Sulla Strada Nuova, l'attuale Via Garibaldi, la più sontuosa sequenza di palazzi patrizi di Genova, il Palazzo Pantaleo Spinola è tra le dimore che la Repubblica iscrisse nei celebri rolli, le liste d'onore delle case incaricate di ospitare gli ospiti di riguardo dello Stato. Il nobile Pantaleo Spinola lo fa erigere dall'architetto Bernardo Spazio, i cui lavori sono proseguiti da Pietro Orsolino fino al compimento nel 1558. Ironia della sorte, Pantaleo Spinola muore nel 1563 senza aver mai abitato la dimora voluta. Il palazzo passa poi ai Giustiniani e ai Gambaro. Come l'insieme dei Rolli e delle Strade Nuove, è patrimonio mondiale UNESCO dal 2006.
Cosa vedere
- Il portale su Via Garibaldi: fermati sulla soglia. La cornice scolpita annunciava il rango del padrone di casa.
- Le figure sopra il portale: osserva il decoro scolpito dell'ingresso. La tradizione racconta che alcuni nudi vi furono poi velati da una famiglia pudica.
- L'atrio e il cortile: nota come lo spazio si apra su un cortile, cuore luminoso del palazzo, scandito da colonne.
- Lo scalone verso il piano nobile: la salita teatralizzata è la firma dei palazzi genovesi, che sfruttano la pendenza della città.
- Il decoro interno: le sale nobili conservano il raffinamento atteso da una dimora dei rolli, pensata per stupire ospiti principeschi.
Storia e contesto
La Strada Nuova fu tracciata a metà Cinquecento per concentrare in un'unica via il fasto delle grandi famiglie genovesi, banchieri d'Europa e della Spagna asburgica.
Segreti e curiosità
Pantaleo Spinola muore nel 1563 senza aver mai dormito sotto il proprio tetto. Passato ai Gambaro, l'edificio fu modificato; a lungo sede di istituti bancari, è tutelato dalla Soprintendenza dal 1941.
Lo sapevi?
Si racconta che Pantaleo sorvegliò il cantiere per anni, impaziente, e morì senza averne gustato i saloni: il più bello dei palazzi dei rolli fu abitato da tutti, tranne che da chi l'aveva sognato.

