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Rinascimento italiano

La Strada Nuova e i Palazzi dei Rolli a Genova

Gênes

La Strada Nuova e i Palazzi dei Rolli a Genova

Nel cuore di Genova, una strada rettilinea fiancheggiata da facciate solenni concentra in poche centinaia di metri una delle affermazioni urbane più forti del Rinascimento italiano. Aperta verso la metà del Cinquecento per ospitare fianco a fianco i palazzi delle famiglie al governo della Repubblica, la Strada Nuova — l'attuale via Garibaldi — non è soltanto un capolavoro di urbanistica: è inseparabile da un'invenzione tutta genovese, il sistema dei rolli, quegli elenchi ufficiali di dimore private designate per accogliere gli ospiti illustri dello Stato. Questo insieme singolare, in cui l'architettura privata diventa strumento di rappresentanza pubblica, è valso a Genova l'iscrizione nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 2006.

Genova «la Superba» e la sua aristocrazia

Nel Cinquecento Genova vive «il secolo dei genovesi»: dopo la riforma costituzionale del 1528 guidata dall'ammiraglio Andrea Doria, la Repubblica oligarchica stabilizza il suo governo e si lega alla potenza spagnola degli Asburgo. Le grandi famiglie — Doria, Grimaldi, Spinola, Pallavicino, Lomellini, Balbi — diventano i banchieri della Corona di Spagna e accumulano fortune ingenti provenienti dal commercio marittimo e dalla finanza. Città di mercanti e di prestatori più che di principi, Genova soprannominata la Superba non dispone di una corte accentrata: il prestigio della Repubblica si gioca attraverso lo splendore delle sue case patrizie. Questo contesto spiega una peculiarità: è l'architettura domestica, e non un palazzo di governo monumentale, a incarnare l'immagine dello Stato.

L'apertura della Strada Nuova

Verso il 1550-1560 il patriziato decide di lottizzare un settore situato sulle alture della città vecchia, lontano dal tessuto medievale denso e tortuoso. La nuova via, dapprima chiamata Strada Maggiore e poi Strada Nuova (oggi via Garibaldi), è tracciata secondo un piano regolatore di un rigore inedito per l'epoca: una strada dritta, relativamente stretta ma accuratamente calibrata, in cui i lotti sono assegnati alle famiglie più in vista. La concezione urbanistica è generalmente attribuita all'architetto Bernardino Cantone, attivo nell'apparato edilizio della Repubblica, mentre l'influenza di Galeazzo Alessi, formatosi a Roma e permeato dalla cultura di Michelangelo e dei grandi cantieri romani, segna durevolmente il linguaggio architettonico. Il risultato è un'operazione di urbanistica concertata: i palazzi vi sono concepiti quasi simultaneamente, con una coerenza di proporzioni, di ritmi e di materiali che fa della strada un insieme unitario più che una somma di dimore isolate. La Strada Nuova sarà prolungata nel Seicento da altre aperture aristocratiche, la Strada Nuovissima (via Cairoli) e la Strada Balbi, formando il sistema delle Strade Nuove.

Il sistema dei rolli

L'originalità genovese sta nel meccanismo dei rolli degli alloggiamenti pubblici. In mancanza di una residenza di Stato degna di accogliere sovrani, cardinali, ambasciatori e principi di passaggio, la Repubblica compilava elenchi ufficiali di palazzi privati giudicati abbastanza prestigiosi da ospitare tali ospiti. Queste dimore erano ripartite in categorie gerarchizzate secondo la loro magnificenza, e l'assegnazione avveniva per sorteggio (bussolo) in funzione del rango del visitatore: a un sovrano veniva assegnato un palazzo di prima categoria, a un dignitario di minore importanza una casa più modesta. I proprietari erano tenuti ad aprire la propria dimora e a farsene carico, l'onore di ricevere compensando il dovere. I rolli furono formalizzati a partire dalla seconda metà del Cinquecento e rielaborati più volte. Questo sistema fa dell'ospitalità privata un servizio pubblico: ogni palazzo diventa un tassello dell'apparato diplomatico della Repubblica, e l'ambizione decorativa delle famiglie è stimolata dalla prospettiva di accogliere i più alti personaggi d'Europa.

La tipologia del palazzo genovese in sequenza sul pendio

Il grande apporto architettonico di queste dimore è la messa a punto di un tipo di palazzo adatto al rilievo accidentato di Genova. Su terreni in forte pendenza, gli architetti dispiegano una sequenza spaziale scenografica organizzata secondo un asse: un vestibolo (atrio) si apre su un cortile interno (cortile) spesso bordato di portici, da cui si slancia uno scalone monumentale che conduce al piano nobile e, in fondo, a un giardino a terrazza che asseconda il dislivello. Questa sequenza atrio-cortile-scalone-giardino, disposta in profondità e spesso in salita, crea effetti di prospettiva e di luce notevoli, rivelando ogni livello in un concatenamento continuo. Lo scalone, trattato come un apparato di rappresentanza, diventa l'elemento drammatico del percorso di ricevimento. Questa soluzione ingegnosa, che trasforma il vincolo del sito in una risorsa spettacolare, costituisce un contributo originale alla storia dell'architettura residenziale e si diffonderà ben oltre la Liguria.

I grandi palazzi e i loro apparati decorativi

La Strada Nuova allinea una successione di capolavori. Il Palazzo Doria-Tursi, il più vasto della strada, è edificato a partire dagli anni Sessanta del Cinquecento per la famiglia Grimaldi, su progetti generalmente attribuiti a Rocco Lurago; oggi ospita il municipio. Il Palazzo Rosso e il Palazzo Bianco, così denominati dal colore delle loro facciate, appartennero alla famiglia Brignole-Sale; lasciati in eredità alla Città nell'Ottocento, conservano ricche collezioni di pittura. Questi tre edifici formano oggi i Musei di Strada Nuova, uno dei principali poli museali di Genova. Nelle vicinanze, il Palazzo Podestà (Nicolosio Lomellino), il Palazzo Lomellino con il suo cortile e il suo ninfeo, e altre dimore completano l'insieme. All'interno, l'appartamento di rappresentanza si dispiega in un'infilata di saloni ornati di affreschi e stucchi: soffitti con decori mitologici e allegorici, gallerie in trompe-l'œil, camini scolpiti e boiserie. Pittori legati alla cultura manierista e barocca genovese — tra cui, più tardi, Bernardo Strozzi o Domenico Piola per alcuni cicli — vi dispiegano un'arte della glorificazione familiare in cui la storia antica celebra le virtù dei padroni di casa.

L'UNESCO e la portata

Nel 2006 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il bene «Genova: le Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli», riconoscendo al tempo stesso l'insieme urbano e il suo meccanismo istituzionale unico. Il comitato ha sottolineato che questi palazzi rappresentano il primo esempio in Europa di un progetto urbano di iniziativa pubblica organizzato entro un quadro parcellare unitario, e associato a un sistema originale di alloggiamento pubblico gestito dallo Stato. Al di là della loro qualità individuale, i Rolli testimoniano un modello in cui architettura, urbanistica e potere politico si rispondono. La loro influenza sulla diffusione del modello del palazzo con cortile e scalone di rappresentanza nell'Europa del Seicento completa la giustificazione del loro riconoscimento.

Cosa vedere assolutamente

  • La prospettiva della via Garibaldi nel suo insieme: la strada rettilinea fiancheggiata da facciate omogenee, da percorrere a piedi per cogliere l'effetto di unità urbana.
  • Il Palazzo Doria-Tursi e il suo cortile porticato, oggi sede del municipio, il più imponente della strada.
  • I Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Doria-Tursi) e le loro collezioni di pittura.
  • Uno scalone di rappresentanza e una sequenza atrio-cortile-giardino per comprendere la tipologia del palazzo genovese sul pendio.
  • I soffitti affrescati e stuccati degli appartamenti di rappresentanza, apparati di glorificazione familiare.
  • Il Palazzo Lomellino (via Garibaldi) con il suo cortile, il suo ninfeo e il suo giardino a terrazza.

Informazioni pratiche

L'insieme si visita a partire dalla via Garibaldi, nel centro storico di Genova, facilmente raggiungibile a piedi dalla città vecchia e dalle grandi piazze. La strada stessa è uno spazio pubblico a libero accesso, da percorrere preferibilmente a piedi. Diversi palazzi ospitano oggi istituzioni (musei, municipio) o restano proprietà private: l'accessibilità dei loro interni varia a seconda della destinazione. Alcune dimore dei Rolli aprono eccezionalmente le porte al pubblico in occasione di eventi dedicati (la manifestazione dei «Rolli Days»), organizzati periodicamente dalla Città — informarsi presso gli enti turistici locali per modalità e calendario. Prevedere calzature comode: il rilievo genovese e gli scaloni monumentali fanno parte dell'esperienza.

Quiz

1. Che cosa indica il sistema dei «rolli» a Genova?

  • Un catasto medievale delle strade della città vecchia
  • Elenchi ufficiali di palazzi privati designati per accogliere gli ospiti illustri della Repubblica
  • Un'imposta riscossa sulle famiglie patrizie

2. Qual è la particolarità tipologica del palazzo genovese della Strada Nuova?

  • Una sequenza atrio-cortile-scalone-giardino dispiegata su un terreno in pendenza
  • Una torre di guardia fortificata a dominio del porto
  • Una pianta circolare attorno a un cortile coperto

3. In quale anno l'insieme delle Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli è stato iscritto nel Patrimonio Mondiale dell'UNESCO?

  • 1997
  • 2006
  • 2015