Nella prestigiosa rete dei Palazzi dei Rolli, le dimore che la Repubblica di Genova sorteggiava per ospitare i suoi ospiti illustri, il Palazzo Giacomo Lomellini occupa un posto singolare. È costruito tra il 1619 e il 1623 per volontà di Giacomo Lomellini, grande mercante che sarà doge della Repubblica dal 1625 al 1627. Anziché partire da un terreno libero, il committente riunisce due edifici preesistenti, uno dei quali già presente nella lista dei Rolli del 1588: il palazzo nasce dunque da una fusione, unendo il vocabolario ancora rinascimentale del tardo Cinquecento alle forme del barocco nascente. Per due secoli resta residenza privata dei Lomellini. Il suo destino urbano cambia negli anni 1770, quando l'apertura della Strada Nuovissima, l'attuale Via Cairoli, lo integra nel grande circuito aristocratico. Verso il 1855 passa ai Patrone, che gli lasciano il nome; nel 1897 Fausto Patrone lo cede al Comune di Genova. Oggi appartiene al sito UNESCO "Genova: le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli", iscritto nel 2006.
Cosa vedere
- La facciata su Via Cairoli: cercate sotto la decorazione l'ossatura di due edifici riuniti.
- L'articolazione Rinascimento / barocco: osservate il passaggio dal rigore delle linee cinquecentesche all'esuberanza che affiora.
- L'angolo tagliato: a fine Ottocento la città smussò un angolo del palazzo per allargare la strada tra Largo della Zecca e Piazza della Nunziata.
- La posizione nel sistema dei Rolli: il palazzo prende senso solo inserito nella fila delle grandi dimore.
- La decorazione interna: il palazzo ha a lungo custodito i ricchi cicli dipinti propri delle residenze dei Rolli.
Storia e contesto
Il palazzo fu costruito unendo due unità edilizie, una delle quali inclusa nei Rolli nel 1588. Fu integrato nel circuito urbano solo con l'apertura della Strada Nuovissima (oggi Via Cairoli) nel Settecento. Nel Novecento fu sede comunale, Casa del Fascio e, dal 1945, Comando Militare dell'Esercito in Liguria.
Segreti e curiosità
Il doppio nome racconta due secoli di proprietà: "Lomellini" dal committente doge, "Patrone" dalla famiglia che lo acquista verso il 1855. Il palazzo illustra bene il meccanismo dei Rolli: i suoi due corpi preesistenti figuravano già negli elenchi ufficiali.
Lo sapevi?
Giacomo Lomellini fece costruire il suo palazzo prima ancora di accedere al dogato: quando diventa doge nel 1625, la dimora appena compiuta appare come lo zoccolo di pietra della sua ascesa politica.

