Sulle rive del Brenta, il fiume-giardino dove i patrizi veneziani venivano a fuggire l'estate, Andrea Palladio costruisce verso il 1554-1560 una delle sue ville più nobili per due fratelli della grande famiglia Foscari, Nicolò e Alvise. La Villa Foscari, che la tradizione soprannomina « La Malcontenta », è una delle rare ville di Palladio costruite in mattoni intonacati e soprattutto innalzata su un alto basamento, come un tempio antico posato in riva all'acqua. Palladio vi applica la sua grande idea: restituire alla casa di campagna la dignità dell'architettura sacra romana. La facciata rivolta verso il Brenta si apre con un portico a colonne ioniche coronato da un frontone triangolare — un fronte di tempio applicato a una dimora privata, gesto rivoluzionario che avrebbe ispirato case padronali in tutto il mondo, dall'Inghilterra alla Virginia di Jefferson. All'interno, una sala a croce, alta e luminosa, è ricoperta di affreschi di Battista Franco e Giambattista Zelotti. Fattoria e villeggiatura a un tempo, la Malcontenta incarna l'ideale palladiano di una vita nobile accordata alla natura.
Cosa vedere
Avvicìnati dal fiume, come facevano gli ospiti di un tempo, e lascia che la facciata si erga davanti a te come un tempio.
- Il fronte di tempio: guarda la facciata verso il Brenta — un portico di colonne ioniche sormontato da un grande frontone triangolare. Palladio osa dare a una casa di campagna il volto di un tempio romano. È qui uno degli atti fondativi di tutta l'architettura neoclassica occidentale.
- L'alto basamento: osserva come la villa sia posata su uno zoccolo massiccio. Non è un capriccio: protegge dalle piene del Brenta e solleva gli appartamenti nobili, dando all'insieme la sua maestà staccata dal suolo.
- La scala scenografica: segui le due rampe di scale che salgono verso il portico ricongiungendosi — un'entrata in scena, pensata per l'arrivo solenne dall'acqua.
- La sala a croce: all'interno, mettiti al centro della grande sala — disegna una croce e sale per tutta l'altezza della villa, inondata di luce da alte finestre termali (a mezzaluna). Senti l'ampiezza, la chiarezza, la proporzione perfetta tra altezza e larghezza.
- Gli affreschi di Zelotti: alza gli occhi sui muri e sulla volta — paesaggi in trompe-l'œil, figure mitologiche, architetture dipinte che prolungano lo spazio reale. Cerca la figura femminile malinconica da cui la leggenda ha tratto il soprannome della villa.
- Le finestre termali: individua, in alto sui muri, le grandi aperture a semicerchio divise in tre — motivo preso dalle terme romane, che Palladio ama per la luce uniforme che diffonde.
- La facciata posteriore, sobria: fai il giro — verso terra, la villa è più semplice, forata da finestre regolari. Palladio riserva il grande gesto al volto nobile, rivolto al fiume e ai visitatori.
Storia e contesto
La Villa Foscari è una delle ville più studiate di Palladio, da lui stesso pubblicata nei Quattro Libri dell'architettura (1570). In mattoni intonacati su alto basamento, è atipica nell'opera di Palladio, più spesso in pietra. Sorse sulla Brenta, dove le famiglie veneziane costruivano le loro ville di villeggiatura e di rendita agricola.
Segreti e curiosità
Il soprannome « La Malcontenta » ha più spiegazioni concorrenti: una dama della famiglia Foscari che vi sarebbe stata relegata per gelosia, o più probabilmente un toponimo locale anteriore alla villa. La villa influenzò profondamente l'architettura neopalladiana inglese (Inigo Jones, lord Burlington) e, di riflesso, l'architettura americana (Monticello di Jefferson).
Lo sapevi?
Il soprannome « La Malcontenta » ha alimentato una leggenda tenace: una nobildonna della casa Foscari, sospettata di infedeltà, vi sarebbe stata esiliata dalla famiglia e si sarebbe consumata di noia e malinconia in riva al Brenta, « mal contenta » della sua sorte. Gli storici propendono piuttosto per un semplice nome di luogo anteriore alla villa — ma davanti alla figura femminile pensosa affrescata nella grande sala, i visitatori preferiscono, da secoli, credere alla dama malinconica. La più razionale delle architetture ospita così il più romantico dei fantasmi.

