Arroccata sulla sommità del colle di Carignano, da cui domina la città e il suo porto, la basilica di Santa Maria Assunta è una delle opere maggiori del Rinascimento a Genova. Commissionata dalla potente famiglia Sauli e affidata intorno al 1549-1552 all'architetto perugino Galeazzo Alessi, essa trasferisce nella Superba il sogno romano del grande tempio a pianta centrale: croce greca inscritta in un quadrato, cupola centrale su tamburo, quattro cupolette angolari e facciata inquadrata da torri. Cantiere di lunga durata, proseguito ben oltre la morte di Alessi, l'edificio fissa per generazioni la sagoma di Genova vista dal mare e resta una tappa essenziale tra Bramante, Michelangelo e l'architettura ligure.
Genova e la famiglia Sauli
Alla metà del XVI secolo Genova vive un'età dell'oro: la Repubblica, alleata alla Spagna asburgica dopo l'accordo stretto da Andrea Doria nel 1528, concentra un ingente capitale finanziario nelle mani di poche famiglie patrizie. I Sauli, banchieri e mercanti tra i più facoltosi della città, desiderano dotare il loro quartiere di Carignano di una chiesa parrocchiale all'altezza del proprio rango. Secondo la tradizione, un lascito testamentario avrebbe fornito i fondi necessari a una fondazione di prestigio, tanto atto di devozione quanto affermazione dinastica.
La scelta di un sito elevato, isolato sul suo colle, non è casuale: consente di concepire un edificio visibile da ogni parte, non compresso nel tessuto urbano medievale ma posto come un monumento autonomo, offerto allo sguardo dalla città e dal largo. Questa libertà di collocazione autorizza proprio la pianta centrale, forma ideale del Rinascimento che mal si adatta ai lotti angusti dei vecchi quartieri.
Galeazzo Alessi, architetto romano-perugino
Galeazzo Alessi (Perugia, 1512 – 1572) si formò a Roma, dove assimilò il linguaggio del pieno Rinascimento e del manierismo romano: la lezione di Bramante, quella di Michelangelo e l'eredità dei Sangallo. Chiamato a Genova verso la fine degli anni Quaranta del Cinquecento, vi diventa l'architetto più influente della sua generazione, segnando durevolmente la città: a lui si devono in particolare interventi legati alla Strada Nuova (l'attuale via Garibaldi) e a diversi palazzi patrizi, oltre a diffondere, sulla sua scia, un modo genovese di costruire in altezza e sui pendii.
A Carignano, Alessi importa il vocabolario monumentale romano in un contesto ligure. La sua cultura di architetto nutrito dei grandi progetti del Cinquecento — si può supporre che conoscesse i dibattiti attorno alla nuova basilica di San Pietro — si legge nell'ambizione del partito adottato: un edificio concepito come un organismo geometrico chiaro, pensato per la cupola e la luce più che per la lunghezza di una navata processionale.
La pianta centrale e la cupola
Il cuore del progetto è una pianta centrale a croce greca, con i quattro bracci di uguale lunghezza, inscritta in un volume quadrato. Sui quattro grossi pilastri della crociera si eleva la cupola centrale, sostenuta da un tamburo forato di finestre e sormontata da una lanterna; ai quattro angoli del quadrato, cupole più piccole (o cupolette) accompagnano la cupola maggiore, articolando la massa e moltiplicando la fonte di luce zenitale.
Questa tipologia — cupola maggiore circondata da cupole secondarie — appartiene alla grande famiglia dei progetti centrali del Rinascimento, in cui lo spazio si dispiega attorno a un punto unico anziché lungo un asse. A Carignano, la chiarezza dello schema, la gerarchia delle volte e l'ascesa della luce verso la sommità producono un interno solenne e unitario. La costruzione, avviata intorno al 1552, proseguì a lungo: essendo Alessi morto nel 1572, il completamento delle parti alte, delle cupole e delle coperture si scaglionò, secondo le fonti, nei decenni successivi, nel rispetto generale del partito originario.
La facciata, le statue e la decorazione
La facciata principale, rivolta verso la città, si organizza attorno a un corpo centrale affiancato da due torri (campanili) — motivo che conferisce all'edificio la sua sagoma riconoscibile e lo inscrive in una lunga tradizione di chiese a torri gemelle. L'insieme, in pietra chiara, combina ordini sovrapposti, frontoni e articolazioni classiche nello spirito del Rinascimento romano, anche se la messa a punto definitiva dei paramenti e dei coronamenti spetta, per alcune parti, a interventi più tardi.
All'interno, le grandi nicchie ricavate nei pilastri della crociera accolgono statue monumentali di santi. Tra esse figura un celebre san Sebastiano di Pierre Puget (Pierre Puget, 1620-1694), opera pienamente barocca: va segnalata come un'aggiunta posteriore, estranea allo strato rinascimentale dell'edificio, testimone dell'arricchimento della decorazione nel Seicento. Altre statue ed elementi ornamentali, così come dipinti e altari, appartengono del pari a campagne successive che si sono innestate sull'architettura di Alessi senza alterarne la struttura.
L'eco bramantesca e San Pietro
L'interesse storico di Carignano risiede nel fatto che essa trasferisce a Genova il grande modello della pianta centrale romana, nello spirito del progetto di Bramante per San Pietro: una croce greca dominata da una cupola centrale, circondata da cupole angolari. Là dove il progetto vaticano fu, a Roma stessa, deviato e poi allungato in pianta longitudinale nel corso dei decenni, Alessi realizza in Liguria una variante compiuta e coerente dell'ideale centralizzato del pieno Rinascimento, a una scala certo minore ma pienamente leggibile.
Carignano può così leggersi come una tappa nella lunga posterità del sogno bramantesco, accanto ad altre chiese a pianta centrale del Cinquecento. Essa mostra come il linguaggio elaborato a Roma circoli e si acclimati nei grandi centri della penisola, sostenuto qui dal mecenatismo di una famiglia di banchieri e dal talento di un architetto che fa da tramite tra le due città.
Portata
Manifesto del Rinascimento e del manierismo a pianta centrale a Genova, Santa Maria Assunta di Carignano condensa l'ambizione di una Repubblica mercantile all'apice della sua potenza e la cultura romana del suo maestro d'opera. La sua cupola, punto di riferimento visivo della città sul suo colle, e il suo interno chiaro e unitario ne fanno una tappa imprescindibile per comprendere la diffusione, fuori da Roma, del modello centralizzato del Cinquecento — un edificio in cui lo strato rinascimentale di Alessi dialoga, senza confondersi, con gli apporti barocchi venuti ad arricchirlo più tardi.
Cosa vedere assolutamente
- La cupola centrale sul suo tamburo traforato, culmine della composizione e riferimento di Genova dal mare.
- La pianta a croce greca e la sua organizzazione attorno a un punto unico, con le quattro cupolette angolari.
- La facciata a due torri rivolta verso la città, sagoma emblematica dell'edificio.
- Il san Sebastiano di Pierre Puget, capolavoro barocco del Seicento (aggiunta posteriore da segnalare come tale).
- Le grandi statue dei pilastri nelle nicchie della crociera, decorazione scultorea monumentale.
- La veduta panoramica su Genova e il suo porto dal colle di Carignano, inscindibile dall'architettura.
Informazioni pratiche
La basilica sorge sul colle di Carignano, a sud-est del centro storico di Genova, a distanza percorribile a piedi dai quartieri della città vecchia e dal porto. Vi si accede a piedi lungo le salite e i vicoli caratteristici del rilievo genovese; il sito, in altura, offre uno dei punti panoramici notevoli sulla città. Si tratta di un luogo di culto in attività: sono richiesti un abbigliamento consono e il rispetto delle funzioni. Per gli orari di apertura, l'eventuale accesso alla cupola e le condizioni di visita, si consiglia di fare riferimento alle informazioni ufficiali della parrocchia o dell'ufficio turistico di Genova al momento della visita.
Quiz
1. A quale architetto si deve il progetto della basilica di Carignano, iniziata nel 1552?
- Andrea Palladio
- Galeazzo Alessi
- Il Bernini
2. A quale grande famiglia genovese si deve la committenza della chiesa?
- I Doria
- I Grimaldi
- I Sauli
3. La statua di san Sebastiano che orna uno dei pilastri è opera di Pierre Puget. A quale stile appartiene?
- Barocco, aggiunta posteriore al Rinascimento
- Gotico
- Rinascimento, contemporanea di Alessi

