazione. È prudente verificare orari e condizioni prima della visita.
- Nei dintorni: la piazza dei Signori, la colonna con il Leone di San Marco e il centro monumentale di Vicenza, a sua volta ricco di realizzazioni palladiane.
Quiz
- Che cosa indica la "travata palladiana" (o serliana)?
- Un'apertura centrale ad arco, sostenuta da colonne, affiancata da due aperture rettangolari
- Una volta a botte decorata a cassettoni
- Una scala monumentale a doppia rampa
- Che cos'era in origine l'edificio rivestito da Palladio?
- Un palazzo pubblico medievale (Palazzo della Ragione)
- Una cattedrale romanica
- Un teatro antico
- Con quale denominazione l'edificio è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO?
- "Vicenza e le ville palladiane del Veneto" (1994)
- "Centro storico di Firenze"
- "Venezia e la sua laguna"

