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Scultura del Rinascimento

San Giovanni Battista

Siena

San Giovanni Battista

Il bronzo è datato 1457 e destinato a una cappella dedicata al Battista. Le fonti lo collocano oggi nella cappella di san Giovanni Battista della cattedrale di Siena (Duomo), e non propriamente nel vicino Battistero: punto da controllare prima della pubblicazione. Alla consegna si constatò che mancava l'avambraccio destro. Circolano due spiegazioni: la statua sarebbe stata spedita in pezzi separati (per evitare rotture e dazi), oppure — secondo fonti senesi del Cinquecento — Donatello l'avrebbe lasciata incompiuta per non essere stato pagato per intero.

Elementi notevoli

Un Giovanni Battista di bronzo a grandezza naturale, scarno, ascetico: il profeta del deserto ridotto all'essenziale. Il corpo è magro, la pelle tesa sulle ossa, la barba e i capelli aggrovigliati in ciocche nervose. Indossa la sua pelle di animale e un mantello dalle pieghe scavate. Il volto, devastato, esprime un'intensità quasi dolorosa. Un dettaglio colpisce l'occhio attento: l'avambraccio destro, alzato, pare goffamente riportato — mancava alla consegna e fu sostituito più tardi. È un'opera della vecchiaia di Donatello, in cui la bellezza cede il posto alla verità cruda della carne e dello spirito.

Significato

Questo Battista appartiene all'ultima maniera di Donatello, la più aspra: l'artista, invecchiando, abbandona l'ideale per l'espressione nuda. Lontano dai santi sereni dell'inizio del secolo, scolpisce un uomo consumato dalla fede, un corpo mortificato in cui lo spirito arde. È uno dei vertici del realismo espressivo del Quattrocento: la materia (il bronzo) si fa carne sofferente. Opera di un fiorentino al lavoro per Siena, suggella il legame di Donatello con la città dove, si dice, desiderava finire i suoi giorni.

Simbolismo e lettura iconografica

Giovanni Battista, il Precursore, colui che « prepara la via » e annuncia il Cristo, è tradizionalmente raffigurato come eremita del deserto, vestito di pelle, emaciato dal digiuno. Donatello spinge questi attributi fino alla loro verità fisica: la magrezza non è più convenzione ma teologia della rinuncia. Il corpo mortificato dice il primato dello spirito sulla carne. Il braccio destro, quando reca un gesto di benedizione o d'indicazione, raddoppia la funzione del santo: mostrare, annunciare, indicare l'Agnello venturo.

La parola alla guida

Avvicinatevi e mettete da parte ogni idea di grazia: questo santo non ha nulla di seducente, ed è qui la sua grandezza. Guardate la magrezza del torso, le costole, i tendini del collo: Donatello scolpisce un corpo che ha digiunato, pregato, sofferto. Salite fino al volto, allucinato, rivolto altrove. Poi osservate l'avambraccio destro alzato: notate come si accordi male al resto — è un'aggiunta posteriore, perché il braccio mancava all'arrivo. Avete lì un indizio di una storia di cantiere vecchia di cinque secoli.

Segreti e misteri

  • La statua arrivò senza l'avambraccio destro; quello che si vede è una sostituzione più tarda, mal adattata.
  • Una tradizione senese del Cinquecento vuole che Donatello l'abbia lasciata incompiuta per mancato pagamento.
  • Altra ipotesi: l'opera sarebbe stata spedita in sezioni da Firenze, per limitare rotture e costi di trasporto.
  • Verso il 1457 Donatello avrebbe espresso il desiderio di concludere la vita a Siena.
  • È un'opera della vecchiaia, emblema dello stile tardo, espressionista, del maestro.

Analisi delle emozioni

Questo Battista non cerca di piacere: turba, ed è per questo che commuove. Colpisce quell'umanità estrema, quel corpo allo stremo abitato da una fiamma interiore. C'è qualcosa di sconvolgente in questo rifiuto della bellezza a favore della verità: Donatello vecchio osa mostrare la decadenza del corpo come luogo della grandezza dell'anima. Si prova pietà, un rispetto grave, quasi un disagio davanti a tanta intensità. È l'arte di un uomo che non ha più nulla da dimostrare e che va dritto all'essenziale.

Lo sapevi?

All'apertura della cassa giunta da Firenze, una brutta sorpresa attendeva i senesi: il santo non aveva l'avambraccio destro. Negligenza, incidente di trasporto o vendetta di un artista mal pagato? Le fonti del Cinquecento propendono per l'ultima ipotesi: Donatello, si dice, avrebbe rifiutato di terminare finché non avesse ricevuto il dovuto. Si finì per aggiungere un braccio — ma l'angolo assunto tradisce ancora il rattoppo. Così questo capolavoro reca, fin nella sagoma, la traccia di una lite di bottega.