Il Palazzo Thiene è uno dei luoghi più affascinanti di Vicenza perché porta l'impronta di due spiriti diversi: Giulio Romano, allievo di Raffaello e maestro del manierismo, e Andrea Palladio, allora giovane architetto in ascesa. Commissionato verso il 1542 dai ricchi fratelli Marcantonio e Adriano Thiene, il palazzo fu concepito, secondo gli studi più accolti, su un'idea di Giulio Romano chiamato da Mantova; Palladio, sul posto, ne sviluppò ed eseguì il progetto, sicché la paternità è condivisa e a lungo dibattuta. Il programma iniziale era smisurato, con un immenso palazzo su un intero isolato: ambizione mai realizzata, tanto che l'edificio è solo una parte del previsto.
Cosa vedere
- Il bugnato rustico della facciata: i blocchi sporgenti, scolpiti a forte rilievo, danno al palazzo una potenza quasi minacciosa: è il manierismo di Giulio Romano.
- Il cortile interno: uno dei vertici dell'edificio, dove l'ordine di colonne e archi dispiega una sapiente teatralità; qui si legge l'incontro tra Giulio Romano e Palladio.
- Il contrasto con Barbaran da Porto: qui la pietra è pesante, tesa, drammatica; là chiara e serena: due volti della stessa generazione.
- Le sale a stucchi e affreschi: al piano nobile, soffitti decorati da artisti d'ambito veneto e manierista.
- L'ampiezza interrotta: il palazzo pare troppo grande per ciò che è, perché non fu mai compiuto secondo il sogno dell'isolato intero dei Thiene.
Storia e contesto
Riccamente ornato all'interno, il palazzo appartenne a lungo a una banca e fu usato come sede e sede espositiva. Resta un tassello essenziale per capire il passaggio dal manierismo al classicismo palladiano.
Segreti e curiosità
La paternità è il grande dibattito: Giulio Romano ne avrebbe dato l'idea, Palladio l'avrebbe sviluppata. Il bugnato volutamente ruvido non è un difetto ma una scelta estetica: il manierismo cercava tensione ed effetto.
Lo sapevi?
A lungo il palazzo fu attribuito al solo Palladio, prima che gli studi restituissero a Giulio Romano la parte dell'invenzione: un ribaltamento d'attribuzione che è di per sé una lezione di storia dell'arte.

