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Scultura del Rinascimento

Madonna della Scala

Firenze

Madonna della Scala

Il rilievo risale agli anni 1490-1492 circa, quando Michelangelo, adolescente, frequenta il giardino di San Marco e l'entourage di Lorenzo de' Medici Opera personale, non commissionata, resta in famiglia. Vasari la menziona già nel 1568, indicando che Leonardo Buonarroti, nipote dell'artista, l'aveva donata al duca Cosimo I. Il granduca Cosimo II la restituì poi a Michelangelo il Giovane nel 1616; alcune marche di proprietà medicea sul retro furono cancellate. È oggi uno dei tesori della Casa Buonarroti.

Elementi notevoli

Un piccolo rilievo di marmo dove la Vergine, seduta di profilo, occupa tutta l'altezza del campo, monumentale malgrado il formato. Tiene il Bambino contro di sé; sullo sfondo, una scala di pietra sale, e piccoli personaggi si affaccendano, due forse reggendo un panno teso. Il prodigio è tecnico: il rilievo ha appena qualche millimetro di spessore — è lo stiacciato, il « rilievo schiacciato » ereditato da Donatello — eppure crea una profondità di spazio sorprendente. Michelangelo aveva circa quindici anni. Sul retro restano visibili tracce di lavoro a scalpello.

Significato

È l'opera più antica conservata di Michelangelo, un rilievo d'adolescente che già annuncia tutto: la potenza scultorea della figura, la gravità, l'ambizione di gareggiare con i maestri. Scegliendo lo stiacciato di Donatello, il giovane si colloca da subito nella grande tradizione fiorentina e la supera per la monumentalità che dona alla Vergine. Realizzata nell'entourage dei Medici, dove Lorenzo il Magnifico accoglieva giovani talenti, testimonia la precocità sbalorditiva di un artista che non ha ancora prodotto nulla di pubblico.

Simbolismo e lettura iconografica

La scala che dà il nome al rilievo è forse più di uno sfondo: vi si è vista un'allusione all'ascesa verso il cielo, o al cammino di salvezza di cui la Vergine è la via Il panno teso dai piccoli personaggi sullo sfondo è stato interpretato come un sudario, discreto presagio della Passione futura La Vergine, monumentale e grave, sembra già portare il peso del destino del Bambino: la sua gravità, lo sguardo distolto, annunciano il dolore. Sotto l'apparente tenerezza materna affiora la coscienza del sacrificio.

La parola alla guida

Avvicinatevi molto: da lontano non si intuisce che questo marmo non ha quasi spessore. È qui il miracolo — uno spazio intero, una scala, delle figure, tenuti in pochi millimetri di pietra appena incisa. Guardate la Vergine: è immensa per un formato così piccolo, grave, quasi assente, lo sguardo perso oltre il Bambino. Cercate la scala che dà il nome all'opera, e i bambini che vi si affaccendano. Ricordate, davanti a tanta maestria, che l'autore aveva appena quindici anni.

Segreti e misteri

  • È l'opera più antica conservata di Michelangelo, realizzata verso i quindici anni.
  • Il rilievo impiega lo stiacciato (« rilievo schiacciato ») di Donatello: pochi millimetri per una profondità totale.
  • Non è mai stata commissionata: un'opera libera, rimasta in famiglia.
  • Donata ai Medici e poi restituita ai Buonarroti nel 1616; marche di proprietà furono raschiate sul retro.
  • Il panno sullo sfondo è stato letto come un sudario che annuncia la Passione.

Analisi delle emozioni

L'opera è piccola, intima, eppure impone un silenzio. La Vergine non gioca con il suo bambino: guarda altrove, grave, come attraversata da un presentimento. Questa gravità materna, in un artista così giovane, sconvolge — vi si avverte già la malinconia che abiterà tutta l'opera di Michelangelo. La finezza estrema del rilievo aggiunge un'emozione quasi tattile: si trattiene il respiro davanti a questo marmo appena sfiorato che racchiude tanto spazio e senso. È l'emozione di vedere un genio annunciarsi prima ancora di sbocciare.

Lo sapevi?

Il rilievo rimase a lungo nella casa di Michelangelo, in via Ghibellina, prima che il nipote Leonardo lo donasse al duca Cosimo I de' Medici Quasi mezzo secolo dopo, nel 1616, il granduca Cosimo II lo restituì a Michelangelo il Giovane, pronipote dell'artista, in segno di riconoscimento per i suoi lavori — e si cancellarono allora dal retro le marche della proprietà medicea Così quest'opera giovanile fece l'andata e ritorno tra la famiglia e i principi prima di tornare, definitivamente, nella casa del suo autore.