Una confraternita sotto la protezione di san Rocco
Per capire la Scuola Grande di San Rocco bisogna anzitutto capire che cosa fosse una scuolaa Venezia. Queste confraternite laiche, inquadrate dalla Repubblica, riunivano cittadini attorno a una devozione comune e a una missione di carità: assistenza ai malati e ai poveri, dotazione delle fanciulle, funerali dei membri. Le più potenti, leScuole Grandi, erano vere e proprie istituzioni, ricche, influenti, in perenne gara di prestigio attraverso lo sfarzo delle loro sedi e del loro apparato decorativo. La Scuola Grande di San Rocco è tra le più celebri di esse, e la sola la cui sede sia rimasta, fino a oggi, nella sua funzione e nel suo arredo d'origine.
La sua devozione si lega a san Rocco, pellegrino del XIV secolo venerato come protettore contro la peste, flagello ricorrente e terrificante nella Venezia del Rinascimento. La confraternita, fondata alla fine del XV secolo, conobbe uno slancio spettacolare dopo l'arrivo a Venezia delle reliquie del santo, che fecero del luogo un centro di pellegrinaggio. In una città periodicamente devastata dalle epidemie, invocare san Rocco non aveva nulla di astratto: la fervore popolare, le donazioni e i lasciti affluirono, dando alla scuola i mezzi finanziari della sua ambizione artistica. Fu questa ricchezza, nata dalla paura del contagio e dalla speranza della guarigione, a permettere di erigere una sede sontuosa e poi di dispiegarvi uno dei più grandi programmi dipinti di tutto il Rinascimento.
L'edificio: marmi e colonne del Rinascimento veneziano
La sede della confraternita si eleva nel sestiere di San Polo, proprio accanto all'imponente chiesa gotica dei Frari (Santa Maria Gloriosa dei Frari) e alla chiesa di San Rocco che le sta di fronte. La costruzione si estende su buona parte della prima metà del XVI secolo (attorno al 1517-1560), e più architetti vi si succedettero a seconda delle difficoltà e dei cambiamenti di gusto.
Gli inizi del cantiere si dovrebbero a Bartolomeo Bon (il Giovane), erede di una grande dinastia di costruttori veneziani, che avrebbe fissato l'impianto generale dell'edificio. La facciata e buona parte dell'alzato spettano poi ad Antonio Scarpagnino, che le diede il suo volto definitivo: un ritmo di colonne addossate, un gioco di marmi policromi, ampie aperture e quella scioltezza monumentale caratteristica del Rinascimento veneziano, dove l'ornato patrizio si fonde con la solennità di un'istituzione religiosa. La facciata, riccamente articolata, annuncia il lusso dell'interno senza tradirne il segreto.
Come la maggior parte delle Scuole Grandi, l'edificio obbedisce a uno schema tipo: una Sala Terrena (salone del pianterreno), vasto spazio scandito da colonne; un grande scalone d'onore che conduce al piano nobile; la Sala Superiore (o Sala Capitolare, il grande salone del capitolo) dove si riuniva l'assemblea; e, aperta su di essa, la Sala dell'Albergo, sala più piccola e più raccolta riservata alla direzione della confraternita, la banca. Questa distribuzione, all'origine puramente funzionale, sarebbe diventata la trama stessa del capolavoro dipinto che ne ricopre oggi le pareti e i soffitti. Occorre dunque distinguere due cose spesso confuse: il contenitore, notevole edificio del Rinascimento veneziano, e il contenuto, il ciclo del Tintoretto, che fa la gloria assoluta del luogo.
Il ciclo del Tintoretto: quasi venticinque anni alla Scuola
Jacopo Robusti, detto il Tintoretto («il piccolo tintore», dal mestiere del padre), dedicò a questo luogo una parte decisiva della sua carriera. Nell'arco di circa un quarto di secolo (v. 1564-1588), coprì i tre spazi della confraternita con oltre cinquanta teleri, formando un insieme di una coerenza e di un'ampiezza senza pari, tanto da essere spesso paragonato, per l'unità di un programma condotto da un solo maestro, alla Cappella Sistina.
La storia del suo ingresso nella Scuola è rimasta celebre, anche se l'aneddoto richiede prudenza. Nel 1564 la confraternita avrebbe bandito un concorso per la decorazione del soffitto della Sala dell'Albergo, invitando più pittori a presentare dei bozzetti. Là dove i suoi rivali portarono progetti disegnati, il Tintoretto avrebbe fatto installare direttamente al suo posto un telero già compiuto, il San Rocco in gloria, offerto alla confraternita, colpo d'audacia che gli avrebbe fatto vincere la commissione e gli avrebbe aperto le porte del luogo. Accolto poco dopo tra i membri, vi si impegnò a lungo, fino a diventare in qualche modo il pittore ufficiale della casa.
Il lavoro si svolge sala per sala. La Sala dell'Albergo fu decorata per prima: sul soffitto, il San Rocco in gloria e delle allegorie; sulle pareti, un insieme di scene della Passione dominate dall'immensa Crocifissione. Il Tintoretto affrontò poi il grande salone della Sala Superiore, dove il soffitto svolge un vasto programma tratto dall'Antico Testamento (episodi come il Serpente di bronzo, la Manna nel deserto, Mosè che fa scaturire l'acqua dalla roccia), mentre le pareti presentano un ciclo della Vita di Cristo e del Nuovo Testamento, servito da quegli effetti di luce irreale e da quelle inquadrature dall'alto che sono la sua firma. La Sala Terrena, al pianterreno, fu dipinta più tardi: è dedicata a un ciclo della Vita della Vergine, dall'Annunciazioneall'Assunzione, passando per scene notturne di grande poesia come la Fuga in Egittoo laMaddalena.
Ciò che colpisce nell'insieme è l'energia del disegno slanciato, la teatralità delle composizioni, i corpi in scorcio, le diagonali violente e soprattutto la luce, soprannaturale, sgorgata dall'ombra, che isola le figure e carica ogni scena di una tensione spirituale. Siamo di fronte a uno dei vertici del manierismo e della fine del Rinascimento veneziano, una meditazione dipinta sulla Passione e sulla salvezza, portata d'un solo respiro da un artista al culmine dei suoi mezzi.
La Crocifissione: il vertice del ciclo
Se si dovesse trattenere una sola opera, sarebbe la Crocifissione della Sala dell'Albergo, uno dei più vasti teleri del Rinascimento e, per molti, il capolavoro assoluto del Tintoretto. Occupa un'intera parete della sala e trasforma lo spazio in un vasto panorama del Golgota. Il Cristo in croce, al centro, domina una folla immensa colta nell'agitazione del momento: soldati, carnefici che innalzano le croci dei ladroni, cavalieri, curiosi, e il gruppo dei fedeli affranti ai piedi della croce. Lungi dal fissare la scena, il pittore ne fa un evento collettivo, brulicante di vita, dove il sacro emerge da un'umanità in disordine.
La luce vi svolge un ruolo di regista: avvolge il Cristo in un chiarore soprannaturale che si irraggia su tutta la composizione, lasciando il resto in una penombra lavorata. La scala stessa del telero, che avvolge lo spettatore, produce un'emozione fisica: non si guarda la scena, vi si è dentro. È questa potenza di immersione, unita al virtuosismo della pennellata, ad avere fatto di questa Crocifissione una pietra miliare della storia della pittura, ammirata per secoli, fino ai romantici che vi videro uno dei vertici di tutta l'arte occidentale.
Cosa vedere assolutamente
- La Crocifissione della Sala dell'Albergo: telero immenso che avvolge lo spettatore, vertice del ciclo e dell'arte del Tintoretto.
- Il San Rocco in gloria sul soffitto della Sala dell'Albergo, il telero che, secondo la tradizione, valse al pittore la vittoria della commissione.
- Il soffitto della Sala Superiore e il suo programma dell'Antico Testamento, da confrontare con le scene neotestamentarie delle pareti.
- Il ciclo della Vita della Vergine della Sala Terrena, con le sue scene notturne (in particolare la Fuga in Egitto).
- L'edificio stesso: facciata marmorea di Scarpagnino, grande scalone d'onore e l'infilata delle sale, apparato rinascimentale rimasto intatto.
Informazioni pratiche
La Scuola Grande di San Rocco si trova nel sestiere di San Polo, immediatamente accanto alla chiesa dei Frari (Santa Maria Gloriosa dei Frari), uno dei grandi punti di riferimento di Venezia, facile da raggiungere a piedi dal ponte di Rialto o dalla stazione di Santa Lucia. La chiesa di San Rocco, che custodisce altre opere legate al santo, confina con la scuola e completa naturalmente la visita. Per apprezzare il ciclo del Tintoretto, spesso dipinto in toni scuri e collocato in alto, ci si può aiutare con gli specchi a mano messi a disposizione nelle sale, così da esaminare i soffitti senza affaticare il collo. Orari, tariffe e condizioni di accesso sono da verificare presso l'istituzione prima della visita.
Quiz
- Quale pittore ha realizzato il grande ciclo di teleri della Scuola Grande di San Rocco?
- Tiziano
- Il Tintoretto
- Veronese
- Contro quale flagello san Rocco era invocato come protettore?
- La peste
- La carestia
- I naufragi
- In quale sala si trova l'immensa Crocifissione del Tintoretto?
- La Sala Terrena
- La Sala dell'Albergo
- La Sala Superiore

