Sul suo sagrato a gradoni, la cattedrale di San Lorenzo innalza una facciata zebrata di marmo bianco e nero che da sola riassume la storia genovese: quella di una repubblica marinara medievale divenuta, nel Cinquecento, una delle capitali artistiche d'Italia. Sotto questa veste romanico-gotica si celano tuttavia capolavori del Rinascimento. La Cappella di San Giovanni Battista, dedicata al santo patrono della città, e la cupola di Galeazzo Alessi fanno di San Lorenzo un luogo in cui si può leggere, quasi a libro aperto, il passaggio dal Medioevo all'età degli umanisti.
La cattedrale e la sua facciata a fasce
L'edificio attuale risale nella sua parte essenziale al XII secolo: consacrato nel 1118, fu ricostruito e ampliato fino al Trecento. La sua facciata a fasce bicrome (il marmo bianco di Carrara alternato alla pietra scura) illustra la bicromia ligure, quella predilezione medievale per il contrasto che Genova condivide con la Toscana pisana. Tre portali ogivali, un grande rosone traforato e una galleria di archetti compongono un fronte nettamente gotico, mentre le due torri laterali, dissimmetriche, tradiscono un cantiere protrattosi per secoli. All'interno, la navata a pilastri, i matronei e l'affresco del Giudizio universale appartengono ancora a questo orizzonte medievale. È su questa trama romanico-gotica che il Rinascimento verrà, a partire dalla fine del Quattrocento, a innestare i suoi interventi più raffinati.
La Cappella di San Giovanni Battista
Addossata al fianco settentrionale della navata, la cappella di San Giovanni Battista è il cuore dello strato rinascimentale. Vi si custodiscono le reliquie del Precursore, patrono di Genova, che la tradizione vuole riportate dall'Oriente dai crociati genovesi al ritorno dalla prima crociata. La cappella attuale fu edificata nella seconda metà del Quattrocento per offrire uno scrigno degno a questo tesoro spirituale. La sua recinzione marmorea, la sua balaustra e il suo apparato scolpito segnano un netto cambiamento di linguaggio: alle forme ogivali medievali subentra un vocabolario di paraste, di nicchie a conchiglia e di proporzioni equilibrate, ereditato dalla Toscana. L'insieme si organizza intorno all'arca, il cassone-reliquiario destinato ai resti del Battista, a lungo portato in processione durante la festa del santo, il 24 giugno. La cappella afferma così una duplice funzione: santuario civico della Repubblica e manifesto del nuovo gusto, importato da artisti giunti da Lucca e da Firenze.
Matteo Civitali e Andrea Sansovino: la scultura rinascimentale
La cappella deve il suo splendore a due grandi nomi. Matteo Civitali (1436-1502), scultore lucchese formatosi nella scia del Rinascimento toscano, vi realizza intorno al 1496 un insieme di statue di grande dolcezza: una Madonna, un Adamo ed Eva — figure nude trattate con un pudore monumentale raro fuori da Firenze — nonché dei profeti e le figure di Zaccaria ed Elisabetta, genitori del Battista. Il modellato morbido, i volti raccolti e il senso della misura fanno di questo insieme una delle più belle pagine della scultura ligure del tardo Quattrocento.
A questo programma si aggiunge, agli inizi del Cinquecento, l'intervento di Andrea Sansovino (ca. 1467-1529), altro maestro toscano, al quale si attribuisce una statua mariana destinata alla cappella. La presenza congiunta di questi due artisti testimonia l'irradiazione del Rinascimento fiorentino e la capacità di Genova di attrarre i migliori esecutori. Le attribuzioni precise e le datazioni di alcune opere restano dibattute dagli specialisti; conviene dunque accoglierle con prudenza, essendosi la campagna decorativa scaglionata su più decenni.
La cupola dell'Alessi
Il secondo grande caposaldo rinascimentale è architettonico. Verso la metà del Cinquecento, Galeazzo Alessi (1512-1572), figura maggiore dell'architettura genovese, è incaricato di ricostruire la cupola che corona la crociera del transetto. Formatosi a Roma nella lettura dei modelli antichi e del Bramante, Alessi dota la vecchia cattedrale di un coronamento all'italiana, tamburo forato di aperture e calotta regolare, che inonda di luce il coro medievale. Questo gesto — posare una cupola classica su un corpo gotico — è emblematico del modo in cui il Rinascimento genovese componeva con l'eredità anziché raderla al suolo. Alessi, al quale si devono anche la vicina basilica di Santa Maria di Carignano e il tracciato della Strada Nuova (l'attuale via Garibaldi con i suoi palazzi), imprime qui il segno di un urbanistica e di un'architettura che faranno la «Genova la Superba» del Cinquecento. Loggette ed elementi decorativi rinascimentali completano, presso e sul corpo dell'edificio, questa modernizzazione.
Il tesoro
Sotto la cattedrale, il Museo del Tesoro conserva un insieme di oggetti liturgici e di reliquie di una ricchezza eccezionale, memoria delle spedizioni marittime della Repubblica. Il pezzo più celebre è il Sacro Catino, coppa di vetro verde intagliato che la leggenda medievale identificò con il Santo Graal, il piatto dell'Ultima Cena; sarebbe stato riportato dall'Oriente all'inizio del XII secolo. Il tesoro racchiude anche la Croce degli Zaccaria e il piatto detto di san Giovanni, associato dalla tradizione alla decollazione del Battista. Questi oggetti, in parte medievali e bizantini, non appartengono al Rinascimento, ma prolungano il culto del Precursore di cui la cappella rinascimentale è il santuario. L'allestimento museografico sotterraneo, celebre tra gli architetti, è una realizzazione del Novecento.
Portata
San Lorenzo offre un caso di scuola: senza mai cancellare la sua pelle medievale a fasce bianche e nere, la cattedrale ha accolto, tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento, alcune delle più belle creazioni del Rinascimento italiano. Civitali e Sansovino vi fanno entrare la grazia toscana; Alessi vi insedia la misura romana. Comprendere San Lorenzo significa imparare a distinguere queste stratificazioni — e a misurare quanto Genova, rivolta verso il mare, seppe far venire a sé l'arte del suo tempo.
Cosa vedere assolutamente
- La facciata a fasce bianche e nere e i suoi tre portali gotici, scrigno medievale dell'insieme.
- La Cappella di San Giovanni Battista, santuario del santo patrono e cuore dello strato rinascimentale.
- Le statue di Matteo Civitali: la Madonna, l'Adamo ed Eva, i profeti, intorno al 1496.
- La statua mariana attribuita ad Andrea Sansovino, testimone dell'irradiazione fiorentina.
- La cupola di Galeazzo Alessi (ca. 1550), calotta classica posata sulla crociera gotica.
- Il Sacro Catino e il tesoro, memoria delle spedizioni marittime genovesi.
Informazioni pratiche
La cattedrale si trova nel cuore del centro storico di Genova (piazza San Lorenzo), a breve distanza dal porto antico e da via San Lorenzo. L'accesso alla navata è generalmente libero, mentre il Museo del Tesoro, nel sottosuolo, si visita separatamente. Si tratta di un luogo di culto attivo: sono richiesti un abbigliamento decoroso e il rispetto delle funzioni. Per gli orari di apertura, le condizioni di visita del tesoro e le eventuali tariffe, si raccomanda di consultare le informazioni ufficiali della cattedrale o dell'ufficio del turismo di Genova, suscettibili di variazioni.
Quiz
1. A chi è dedicata la cappella rinascimentale che rende celebre la cattedrale?
- A san Lorenzo, titolare dell'edificio
- A san Giovanni Battista, patrono di Genova
- Alla Vergine dell'Assunta
2. Quale scultore lucchese ha realizzato la Madonna, l'Adamo ed Eva e i profeti della cappella?
- Andrea Sansovino
- Matteo Civitali
- Galeazzo Alessi
3. Chi ricostruisce verso il 1550 la cupola della crociera?
- Filippo Brunelleschi
- Donato Bramante
- Galeazzo Alessi

