HitsMap

Rinascimento italiano

La Villa Giustiniani-Cambiaso a Genova

Gênes

La Villa Giustiniani-Cambiaso a Genova

Sulla collina di Albaro, affacciato sul mare, si erge un blocco chiaro e geometrico che passa per uno degli atti di nascita della villa rinascimentale nell'Italia settentrionale. Progettata intorno al 1548 da Galeazzo Alessi per il patrizio Luca Giustiniani, la Villa Giustiniani-Cambiaso non è soltanto una bella dimora suburbana: è un manifesto. In un volume cubico, in una pianta simmetrica organizzata attorno a un salone centrale e in due logge sovrapposte aperte sul paesaggio, Alessi fissa una formula destinata a diffondersi in tutta la villeggiatura genovese e ad alimentare la riflessione di Palladio. Oggi proprietà dell'università, la villa ospita la facoltà di ingegneria, ma la sua architettura continua a enunciare, con una chiarezza quasi teorica, che cosa possa essere una villa moderna.

Albaro e la villeggiatura genovese

Nel Cinquecento Albaro non è ancora il quartiere residenziale che sarebbe poi diventato: è una campagna di colline e di frutteti a terrazza sul Mediterraneo, a levante della città, dove l'aristocrazia mercantile genovese viene a edificare le proprie residenze di delizia. Genova, allora all'apice della sua potenza finanziaria — la «repubblica dei banchieri» legata alla Spagna degli Asburgo —, conosce una straordinaria stagione di costruzione privata. La villa suburbana, a metà strada tra il palazzo urbano e la casa di campagna, vi diventa un genere a sé stante: luogo di ritiro, di rappresentanza e di godimento del paesaggio. La Villa Giustiniani-Cambiaso, una delle prime e delle più compiute, inaugura questo movimento e gli conferisce il suo linguaggio. Il sito di Albaro — il pendio, l'esposizione, la vista sul golfo — non è un semplice sfondo: condiziona l'orientamento dell'edificio e l'impianto delle logge, pensate come inquadrature sul mare e sulla campagna.

Galeazzo Alessi e la committenza Giustiniani

Nato a Perugia intorno al 1512, Galeazzo Alessi si forma nell'ambiente romano, a contatto con l'architettura dell'Antichità e con la maniera di Michelangelo e della sua cerchia. Chiamato a Genova sul finire degli anni Quaranta del Cinquecento, vi svolge una carriera determinante: a lui si devono la basilica di Santa Maria Assunta di Carignano e parte della fisionomia monumentale della città. La Villa Giustiniani-Cambiaso, commissionata da Luca Giustiniani, membro di una delle grandi famiglie patrizie, figura tra le sue prime realizzazioni genovesi e verosimilmente tra le sue prime grandi ville suburbane. Alessi vi trasferisce la cultura architettonica romana — il vocabolario degli ordini, la teoria di Vitruvio riletta dai trattati contemporanei, in particolare quello di Serlio — in un programma residenziale. La datazione comunemente accolta si aggira intorno al 1548; le fasi esatte del cantiere e l'ampiezza dell'intervento personale dell'architetto su ogni dettaglio restano, come spesso accade, in parte discusse.

L'architettura: blocco, logge, pianta a salone centrale

Il partito è di una nitidezza notevole. La villa si presenta come un blocco cubico compatto, quasi un cubo perfetto, posato sul pendio e leggibile da lontano come un volume unitario e luminoso. La composizione è rigorosamente simmetrica: la facciata principale si organizza attorno a un asse centrale sottolineato da due logge sovrapposte — una al pianterreno, una al piano nobile —, un dispositivo che alleggerisce la massa, inquadra il paesaggio e gerarchizza i livelli. All'interno, la pianta si sviluppa attorno a un salone centrale che distribuisce gli ambienti in modo equilibrato, principio di chiarezza e di ordine che rompe con l'aggregazione più libera delle dimore precedenti.

L'articolazione delle facciate si fonda su un uso sapiente degli ordini classici: paraste e trabeazioni scandiscono i registri, con la sovrapposizione degli ordini da un piano all'altro e le cornici delle finestre trattate secondo la grammatica romana. Alessi combina la lezione vitruviana, trasmessa dalla teoria serliana, con una sensibilità per il rilievo e per la luce mediterranea. Il risultato è un'architettura che vuole essere dimostrativa: ogni elemento — proporzione, ordine, simmetria, rapporto tra pieno e vuoto — sembra enunciare una regola. È questa dimensione quasi programmatica a fare della villa un modello trasmissibile più che un oggetto unico.

Le decorazioni interne

All'unità dell'involucro risponde la ricchezza degli interni, ornati di affreschi e di stucchi secondo il gusto della scuola genovese della metà del Cinquecento. Le campagne decorative avrebbero coinvolto le grandi botteghe della pittura locale dell'epoca; la cerchia di Luca Cambiaso — la famiglia il cui nome si sarebbe poi legato alla villa — e i decoratori attivi a Genova in quegli anni vengono generalmente evocati per questo tipo di complessi. Le attribuzioni precise dei diversi cicli, così come la loro cronologia, richiedono tuttavia la massima prudenza: più mani, più fasi e rimaneggiamenti successivi si sovrappongono, e lo stato attuale riflette anche la lunga storia dell'edificio. Se ne ritenga il principio d'insieme: un'architettura chiara all'esterno, un dispiegamento pittorico e plastico all'interno, secondo la dialettica caratteristica della villa rinascimentale.

L'influenza su Palladio e la villa genovese

La fortuna della villa oltrepassa di gran lunga Albaro. Codificando il tipo — blocco simmetrico, pianta centrata, logge, ordini sovrapposti —, Alessi fornisce un repertorio che la villeggiatura genovese riprenderà lungo tutta la seconda metà del Cinquecento. Soprattutto, la diffusione di queste soluzioni, in particolare attraverso la circolazione dei disegni e delle idee tra i grandi centri della penisola, si iscrive nella stessa corrente di ricerca di quella di Andrea Palladio in Veneto: pianta centrata, facciata a ordini, loggia come interfaccia tra la casa e il paesaggio. Si accosta volentieri l'invenzione alessiana alla villa palladiana come due formulazioni parallele e convergenti di un medesimo ideale di villa classica. Senza fare di Alessi la «fonte» unica di Palladio — la questione appartiene alla storia comparata delle forme più che a una filiazione diretta —, si può dire che la Villa Giustiniani-Cambiaso appartiene al ristretto numero di edifici che hanno definito, per due secoli, che cosa fosse una villa.

La villa oggi, l'università

A lungo residenza patrizia, passata tra le mani delle famiglie Giustiniani e poi Cambiaso che le hanno lasciato il suo doppio nome, la villa è stata assorbita dalla crescita di Genova: Albaro, un tempo campagna, è diventata un quartiere urbano. L'edificio appartiene oggi all'Università di Genova e ospita la facoltà di ingegneria (Scuola Politecnica). Questa destinazione accademica ne ha garantito la conservazione e la manutenzione, pur modificandone la vocazione: ciò che fu luogo di villeggiatura è ormai luogo di studio. L'immediata vicinanza della villa alle strutture universitarie ricorda, non senza ironia, che questo manifesto di architettura è oggi frequentato da coloro che imparano a costruire.

Cosa vedere assolutamente

  • Il volume cubico dell'insieme, leggibile da lontano come un blocco chiaro e compatto posato sulla collina.
  • Le due logge sovrapposte della facciata, che inquadrano il paesaggio di Albaro e il mare.
  • La simmetria rigorosa della composizione e l'asse centrale che organizza l'intera facciata.
  • La pianta a salone centrale, principio distributivo fondativo della villa rinascimentale.
  • L'articolazione degli ordini classici (paraste, trabeazioni, sovrapposizione), lezione romana trasferita a Genova.
  • Le decorazioni interne di affreschi e stucchi della scuola genovese (attribuzioni da considerare con prudenza).

Informazioni pratiche

La Villa Giustiniani-Cambiaso si trova ad Albaro, quartiere orientale di Genova (Liguria). Attenzione: si tratta oggi di un edificio universitario — sede della facoltà di ingegneria dell'Università di Genova. Non è un museo: l'accesso agli interni (affreschi, stucchi, salone centrale) è condizionato alla destinazione accademica e non è generalmente aperto alla libera visita turistica. Gli esterni e il volume si possono apprezzare dai dintorni. Per eventuali visite (giornate del patrimonio, aperture straordinarie, richieste istituzionali), conviene informarsi presso l'Università di Genova. Qui non è fornita alcuna informazione su orari o tariffe: va verificata direttamente presso l'istituzione.

Quiz

1. Chi progettò la Villa Giustiniani-Cambiaso intorno al 1548?

  • Andrea Palladio
  • Galeazzo Alessi
  • Luca Cambiaso

2. Quale dispositivo di facciata caratterizza la villa e inquadra il paesaggio di Albaro?

  • Due logge sovrapposte
  • Una cupola centrale
  • Un portico a colonnato unico

3. Quale destinazione ospita oggi la villa?

  • Un museo d'arte del Rinascimento
  • La facoltà di ingegneria dell'Università di Genova
  • Il municipio di Albaro