Ecco un caso raro: un grande artista del Rinascimento che mette il proprio genio al servizio di un'attrezzatura tra le più prosaiche, una pescheria. A Mantova, Giulio Romano, allievo di Raffaello e maestro incontrastato della corte dei Gonzaga, non disegna solo il fastoso Palazzo Te. Verso il 1536, nell'ambito del riassetto urbano che conduce per il duca, progetta le Pescherie, il mercato del pesce, lungo il Rio che attraversava Mantova. Il principio è di elegante funzionalità: due lunghi portici sul corso d'acqua, sotto i quali i mercanti potevano esporre la merce al riparo, vicino all'acqua che manteneva fresco il pesce. Le Pescherie testimoniano la visione della città come opera d'arte, dove anche un mercato diventa architettura.
Cosa vedere
- I due portici lungo il Rio: guarda anzitutto il gesto d'insieme. Due gallerie coperte incorniciano il canale, pensate per l'uso, l'ombra e la vicinanza dell'acqua.
- Il ritmo delle arcate: segui la ripetizione degli archi; la loro cadenza sobria, quasi robusta, è la firma di Giulio Romano.
- Il rapporto con l'acqua: affacciati sul Rio. Tutto il dispositivo si comprende grazie a esso: il pesce arrivava e si vendeva sul bordo dell'acqua.
- Il contrasto con il Palazzo Te: assapora lo scarto: lo stesso spirito, qui al servizio del popolo e del commercio.
- L'inserimento urbano: nota come quest'opera umile strutturi ancora questo angolo di città, in dialogo con le vicine Beccherie.
Storia e contesto
Le Pescherie facevano parte di un insieme di attrezzature mercantili, tra cui le Beccherie: Giulio Romano pensava la zona come un quartiere commerciale coerente.
Segreti e curiosità
Che un maestro della sua statura firmasse un mercato coperto illustra una concezione del Rinascimento in cui l'utile non derogava alla bellezza. Il tracciato del Rio è stato in parte modificato nei secoli.
Lo sapevi?
A Mantova si ama ricordare che il pittore del sublime Palazzo Te disegnò anche il luogo dove si comprava il pesce: prova che a Mantova il Rinascimento scendeva fino in strada.

