Sulle rive dei laghi formati dal Mincio, il Palazzo Ducale di Mantova non è un edificio ma un mondo. Sotto questo nome si nasconde un agglomerato di fabbricati, corti, gallerie e giardini accumulati nell'arco di oltre quattro secoli, al punto che si parla volentieri di una "città-palazzo" di parecchie centinaia di sale. Questo labirinto fu il teatro del potere dei Gonzaga, signori, poi marchesi e infine duchi di Mantova, la cui corte fu tra le più brillanti dell'Italia del Rinascimento. Vi aleggiano ancora i nomi di Andrea Mantegna e di Isabella d'Este, insieme al ricordo di una collezione d'arte leggendaria, oggi dispersa ai quattro angoli d'Europa.
I Gonzaga, una dinastia e la sua capitale
I Gonzaga presero il potere a Mantova nel 1328 e regnarono sulla città fino ai primi del Settecento. Questa longevità eccezionale spiega la natura stessa del palazzo: ogni generazione vi aggiunse i propri appartamenti, le sale di rappresentanza, le cappelle e le gallerie, senza mai abbattere ciò che le precedenti avevano costruito. Il risultato è una stratificazione organica in cui il gotico, il Rinascimento e il barocco si succedono da una sala all'altra.
Il nucleo più antico è medievale: intorno all'attuale piazza Sordello si ergono i corpi di fabbrica primitivi, tra cui la Magna Domus e il Palazzo del Capitano, risalenti al XIII e al XIV secolo. A questo cuore feudale si aggregò, nel corso dei secoli, un intero sistema di corti e passaggi che collega i diversi quartieri del complesso. La corte dei Gonzaga si distinse molto presto per il suo gusto delle arti e delle lettere: attirò umanisti, musicisti e pittori, e fece di Mantova, città di dimensioni pur modeste, un centro artistico di primo piano.
Una "città-palazzo"
È difficile cogliere la scala del luogo senza percorrerlo. Il complesso allinea appartamenti privati, sale di ricevimento, giardini pensili, corti interne e lunghe gallerie, tra cui la celebre Galleria degli Specchi, allestita all'epoca degli ultimi duchi. Vi si attraversano spazi barocchi ornati di affreschi, enfilade di appartamenti ducali, passaggi segreti e logge aperte sui giardini. Il visitatore non percorre mai che una frazione dell'insieme, tanto è densa e stratificata la sua organizzazione.
Integrato in questa massa si trova il Castello di San Giorgio, castello medievale edificato alla fine del XIV secolo. Fortezza quadrangolare fiancheggiata da torri angolari e un tempo circondata da fossati, fu in seguito riconvertito in residenza di prestigio. È proprio in una delle sue torri che si cela il gioiello del palazzo.
La Camera degli Sposi di Mantegna
Nel Castello di San Giorgio si nasconde la Camera degli Sposi, decorazione dipinta ad affresco da Andrea Mantegna per la famiglia Gonzaga nel XV secolo. Questa sala quadrata, in cui le pareti si dissolvono in un'architettura dipinta popolata di ritratti di corte, e il cui soffitto si apre su un celebre oculo in trompe-l'œil, è tra i vertici della pittura del Rinascimento. Capolavoro assoluto dell'illusionismo e del ritratto di corte, è oggetto di una scheda separata su HitsMap, tanto la sua importanza supera i confini di una semplice sala del palazzo.
L'appartamento di Isabella d'Este
Il palazzo conserva anche la memoria di una delle più grandi mecenati del suo tempo, Isabella d'Este, marchesa di Mantova. Donna di gusto e collezionista appassionata, raccolse nei suoi appartamenti un gabinetto di opere d'arte, di antichità e di oggetti preziosi che destò l'ammirazione dell'Europa colta. Il suo studiolo e la sua grotta (piccolo ambiente voltato destinato alle collezioni) furono concepiti come uno scrigno erudito, in cui dipinti, sculture e curiosità dialogavano secondo un programma raffinato.
I quadri che aveva commissionato per questo gabinetto, opere di più grandi maestri del suo tempo, non vi si trovano più: dispersi nel corso della storia, diversi sono oggi conservati al Museo del Louvre e in altre collezioni. Le sale rimangono, con le loro decorazioni, ma bisogna immaginarle un tempo rivestite di opere che da tempo ne hanno lasciato le pareti.
La collezione Gonzaga, un tesoro disperso
È forse questo il destino più struggente del palazzo. Per due secoli i Gonzaga riunirono una delle più favolose collezioni d'arte d'Europa: dipinti dei massimi maestri, sculture antiche, oggetti preziosi, accumulati nelle sale del palazzo. Eppure questa collezione fu in gran parte venduta e dispersa nel XVII secolo. Una vendita clamorosa condusse, intorno al 1627-1628, una parte considerevole dei capolavori Gonzaga nelle collezioni del re Carlo I d'Inghilterra. Altri pezzi presero altre strade, così che oggi i quadri che un tempo ornavano Mantova si ritrovano dispersi nei grandi musei del mondo.
Il visitatore di oggi percorre dunque sale sontuose ma in gran parte svuotate delle collezioni originarie. Questa scomparsa fa parte della storia del luogo: il palazzo è uno scrigno i cui gioielli, in gran numero, hanno preso il largo.
Cosa vedere assolutamente
- La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, nel Castello di San Giorgio: uno dei vertici dell'affresco rinascimentale (scheda separata).
- Il Castello di San Giorgio stesso, fortezza medievale riconvertita in residenza principesca.
- Gli appartamenti di Isabella d'Este, con lo studiolo e la grotta, testimoni del suo mecenatismo (opere originarie disperse, in particolare al Louvre).
- La Galleria degli Specchi e gli appartamenti ducali barocchi, che illustrano i fasti degli ultimi Gonzaga.
- Le corti e i giardini interni, che scandiscono il complesso e danno la misura della "città-palazzo".
Informazioni pratiche
Il Palazzo Ducale si visita oggi come museo, nel cuore del centro storico di Mantova, iscritto insieme a Sabbioneta nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 2008. L'accesso ad alcune sale, tra cui la Camera degli Sposi, può essere soggetto a condizioni particolari di visita. Orari, tariffe e modalità di prenotazione sono da verificare presso la biglietteria ufficiale prima di ogni spostamento, poiché mutano regolarmente.
Quiz
1. Quale dinastia regnò su Mantova e fece del palazzo la sua residenza?
- I Medici
- I Gonzaga
- Gli Sforza
2. Quale artista dipinse la celebre Camera degli Sposi?
- Leonardo da Vinci
- Andrea Mantegna
- Tiziano
3. Che cosa accadde a gran parte della collezione d'arte dei Gonzaga nel XVII secolo?
- Fu distrutta in un incendio
- Fu venduta e dispersa, in particolare verso il re Carlo I d'Inghilterra
- Fu interamente lasciata in eredità al Vaticano

