Discosto dal cuore del potere mantovano, il Palazzo San Sebastiano fu costruito tra il 1506 e il 1508 per Francesco II Gonzaga, marchese di Mantova e uno dei condottieri più in vista del suo tempo. Non è una residenza di rappresentanza come il colossale Palazzo Ducale, ma una dimora più intima, a misura di un principe colto che voleva una cornice degna dei suoi tesori. Il palazzo fu infatti concepito anzitutto per un capolavoro: le nove grandi tele dei Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna, pittore ufficiale di corte, culmine di decenni di lavoro e uno dei vertici della pittura del Rinascimento. Francesco II ne fece la sua residenza prediletta e vi rimase fino alla morte, nel 1519. La dimora partecipa di quel momento in cui Mantova, sotto l'impulso dei Gonzaga e della loro cerchia di umanisti, diventa uno dei centri più raffinati d'Italia, appassionato di antichità e di collezioni. Dopo la partenza dei Trionfi, oggi a Hampton Court, il palazzo conobbe alterne fortune e lunghi abbandoni. Restaurato, ospita ora il Museo della Città (MACA), che racconta la storia di Mantova attraverso sculture, epigrafi, stemmi e copie antiche dei capolavori di Mantegna per cui era stato costruito.
Cosa vedere
- La sala dei Trionfi: immagina, più che vedere, ciò che fu questo spazio concepito per le nove tele di Mantegna; il museo vi presenta copie del Seicento che restituiscono la scala e il ritmo del corteo trionfale.
- L'articolazione generale: nota il carattere più orizzontale e trattenuto dell'edificio, lontano dalla verticalità di un palazzo urbano; era una residenza di delizie principesca oltre che uno scrigno.
- La collezione lapidaria: busti, rilievi e iscrizioni antiche e rinascimentali, testimoni del gusto dei Gonzaga per l'antico, cuore del culto delle origini coltivato a corte.
- La sezione araldica: cerca stemmi e blasoni, raccontano l'orgoglio dinastico dei Gonzaga e il modo in cui una famiglia iscriveva la propria identità nella pietra.
- Il dialogo con la città: il palazzo fa parte del sito UNESCO di Mantova; osserva come si lega al tessuto urbano della città dei Gonzaga.
Storia e contesto
Costruito per un condottiero-mecenate nel pieno del Rinascimento, il palazzo appartiene alla stagione in cui la corte mantovana fu tra le più colte d'Europa. Dopo la dispersione delle collezioni Gonzaga nel Seicento, i Trionfi originali lasciarono l'Italia per l'Inghilterra.
Segreti e curiosità
Il palazzo fu letteralmente pensato come reliquiario di un'opera: i Trionfi di Cesare, serie di nove tele monumentali, vi furono installati, caso raro di architettura concepita attorno a un ciclo dipinto preciso. L'edificio attraversò poi secoli di usi diversi prima di essere restaurato e reso alla cultura come museo civico, che espone copie antiche là dove stava il loro modello scomparso.
Lo sapevi?
Francesco II Gonzaga, guerriero ormai anziano e malato, avrebbe fatto di San Sebastiano il suo rifugio prediletto negli ultimi anni, preferendo la compagnia dei Trionfi di Mantegna all'agitazione della corte. Il principe morì in questo palazzo nel 1519, circondato dalle tele per cui la dimora era stata innalzata.

