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Scultura del Rinascimento

Monumento funebre di Innocenzo VIII

Città del Vaticano

Monumento funebre di Innocenzo VIII

Innocenzo VIII Cybo morì nel 1492, l'anno stesso della scoperta del Nuovo Mondo. Il sepolcro, opera di Antonio del Pollaiolo, fu terminato verso il 1498. Nella disposizione ORIGINARIA, il sarcofago con il giacente sovrastava la figura del papa vivo; nel 1607 il monumento fu smontato per la ricostruzione della basilica, poi rimontato nel 1621 in ordine INVERTITO, ponendo il vivo in basso e il morto in alto. La composizione che si vede non è dunque del tutto quella voluta dall'artista.

Elementi notevoli

Il monumento mostra il papa DUE volte. In alto, sul sarcofago, giace morto, disteso e rigido. Sotto — nella disposizione attuale — siede vivo in trono, la mano destra levata a benedire, reggendo con la sinistra un oggetto a forma di lancia: la reliquia della Santa Lancia di Longino, quella che trafisse il fianco di Cristo. Attorno, a rilievo, le Virtù completano il programma. Tutto è di bronzo scuro, di modellato morbido e minuzioso, ravvivato da qualche elemento di marmo.

Significato

È il più antico monumento funebre conservato dell'attuale basilica di San Pietro — l'unico superstite dell'antica basilica costantiniana, trasferito nel nuovo edificio. La sua innovazione maggiore è la doppia immagine del defunto: morto E vivo, giacente E in trono. Quest'idea nuova, mostrare il papa insieme nella morte e nella gloria della sua vita, farà scuola. L'inserimento della Santa Lancia, reliquia insigne ricevuta sotto questo pontificato, àncora inoltre il monumento nella storia concreta della Chiesa e dei suoi tesori.

Simbolismo e lettura iconografica

La doppia effigie oppone e riunisce i due corpi del papa: il corpo mortale, che giace, e il corpo vivo e benedicente, che perpetua la sua funzione. La mano levata dice la continuità della benedizione oltre la morte. La Santa Lancia, brandita come uno scettro, lega il pontefice alla Passione di Cristo e ne fa il custode delle reliquie della cristianità. Le Virtù a rilievo completano questo ritratto di un pontificato, tra potere spirituale e memoria sacra.

La parola alla guida

Contate i papi: sono due. In alto il giacente, fissato nella morte; in basso il vivo, che vi benedice. Guardate bene la sua mano sinistra: vi regge un'asta — la reliquia della Santa Lancia, quella che, si dice, trafisse il costato di Cristo. Sappiate anche che l'ordine fu invertito nel Seicento: in origine il morto stava in basso e il vivo in alto. Infine, misuratene l'antichità: è il più vecchio sepolcro conservato della basilica, un superstite dell'edificio di Costantino.

Segreti e misteri

  • Più antico monumento funebre conservato dell'attuale basilica, superstite dell'antica basilica costantiniana.
  • Doppia effigie: il papa morto (giacente) E vivo (in trono, benedicente) — un'innovazione che farà scuola.
  • La figura viva regge la reliquia della Santa Lancia (lancia di Longino).
  • L'ordine delle due figure fu invertito nel 1621 al rimontaggio; la disposizione originaria era l'inversa.
  • Innocenzo VIII morì nel 1492, l'anno della scoperta dell'America.

Analisi delle emozioni

Il monumento turba per il suo sdoppiamento: si esita tra il papa morto, gelato nel bronzo, e il papa vivo che, la mano levata, sembra parlarci ancora. Questa coesistenza del cadavere e del benedicente crea un'emozione singolare, quasi vertiginosa — come se morte e sopravvivenza fossero date in un solo sguardo. La mano tesa verso di noi, che regge la reliquia della Passione, abolisce i secoli: ci si sente inclusi in un gesto di benedizione lanciato più di cinquecento anni fa.

Lo sapevi?

La reliquia della Santa Lancia, che il papa di bronzo regge, sarebbe stata donata a Innocenzo VIII dal sultano ottomano Bayezid II — gesto diplomatico legato alla presenza, a Roma, del fratello e rivale del sultano, allora ostaggio del papato. Così questo sepolcro cristiano porta traccia di uno scambio con l'Impero ottomano: nella mano di un papa defunto, una reliquia giunta da Costantinopoli suggella un episodio di alta politica tra Oriente e Occidente.